I percorsi diagnostico-terapeutici approvati dalla Regione Calabria per due condizioni patologiche, oggi in primo piano per diffusione e assorbimento di risorse.
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I percorsi diagnostico-terapeutici approvati dalla Regione Calabria per due condizioni patologiche, oggi in primo piano per diffusione e assorbimento di risorse. Secondo uno studio dell’U.O. di Cardiologia dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” sarà possibile aumentare il numero di pazienti trattati e ridurre i costi, associando alla procedura di angioplastica più stent coronarico non solo l’abciximab ma anche gli altri due farmaci antitrombotici esistenti, l’epfitibatide e il tirofiban. Nel corso degli ultimi dieci anni è diventato chiaro che le persone con sindromi coronariche acute di tutti i tipi (STEMI e NSTE-ACS) presentano esiti clinici molto diversi, e molto lavoro è stato fatto per definire gli elementi clinici in grado di predire individualmente gli esiti peggiori (generalmente definiti dalla mortalità ospedaliera o riferita a periodi diversi del follow-up). Alcuni sistemi di valutazione sono stati elaborati nel tentativo di stratificare i pazienti in base al rischio e ulteriori recenti studi su farmaci e altri interventi, come l’angiografia e la rivascolarizzazione coronarica, hanno analizzato l’effetto di una terapia rispetto al gruppo di rischio del paziente. In generale gli studi clinici hanno dimostrato che con l’aumento del rischio aumenta anche la potenzialità per un intervento terapeutico di fornire un vantaggio. Tuttavia, con la crescente disponibilità di farmaci attivi sulla coagulazione del sangue, alla riduzione di eventi ischemici è corrisposto un aumento delle complicanze emorragiche, che di per sé è un importante fattore di esito sfavorevole. Questo ha lasciato la gestione dei pazienti con NSTEACS con un dilemma: deve essere offerto uno specifico cocktail di farmaci, ognuno con specifiche prove di efficacia, a ogni specifico paziente o l’insieme dei vantaggi del cocktail compensa il rischio di complicanze associate? Le condizioni che causano dolore toracico, come una sindrome coronarica acuta, possono comportare un rischio per la vita stessa. Ciò determina l’importanza di una diagnosi tempestiva e accurata. Gli attuali trattamenti sono in grado di migliorare i sintomi e prolungare la vita. Un nuovo documento del NICE affronta il tema del dolore toracico di recente insorgenza e di sospetta origine cardiaca. Il 26 dicembre è storicamente uno dei giorni più pericolosi per chi è vulnerabile a problemi cardiovascolari come gli attacchi di cuore, le aritmie e l’insufficienza cardiaca. Molti di questi eventi colpiranno persone che non sanno di essere a rischio. Le ambulanze del 118 di Milano e provincia sono in grado di trasmettere in 3-4 minuti un elettrocardiogramma alla centrale operativa dove un medico può vedere il tracciato e predisporre i successivi passaggi terapeutici fino all’arrivo in sala emodinamica, saltando il primo filtro del pronto soccorso. Secondo uno studio su più di 40.000 pazienti colpiti da attacco cardiaco, alcune combinazioni di farmaci triplicano o quadruplicano le probabilità di sanguinamento. I ricoveri in ospedale per episodi di sanguinamento presentano un rischio tre volte più alto di morte o di attacco cardiaco recidivo. Le linee guida aggiornate del Institute for Clinical Systems Improvement sulla diagnosi e il trattamento. Il campo di applicazione di queste linee guida è rappresentato da adulti di età superiore a 18 anni con sintomi precedenti o attuali di dolore o fastidio toracico e/o sospetto di sindrome coronarica acuta. L’American College of Cardiology e l’American Heart Association hanno rilasciato l’aggiornamento delle linee guida per la gestione dei casi di infarto miocardico con ST elevato (STEMI). L’aggiornamento fornisce nuove raccomandazioni per garantire ai pazienti una terapia salvavita il più rapidamente possibile. Bruxelles – Presentati ieri alla stampa e al pubblico i risultati di un’inchiesta realizzata dai rappresentanti delle Associazioni e Fondazioni per il Cuore dei diversi Paesi dell’UE, coordinati da EHN – European Heart Network e dalla Società europea di Cardiologia, nell’ambito di un programma di ricerca pluriennale finanziato in parte dalla Commissione Europea. A Vicenza la prima rete veneta integrata per l’assistenza in caso d’infarto, con la trasmissione dell’elettrocardiogramma dell’infartuato per via telematica. I sintomi comuni dell’attacco di cuore sono il respiro molto affannoso e superficiale, il dolore nella parte alta dell’addome oppure al petto che si estende talora alle braccia, al collo, alla testa o alla schiena. A volte, invece, il dolore è quasi assente. Il paziente può avere tosse insistente e difficoltà respiratoria. La pelle può [...] Avviata la campagna informativa sui comportamenti corretti da adottare in caso di sospetto infarto cardiaco. Migliorare la qualità dell’assistenza ai pazienti colpiti da infarto acuto del miocardio è l’obiettivo del Progetto “UMBRIA-STEMI” (ST-Elevation Myocardial Infarction), i cui risultati sono stati presentati nel corso di un convegno a Perugia. A Rovigo disponibili 23 nuovi posti letto di UTIC e di Stroke Unit. |
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