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Il dolore è uno tra i sintomi più frequenti. Fra tutti, è uno tra quelli che più minaccia l’integrità fisica e psichica della persona malata e più preoccupa i familiari. Questa condizione è ancora più evidente nel bambino, in cui peraltro è ormai ampiamente chiaro che la percezione del dolore avviene a qualsiasi età. Oggi sappiamo che fin dalla 23a settimana di gestazione il sistema nervoso centrale è anatomicamente e funzionalmente competente per la percezione del dolore.
Valutare il dolore e trattarlo in modo adeguato è un imperativo. Negli ultimi anni le conoscenze scientifiche sul dolore nel neonato e nel bambino possono assicurare un corretto approccio antalgico nella maggior parte dei casi. In realtà si assiste a un non completamente idoneo riconoscimento del problema e a un vero e proprio ipotrattamento.
Gli avvelenamenti rappresentano una delle più comuni emergenze pediatriche e causa di una percentuale significativa di visite al pronto soccorso. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù negli ultimi dieci anni sono giunti oltre 1.500 bambini con intossicazione. Di questi, per il 40% è stato necessario il ricovero e per una piccola percentuale, l’8%, è stata necessaria la cura in terapia intensiva.
La prevenzione resta la prima cura e la più efficace. Per questo gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno messo a punto un apposito decalogo a “misura di bambino”.
Ancora alto il rischio di annegamento e di traumi in acqua, specialmente tra bambini e adolescenti. L’Italia, con il suo clima mite e i suoi 8.000 km di coste, laghi e fiumi balneabili, è uno dei paesi potenzialmente più esposti a questo fenomeno. E’ quindi prioritario sensibilizzare, istruire ed educare nel modo più dinamico e duraturo coloro che per primi devono sovrintendere alla sicurezza acquatica dei bambini: i genitori. Una campagna informativa del Ministero della Salute mette a disposizione di tutti una serie di documenti sull’educazione acquatica.
Il Trauma Center del Meyer insegna ai soccorritori e volontari del sistema territoriale come valutare e trattare adeguatamente queste lesioni nei bambini.
L’otite media è la patologia di più frequente riscontro in età pediatrica: oltre l’80% dei bambini al di sotto dei 3 anni di vita presenta almeno un episodio di otite media acuta (OMA) e in circa un terzo dei soggetti si evidenzia una significativa ricorrenza degli episodi.
Per almeno due decenni l’otite media acuta è stata una patologia “statica”, di cui si conosceva (o si pensava di conoscere) l’incidenza (elevata o in aumento), l’eziologia (tre soli germi, con frequenza uniforme attraverso tutta l’età pediatrica), la terapia (sempre indispensabile il trattamento antibiotico), la prevenzione (complessa o inefficace) e le potenziali complicanze (rarissime). Negli ultimi anni, si sono acquisite conoscenze che sembrano condurre a profonde modificazioni eziologiche, diagnostiche, preventive e terapeutiche. Da qui la necessità di aggiornare le linee guida di diagnosi e trattamento.
Un nuovo documento, pubblicato a cura della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), rende disponibili le prove aggiornate e le raccomandazioni per la pratica clinica.
I servizi a disposizione dei bambini sono molti: i pediatri di libera scelta, i consultori familiari, i poliambulatori e i reparti ospedalieri di ambito materno infantile. Queste strutture sono capillarmente diffuse nel territorio italiano e giocano un ruolo fondamentale per la tutela del benessere e della salute dei più piccoli.
Una delle sfide più difficili per i genitori è sapere come comportarsi nelle diverse circostanze e quando richiedere l’assistenza del pediatra o di altri operatori sanitari. Per agevolare questo compito la Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della Salute ha pubblicato un opuscolo illustrativo multilingue per la cura del proprio figlio.
Inaugurato ieri all’ospedale San Salvatore, si avvarrà anche di quattro posti letto di breve osservazione. Il centro, composto da un pronto soccorso pediatrico e da un reparto di osservazione breve con quattro posti letto, resterà aperto giorno e notte ed offrirà a bambini e ragazzi fino a 15 anni di età la possibilità di effettuare controlli, accertamenti e terapie senza necessità di ospedalizzazione. I piccoli pazienti potranno avere cure immediate in un ambiente ospitale e dotato di attrezzature all’avanguardia nella gestione delle emergenze.
