Morsi – Serpenti, vipere

Nelle nostre regioni, i serpenti velenosi sono soltanto i Viperidi. Il morso è un evento relativamente raro. Il rischio può essere evitato ricordandosi di non camminare silenziosamente. Non infilate le mani tra i sassi, specialmente quelli al sole, e non sedetevi senza prima dare qualche colpo di bastone. Non usate scarpe basse. Sorvegliate il comportamento → Leggi: Morsi – Serpenti, vipere

Morsi – Cani, gatti, ecc.

Non fatevi prendere dal panico, ma non ignorate una morsicatura o un graffio profondo!

Lavate subito la ferita con acqua e sapone abbondanti per asportare la saliva dell’animale. Non abbiate fretta: lavate accuratamente la parte ferita per almeno 5 minuti. Proseguite il lavaggio per 15 minuti se l’animale è stranamente aggressivo, perde → Leggi: Morsi – Cani, gatti, ecc.

La profilassi antirabbica post-esposizione

Le persone morsicate da animali rabidi o sospetti tali, o che siano state esposte al rischio di infezione, dovrebbero, se l’animale morsicatore non può essere sottoposto ad osservazione, iniziare il trattamento antirabbico post-esposizione entro 24 ore. → Leggi: La profilassi antirabbica post-esposizione

Cosa è la rabbia?

Il virus della rabbia, dopo aver infettato il sistema nervoso di animali selvatici e domestici, è presente nella saliva dell’animale ammalato prima della comparsa dei sintomi e si può trasmettere all’uomo attraverso la morsicatura, il graffio profondo, la leccatura di pelle non integra o il contatto della saliva dell’animale infetto con le mucose (occhi, naso, bocca). Con l’apparire dei sintomi, la rabbia è inesorabilmente fatale sia per gli animali sia per l’uomo. → Leggi: Cosa è la rabbia?

La ricomparsa della rabbia silvestre in Italia

Dal 1997 l’Italia era considerata libera da questa malattia e i protocolli regionali in caso di morso di animale non prevedevano più la profilassi antirabbica. Il primo focolaio è apparso nel territorio italiano a seguito dell’evolversi dell’epidemia che interessa Slovenia e Croazia. Nel corso del 2009 l’epidemia si è diffusa in direzione Sud-Ovest, comprendendo la province di Udine, Pordenone e Trieste, fino ai casi più recenti riscontrati nella provincia di Belluno lungo l’arco alpino. → Leggi: La ricomparsa della rabbia silvestre in Italia