Le linee guida AHA sulla prevenzione nei pazienti con ictus o TIA

Attacchi ischemici transitori o ictus pregressi sono fattori di rischio per ulteriori e più gravi episodi. Pubblicato su Stroke l’aggiornamento indirizzato agli operatori sanitari delle raccomandazioni per la prevenzione. → Leggi: Le linee guida AHA sulla prevenzione nei pazienti con ictus o TIA

Linee guida per la gestione dell’emorragia intracerebrale spontanea

L’emorragia intracranica è un’emergenza medica. La diagnosi precoce e la gestione attenta dei pazienti con emorragia intracerebrale è fondamentale in quanto un rapido peggioramento è comune nelle prime ore dopo l’insorgenza. Il rischio di un rapido deterioramento neurologico e l’alto tasso di esiti sfavorevoli a lungo termine sottolinea la necessità di una gestione aggressiva precoce. → Leggi: Linee guida per la gestione dell’emorragia intracerebrale spontanea

Ictus: in Emilia-Romagna uno studio per estendere la trombolisi

Nell’ictus ischemico la trombolisi fornisce risultati positivi solo se praticata entro tre ore dall’insorgenza dei primi sintomi. A Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini proveranno a estendere il trattamento oltre questo limite di tempo. In tutto questo il ruolo dei cittadini è determinante: tutti devono essere consapevoli che un ictus è un’emergenza sanitaria al pari di un infarto miocardico. E’ fondamentale che le persone sappiano riconoscere precocemente i sintomi e i segni di un ictus e avvisino immediatamente il 118. → Leggi: Ictus: in Emilia-Romagna uno studio per estendere la trombolisi

Ictus: le linee guida australiane

La National Stroke Foundation è un’organizzazione australiana no-profit impegnata con i cittadini, le strutture governative, gli operatori sanitari, i pazienti e le loro famiglie a ridurre l’impatto dell’ictus sulla comunità civile. E’ di questi giorni l’aggiornamento delle linee guida sulla gestione dell’ictus. Sviluppate per fornire raccomandazioni basate sulle evidenze cliniche, integrano e sostituiscono le precedenti pubblicazioni sulla fase acuta (2007) e la riabilitazione (2005). → Leggi: Ictus: le linee guida australiane

Ictus ischemico, diagnosi e trattamento iniziale

L’Institute for Clinical Systems Improvement ha pubblicato il nuovo protocollo diagnostico e terapeutico per i pazienti di età maggiore di 18 anni colpiti da ictus cerebrale o attacco ischemico transitorio. Queste linee guida analizzano due fasi critiche per la sopravvivenza del paziente, quella preospedaliera e le prime 48 ore del ricovero in ospedale. → Leggi: Ictus ischemico, diagnosi e trattamento iniziale

Ictus: trombolisi e warfarin non vanno d’accordo

La trombolisi in caso di ictus acuto va effettuata entro poche ore dall’evento, altrimenti gli effetti negativi superano i possibili benefici. In caso però di terapia in corso con warfarin, anche qualora la trombolisi fosse possibile come finestra temporale, è meglio evitarla per non incorrere nell’alto rischio di aggravare la situazione con la comparsa di una emorragia cerebrale. → Leggi: Ictus: trombolisi e warfarin non vanno d’accordo

Organizzazione dell’assistenza all’ictus: le Stroke Unit

Allo stato attuale solo il 22% dei pazienti affetti da ictus raggiunge il Pronto Soccorso (PS) entro le 3 ore dall’esordio della malattia e solo il 21% di essi ha consapevolezza di malattia. La pronta attivazione e la tempestiva risposta del sistema di emergenza territoriale “118” è essenziale in relazione alla trombolisi e ad altri interventi terapeutici che possono essere attuati in una ristretta finestra temporale. In tali casi il codice ROSSO è giustificato dall’urgenza terapeutica e certamente garantisce la maggiore rapidità e il migliore livello organizzativo. L’alternativa GIALLO-ICTUS deve essere supportata da un modello organizzativo sperimentato e condiviso che preveda innanzitutto il trasporto del paziente direttamente alle strutture in grado di erogare i trattamenti della fase acuta. Nel percorso intraospedaliero il codice da attribuire nel triage è sempre un codice ROSSO, in grado di garantire tempi certi per i percorsi interni e per l’effettuazione di terapie specifiche. → Leggi: Organizzazione dell’assistenza all’ictus: le Stroke Unit

