Nuove linee guida per le sindromi coronariche acute

Le raccomandazioni dell’European Society of Cardiology sulla gestione dei pazienti con sospetta NSTE-ACS (non-ST-elevation acute coronary syndrome). → Leggi: Nuove linee guida per le sindromi coronariche acute

L’intensità del dolore toracico non indica un attacco cardiaco

dolore toracico

Il dolore toracico intenso non è un buon indicatore di un infarto del miocardio, né di quali pazienti siano più inclini ad avere un attacco cardiaco entro il mese successivo. Lo chiarisce uno studio statunitense su oltre 3.000 pazienti. → Leggi: L’intensità del dolore toracico non indica un attacco cardiaco

La iperglicemia nelle sindromi coronariche acute

L’iperglicemia al momento del ricovero per sindrome coronarica acuta costituisce un fattore di rischio per l’insorgenza di complicanze ospedaliere e per la mortalità indipendentemente da una condizione nota di diabete. Nonostante questo, l’iperglicemia nelle sindromi coronariche acute rimane sottostimata come fattore di rischio ed è spesso non adeguatamente trattata. Il NICE (National Institute for Health and Clinical Excellence) ha reso disponibile on line un documento preliminare con le raccomandazioni per la gestione ottimale della glicemia e avviato una consultazione delle parti interessate prima della pubblicazione definitiva. → Leggi: La iperglicemia nelle sindromi coronariche acute

Il Dabigatran: aggiornamento delle linee guida USA sulla fibrillazione atriale

L’utilizzo del nuovo anticoagulante orale Dabigatran in una raccomandazione dell’American Hearth Association. → Leggi: Il Dabigatran: aggiornamento delle linee guida USA sulla fibrillazione atriale

Dolore toracico e sindrome coronarica acuta

L’aggiornamento delle linee guida dell’Institute for Clinical Systems Improvement per pazienti di età superiore ai 18 anni con sintomi pregressi o attuali di dolore o fastidio toracico e/o segni di sindrome coronarica acuta. → Leggi: Dolore toracico e sindrome coronarica acuta

Evoluzione delle Unità di terapia intensiva coronarica in Emilia-Romagna

Nell’ambito della rete integrata dei servizi per l’emergenza/urgenza cardiologica l’UTIC è diventata la struttura assistenziale di riferimento per la cardiopatia acuta coronarica e non. Un’analisi descrittiva presentata dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale, basata prevalentemente sulle schede di dimissione ospedaliera (SDO) degli anni 2002-2009, evidenzia come lo sviluppo della rete assistenziale con concentrazione delle attività nelle UTIC hub abbia permesso di raggiungere importanti risultati clinici. → Leggi: Evoluzione delle Unità di terapia intensiva coronarica in Emilia-Romagna

Linee guida AHA sullo scompenso cardiaco nei Dipartimenti di emergenza

Lo scompenso cardiaco è una condizione patologica seria e molto diffusa. Secondo stime del 2009 ne soffrono 5 milioni e 800 mila americani (circa il 2% dell’intera popolazione), con un’incidenza annua di 550 mila casi. Sebbene abbia una natura cronica, in quasi tutti i pazienti lo scompenso cardiaco presenta episodi acuti che impongono il trattamento in Pronto Soccorso. I criteri di gestione dell’insufficienza cardiaca nei Dipartimenti di emergenza sono riportati nelle ultime linee guida dell’American Heart Association. → Leggi: Linee guida AHA sullo scompenso cardiaco nei Dipartimenti di emergenza

La rivascolarizzazione miocardica nelle nuove linee guida europee

La rivascolarizzazione miocardica è un presidio terapeutico fondamentale per la malattia coronarica da circa mezzo secolo. L’intervento di bypass coronarico, utilizzato nella pratica clinica dal 1960, è senza dubbio la procedura chirurgica più studiata mai intrapresa, mentre l’intervento coronarico percutaneo, utilizzato per oltre tre decenni, è stato sottoposto a più studi clinici randomizzati rispetto a qualsiasi altra procedura interventistica. A cinque anni dalla precedente versione l’European Society of Cardiology ha presentato l’aggiornamento delle raccomandazioni per la pratica clinica. → Leggi: La rivascolarizzazione miocardica nelle nuove linee guida europee

Linee guida europee sulla fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale interessa circa 6 milioni di persone in Europa, è l’aritmia cardiaca più diffusa ed è un importante fattore di rischio dell’ictus cerebrale. La sua prevalenza è in crescita e si stima il raddoppio dei casi nei prossimi 50 anni. Dopo quattro anni dalla precedente versione l’European Society of Cardiology ha aggiornato le raccomandazioni sulla diagnosi e la terapia. → Leggi: Linee guida europee sulla fibrillazione atriale

