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Il dolore è uno tra i sintomi più frequenti. Fra tutti, è uno tra quelli che più minaccia l’integrità fisica e psichica della persona malata e più preoccupa i familiari. Questa condizione è ancora più evidente nel bambino, in cui peraltro è ormai ampiamente chiaro che la percezione del dolore avviene a qualsiasi età. Oggi sappiamo che fin dalla 23a settimana di gestazione il sistema nervoso centrale è anatomicamente e funzionalmente competente per la percezione del dolore.
Valutare il dolore e trattarlo in modo adeguato è un imperativo. Negli ultimi anni le conoscenze scientifiche sul dolore nel neonato e nel bambino possono assicurare un corretto approccio antalgico nella maggior parte dei casi. In realtà si assiste a un non completamente idoneo riconoscimento del problema e a un vero e proprio ipotrattamento.
Il soddisfacimento dell’analgesia rientra tra i diritti irrinunciabili del paziente. Il trattamento ottimale del dolore post-operatorio può accelerare la ripresa globale del paziente sia dopo chirurgia maggiore, riducendo o addirittura annullando la degenza in unità di terapia intensiva, sia dopo chirurgia ambulatoriale. Pertanto il trattamento del dolore post-operatorio deve essere inserito tra gli obiettivi istituzionali prioritari essendo parte integrante – insieme a mobilizzazione precoce, alimentazione enterale precoce e fisiokinesiterapia attiva – del piano terapeutico per la malattia perioperatoria.
Per rispondere a queste moderne esigenze la Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) ha aggiornato le precedenti linee guida del 2002.
L’otite media è la patologia di più frequente riscontro in età pediatrica: oltre l’80% dei bambini al di sotto dei 3 anni di vita presenta almeno un episodio di otite media acuta (OMA) e in circa un terzo dei soggetti si evidenzia una significativa ricorrenza degli episodi.
Per almeno due decenni l’otite media acuta è stata una patologia “statica”, di cui si conosceva (o si pensava di conoscere) l’incidenza (elevata o in aumento), l’eziologia (tre soli germi, con frequenza uniforme attraverso tutta l’età pediatrica), la terapia (sempre indispensabile il trattamento antibiotico), la prevenzione (complessa o inefficace) e le potenziali complicanze (rarissime). Negli ultimi anni, si sono acquisite conoscenze che sembrano condurre a profonde modificazioni eziologiche, diagnostiche, preventive e terapeutiche. Da qui la necessità di aggiornare le linee guida di diagnosi e trattamento.
Un nuovo documento, pubblicato a cura della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), rende disponibili le prove aggiornate e le raccomandazioni per la pratica clinica.
Nel corso degli ultimi dieci anni è diventato chiaro che le persone con sindromi coronariche acute di tutti i tipi (STEMI e NSTE-ACS) presentano esiti clinici molto diversi, e molto lavoro è stato fatto per definire gli elementi clinici in grado di predire individualmente gli esiti peggiori (generalmente definiti dalla mortalità ospedaliera o riferita a periodi diversi del follow-up). Alcuni sistemi di valutazione sono stati elaborati nel tentativo di stratificare i pazienti in base al rischio e ulteriori recenti studi su farmaci e altri interventi, come l’angiografia e la rivascolarizzazione coronarica, hanno analizzato l’effetto di una terapia rispetto al gruppo di rischio del paziente. In generale gli studi clinici hanno dimostrato che con l’aumento del rischio aumenta anche la potenzialità per un intervento terapeutico di fornire un vantaggio. Tuttavia, con la crescente disponibilità di farmaci attivi sulla coagulazione del sangue, alla riduzione di eventi ischemici è corrisposto un aumento delle complicanze emorragiche, che di per sé è un importante fattore di esito sfavorevole. Questo ha lasciato la gestione dei pazienti con NSTEACS con un dilemma: deve essere offerto uno specifico cocktail di farmaci, ognuno con specifiche prove di efficacia, a ogni specifico paziente o l’insieme dei vantaggi del cocktail compensa il rischio di complicanze associate?
Su questi argomenti il National Institute for Health and Clinical Excellence ha pubblicato le nuove linee-guida britanniche sulla gestione precoce dell’angina instabile e dell’infarto del miocardio senza sopraelevazione del tratto ST.
Intossicazioni autolesionistiche e aspetti forensi: questi i temi prevalenti della sesta edizione del convegno di Tossicologia promosso dal Centro Antiveleni di Foggia.