Molti non sanno di aver avuto un piccolo ictus

In uno studio britannico sull’ictus più di due terzi dei pazienti non erano consapevoli di aver subito un ictus minore e quasi un terzo ha richiesto assistenza medica con più di 24 ore di ritardo. Molti studi hanno concentrato la loro attenzione sugli ictus maggiori, ma pochi hanno esaminato la consapevolezza dei pazienti nel caso di ictus minori. Uno studio pubblicato on line tre giorni fa sulla rivista Stroke ha indagato i comportamenti dei pazienti colpiti da TIA o da ictus minore, evidenziando il frequente mancato riconoscimento dei sintomi e il ritardo nel richiedere l’assistenza medica. → Leggi: Molti non sanno di aver avuto un piccolo ictus

Diagnosi e trattamento dell’ictus: l’esperienza in Piemonte

In Italia l’ictus è, per dimensioni epidemiologiche e rilievo sociale, uno dei più gravi problemi sanitari e assistenziali. In Piemonte l’urgenza di nuovi interventi è ancora più pressante in considerazione dei dati epidemiologici che rilevano, negli ultimi anni, una mortalità per ictus significativamente superiore alla media nazionale, al contrario di quanto si verifica per le malattie cardiovascolari che hanno una mortalità inferiore alla media. L’Agenzia Regionale per i Servizi Sanitari della Regione Piemonte ha raccolto in una recente pubblicazione le analisi degli ultimi anni sull’ictus. → Leggi: Diagnosi e trattamento dell’ictus: l’esperienza in Piemonte

La prevenzione dell’ictus al Parlamento europeo

In una relazione per il Parlamento europeo gli esperti della campagna Action for Stroke Prevention illustrano la necessità di un’azione coordinata e urgente per la prevenzione. Action for Stroke Prevention, un’unione di cardiologi, neurologi, medici di famiglia e gruppi di pazienti, ha esortato i responsabili politici dell’UE a migliorare la valutazione del rischio di ictus e la diagnosi di fibrillazione atriale prima che la crescente frequenza di ictus diventi «una grave crisi di salute pubblica». → Leggi: La prevenzione dell’ictus al Parlamento europeo

Linee guida, Toscana: diagnosi e cura dell’ictus

La definizione di ictus dell’Organizzazione mondiale della sanità è: «l’ictus è una sindrome caratterizzata dall’improvviso e rapido sviluppo di sintomi e segni riferibili a deficit focale delle funzioni cerebrali senza altra causa apparente se non quella vascolare; la perdita della funzionalità cerebrale può essere globale (pazienti in coma profondo). I sintomi durano più di 24 ore o determinano il decesso» (SPREAD 2007). Rilasciato dalla Regione Toscana e dal Sistema Nazionale Linee Guida l’aggiornamento 2009 al documento d’indirizzo di 4 anni fa. → Leggi: Linee guida, Toscana: diagnosi e cura dell’ictus

Il 29 ottobre Giornata mondiale contro ictus cerebrale

L’ictus cerebrale è una patologia che colpisce 200.000 italiani all’anno ed è la prima causa di disabilità nell’adulto, la seconda causa di demenza e la terza causa di morte. Un breve video con i disegni del noto vignettista Vauro per spiegare i sintomi. → Leggi: Il 29 ottobre Giornata mondiale contro ictus cerebrale

Trento: presentata la campagna provinciale contro l’ictus

Tempo è cervello, questo lo slogan scelto per sensibilizzare e far conoscere alla popolazione una patologia che in Trentino colpisce numerose persone. → Leggi: Trento: presentata la campagna provinciale contro l’ictus

Ictus meno gravi se preceduti da TIA

Secondo uno studio l’attacco ischemico transitorio cerebrale (TIA) è una condizione di preallarme a cui si associano ictus successivi meno gravi. L’ipotesi è che i TIA preparino i vasi sanguigni cerebrali a sopportare l’evento ischemico successivo e quindi che, di fatto, siano eventi protettivi. → Leggi: Ictus meno gravi se preceduti da TIA

Saranno capaci i Governi di salvare il cuore degli Europei?

Bruxelles – Presentati ieri alla stampa e al pubblico i risultati di un’inchiesta realizzata dai rappresentanti delle Associazioni e Fondazioni per il Cuore dei diversi Paesi dell’UE, coordinati da EHN – European Heart Network e dalla Società europea di Cardiologia, nell’ambito di un programma di ricerca pluriennale finanziato in parte dalla Commissione Europea. → Leggi: Saranno capaci i Governi di salvare il cuore degli Europei?