Shock

In seguito a gravi traumi con sanguinamento, fratture o ustioni e in caso di malattie acute come l’infarto del miocardio o le emorragie interne, aspettatevi sempre la comparsa dello shock e agite in modo da ridurlo.

E’ una grave e protratta caduta della pressione sanguigna con conseguente sofferenza di organi e tessuti del nostro organismo.

I suoi sintomi sono la pelle pallida, fredda e sudaticcia. Il polso è frequente e piccolo. Il respiro è superficiale, frequente o irregolare. Il soggetto è spaventato, confuso e irrequieto.

Nella maggior parte dei casi dovete adagiare a terra il paziente con la testa più bassa dei piedi e mantenere sollevati a lungo gli arti inferiori per facilitare il flusso sanguigno verso il cuore e il cervello. Slacciategli i vestiti.

Copritelo leggermente, ma senza farlo sudare. Non applicate calore come, per esempio, un termoforo. Lo scopo da raggiungere è di conservare il calore del corpo, non di surriscaldare il paziente.

Nel caso di lesioni alla testa o al petto, sollevate la testa e le spalle del paziente con cuscini o indumenti arrotolati in modo che la testa sia circa 25 cm. più in alto dei piedi. Se il paziente comincia a respirare con difficoltà, abbassategli la testa e alzategli le gambe come descritto prima.

Non dategli bevande o cibi, soprattutto se ha nausea o se ha una profonda ferita all’addome. Non dategli mai alcolici o stimolanti.

Se il paziente è cosciente e ha sete, solo nel caso di un previsto lungo ritardo dei soccorsi, fategli bere ogni tanto qualche sorso di acqua pura (né molto calda né molto fredda).

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