L’evento formativo si terrà nei giorni 26 e 27 ottobre 2010 presso la Sala Formedil di Foggia, in Via Napoli Km 3.800, ed è rivolto a medici, infermieri professionali e pediatrici e tecnici di laboratorio biomedico. Per tutte queste figure professionali sono previsti crediti ECM.
Le condizioni che causano dolore toracico, come una sindrome coronarica acuta, possono comportare un rischio per la vita stessa. Ciò determina l’importanza di una diagnosi tempestiva e accurata. Gli attuali trattamenti sono in grado di migliorare i sintomi e prolungare la vita. Un nuovo documento del NICE affronta il tema del dolore toracico di recente insorgenza e di sospetta origine cardiaca.
Il dolore neuropatico si sviluppa a seguito di un danno o di una disfunzione del sistema che normalmente segnala il dolore. Esso può derivare da un gruppo eterogeneo di malattie che colpiscono il sistema nervoso centrale e periferico. Alcuni esempi includono la neuropatia diabetica, la nevralgia post-erpetica e la nevralgia del trigemino.
Il britannico National Institute for Health and Clinical Excellence ha recentemente aggiornato le linee-guida non specialistiche per la cura di questa forma di dolore.
Meno di una generazione fa gli atteggiamenti prevalenti verso il dolore acuto erano la diffusa accettazione come inevitabile e la frequente indifferenza alla sua gestione ottimale. Oggi la corretta gestione del dolore è intesa come un diritto umano fondamentale ed è un processo di fondamentale importanza per una pratica della medicina moderna di natura etica, orientata al paziente e attenta al rapporto costo-beneficio.
Lo sforzo continuo degli operatori sanitari di tutto il mondo è quello di utilizzare le evidenze obiettive per fornire una base razionale alla pratica clinica. Un recente contributo, con un vero e proprio trattato giunto alla terza edizione, è quello dell’Australian and New Zealand College of Anaesthetists.
Prima dell’avvento della medicina moderna sono stati utilizzati numerosi rimedi casalinghi, molti sopravvissuti anche ai giorni nostri, come l’applicazione di una borsa dell’acqua calda sulla zona pelvica, un leggero massaggio addominale, l’assunzione di decotti o tisane, fino all’applicazione di tabacco o di cataplasmi di cipolle cotte sull’addome. Ai giorni nostri, molti di questi antichi rimedi sono stati sostituiti più o meno correttamente dall’impiego di micronutrienti dietetici come le vitamine, da opzioni non farmacologiche come l’esercizio fisico o la TENS e da pratiche mediche non convenzionali tra cui l’agopuntura o l’omeopatia. Anche una dieta leggera, poveri in grassi prima e durante il ciclo, e uno stile di vita genericamente più sano sono ritenuti utili alla riduzione dei dolori mestruali. Tuttavia la vera svolta terapeutica è senza dubbio rappresentata dai trattamenti farmacologici.
Nimesulide deve essere prescritto solo come trattamento di seconda linea per il dolore, la durata massima di trattamento è di 15 giorni e il trattamento deve essere immediatamente interrotto all’insorgere dei primi segni e sintomi di sofferenza epatica.
Visto l’ampio uso che si fa del paracetamolo è utile conoscere la nota informativa importante appena pubblicata dall’AIFA relativa a Tachipirina® e medicinali contenenti paracetamolo da solo. Sono state eliminate dagli stampati del prodotto alcune informazioni che potevano indurre a un errore terapeutico. In particolare non sono più presenti la tabella iniziale relativa allo schema di trattamento posologico espresso per età e via di somministrazione e si raccomanda di non somministrare il farmaco per più di 3 giorni senza consultare il medico (in precedenza erano riportati 10 giorni).
Il dolore ci avverte che qualche cosa non sta funzionando, inducendo il sistema nervoso a porre in atto comportamenti adeguati per sottrarsi al danno che lo provoca o, se possibile, per affrontarlo e neutralizzarlo.
Aspetti valutativi, comparativi e gestionali del dolore in un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità.
Le linee guida aggiornate del Institute for Clinical Systems Improvement sulla diagnosi e il trattamento. Il campo di applicazione di queste linee guida è rappresentato da adulti di età superiore a 18 anni con sintomi precedenti o attuali di dolore o fastidio toracico e/o sospetto di sindrome coronarica acuta.
E’ il tuo primo episodio di dolore lombare? Un nuovo studio dimostra che potrai recuperare completamente entro un anno. Contrariamente a quanto si ritiene, una quota importante di pazienti guarisce entro un anno.
La lombalgia è una patologia molto diffusa, particolarmente stressante e, in alcuni casi, non gestita al meglio. Se avete una lombalgia e desiderate informazioni aggiornate, leggete attentamente questa guida.
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