Elettrocardiografi sulle ambulanze della Valmarecchia

Dopo la teleradiologia, l’Azienda USL di Rimini attiva un altro servizio innovativo per i sette Comuni dell’Alta Valmarecchia aggregati all’Emilia Romagna e alla provincia di Rimini (Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Maiolo, Talamello, Sant’Agata Feltria, Casteldelci). Anche le ambulanze che operano su questo territorio saranno infatti dotate di apparecchiature per elettrocardiogramma e per la trasmissione dell’esame, in tempo reale, all’Ospedale Infermi di Rimini dove, su tutto l’arco delle 24 ore, un medico dell’Unità Operativa di Cardiologia potrà esaminarlo e valutare subito, assieme agli operatori del soccorso, il percorso di cura migliore. → Leggi: Elettrocardiografi sulle ambulanze della Valmarecchia

Infarto miocardico, da Forlì una speranza in più

Secondo uno studio dell’U.O. di Cardiologia dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” sarà possibile aumentare il numero di pazienti trattati e ridurre i costi, associando alla procedura di angioplastica più stent coronarico non solo l’abciximab ma anche gli altri due farmaci antitrombotici esistenti, l’epfitibatide e il tirofiban. → Leggi: Infarto miocardico, da Forlì una speranza in più

Angina instabile e infarto del miocardio non-ST (NSTEMI)

Nel corso degli ultimi dieci anni è diventato chiaro che le persone con sindromi coronariche acute di tutti i tipi (STEMI e NSTE-ACS) presentano esiti clinici molto diversi, e molto lavoro è stato fatto per definire gli elementi clinici in grado di predire individualmente gli esiti peggiori (generalmente definiti dalla mortalità ospedaliera o riferita a periodi diversi del follow-up). Alcuni sistemi di valutazione sono stati elaborati nel tentativo di stratificare i pazienti in base al rischio e ulteriori recenti studi su farmaci e altri interventi, come l’angiografia e la rivascolarizzazione coronarica, hanno analizzato l’effetto di una terapia rispetto al gruppo di rischio del paziente. In generale gli studi clinici hanno dimostrato che con l’aumento del rischio aumenta anche la potenzialità per un intervento terapeutico di fornire un vantaggio. Tuttavia, con la crescente disponibilità di farmaci attivi sulla coagulazione del sangue, alla riduzione di eventi ischemici è corrisposto un aumento delle complicanze emorragiche, che di per sé è un importante fattore di esito sfavorevole. Questo ha lasciato la gestione dei pazienti con NSTEACS con un dilemma: deve essere offerto uno specifico cocktail di farmaci, ognuno con specifiche prove di efficacia, a ogni specifico paziente o l’insieme dei vantaggi del cocktail compensa il rischio di complicanze associate? Su questi argomenti il National Institute for Health and Clinical Excellence ha pubblicato le nuove linee-guida britanniche sulla gestione precoce dell’angina instabile e dell’infarto del miocardio senza sopraelevazione del tratto ST. → Leggi: Angina instabile e infarto del miocardio non-ST (NSTEMI)

Il dolore toracico di origine cardiaca

Le condizioni che causano dolore toracico, come una sindrome coronarica acuta, possono comportare un rischio per la vita stessa. Ciò determina l’importanza di una diagnosi tempestiva e accurata. Gli attuali trattamenti sono in grado di migliorare i sintomi e prolungare la vita. Un nuovo documento del NICE affronta il tema del dolore toracico di recente insorgenza e di sospetta origine cardiaca. → Leggi: Il dolore toracico di origine cardiaca

A Natale attenzione agli attacchi cardiaci

Freddo

Il 26 dicembre è storicamente uno dei giorni più pericolosi per chi è vulnerabile a problemi cardiovascolari come gli attacchi di cuore, le aritmie e l’insufficienza cardiaca. Molti di questi eventi colpiranno persone che non sanno di essere a rischio. → Leggi: A Natale attenzione agli attacchi cardiaci

Allerta sui farmaci per gli attacchi cardiaci

Secondo uno studio su più di 40.000 pazienti colpiti da attacco cardiaco, alcune combinazioni di farmaci triplicano o quadruplicano le probabilità di sanguinamento. I ricoveri in ospedale per episodi di sanguinamento presentano un rischio tre volte più alto di morte o di attacco cardiaco recidivo. → Leggi: Allerta sui farmaci per gli attacchi cardiaci