Il Trauma Center del Meyer e l’ASL 10 insegnano ai genitori come evitare gli incidenti stradali e quelli domestici. Dal 3 maggio al via un programma di incontri per evitare la causa prima di morte e disabilità infantile.
Il Pronto Soccorso del Santobono, uno dei principali punti di riferimento dell’assistenza sanitaria ai bambini in Campania, si organizza per offrire al meglio le proprie competenze in due aree opposte: la gestione dei traumi maggiori e dei casi non urgenti. Le Deliberazioni della Giunta regionale.
Gli incidenti stradali e domestici sono la causa di morte di più di 5 milioni di persone in tutto il mondo ogni anno. Si tratta soprattutto di persone giovani, in piena attività, che contribuiscono, pertanto, ad una quota rilevante di mortalità evitabile e di anni di vita complessivamente persi dall’insieme della popolazione. Si configura, di conseguenza, un importante e spesso sottostimato problema di sanità pubblica.
Destinato agli operatori della salute e della scuola, un manuale dell’Istituto Superiore di Sanità presenta contenuti e metodi per la prevenzione degli incidenti stradali e domestici.
“I termini di urgenza ed emergenza sono utilizzati spesso, impropriamente, come sinonimi. L’accezione di emergenza e di urgenza non è univoca tra il personale sanitario e le famiglie.
L’ansia dei genitori per i propri figli incrementa la contrapposizione tra urgenza soggettiva ed urgenza oggettiva. Dalle famiglie, con sempre maggior frequenza, viene proposta come domanda assistenziale urgente qualsiasi condizione di malattia, lesione o malessere psico-sociale che, a giudizio del paziente stesso o della sua famiglia, richieda un’attenzione immediata. La domanda di attenzione immediata si aspetta una risposta immediata fornita possibilmente da personale specialistico, con disponibilità altrettanto immediata di diagnostica strumentale e di laboratorio.
L’urgenza soggettiva, la cui soglia si sta progressivamente abbassando, fa lievitare il ricorso al Pronto Soccorso (PS) dei cosiddetti codici bianchi ponendo dei seri problemi organizzativi e strategici per non disperdere le risorse dedicate all’emergenza/urgenza.”
Le indicazioni per il soccorso e la gestione del bambino e dell’adolescente nella Deliberazione n. 19-13297 del 15 febbraio 2010.
Nel corso degli anni i bisogni di salute dei neonati e dei bambini, e la complessità dell’assistenza ospedaliera necessaria, sono notevolmente aumentati. Basti pensare che almeno il 10% dei neonati richiede un ricovero entro i primi 30 giorni di vita, che le nascite premature sono oltre 1000 all’anno con età gestazionali sempre più basse (23-28 settimane), che almeno 300.000 bambini vengono portati ogni anno in un Pronto Soccorso con patologie più o meno gravi.
La Rete Ospedaliera Integrata per la Gestione del Neonato Critico e del Bambino in Emegenza-Urgenza per la Regione Veneto.
Pediatri e ricercatori di oltre 20 Paesi del mondo si incontrano a Firenze per discutere, in ottica multidisciplinare, i temi di maggiore rilevanza nelle strategie mediche utilizzate per la difesa e la cura della salute del bambino. Il convegno internazionale “Excellence in Paediatrics 2009″ è in programma dal 3 al 6 dicembre alla Fortezza Da Basso.
Due importanti società scientifiche italiane si rivolgono ai medici per un’informazione aggiornata e responsabile.
Non è raccomandabile come primo intervento utilizzare le strutture di pronto soccorso (nelle quali l’eccessivo affollamento aumenta il rischio di contagio), tranne nel caso in cui il neonato presenti febbre, crisi di tosse, difficoltà respiratorie e/o alimentari, torpore. In ogni caso sarebbe utile, da parte del medico che consiglia l’invio in ospedale, informare gli operatori del PS o del presidio nel quale si ipotizza il ricovero, per condizionare positivamente il percorso di accesso del paziente.
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Appunti di Pronto Soccorso, il libro
La guida per tutti alle piccole e alle grandi urgenze mediche.
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ISBN 1847990693X, 9781847990693
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