Il Primo Soccorso in formato pocket

Il libro di Pierluigi Diano con i rimedi per il primo intervento si legge tutto d'un fiato, come un'avventura che può cambiare il senso della nostra vita salvandone un'altra.

Pronto soccorso. Con tutti i rimedi per il primo intervento - Pierluigi DianoGuardiamoci – virtualmente – negli occhi: quanti di noi sanno davvero cosa fare in caso di necessità per aiutare uno sconosciuto o il proprio figlio? Molte persone non si avvicinano ai temi del primo soccorso per scaramanzia!, perché è roba da ragazzi, per mancanza di tempo o per paura di sbagliare. Il risultato può essere una chiamata di soccorso al 118 confusa e in ritardo.

Il primo soccorso è un dovere civico di tutti e le conoscenze di base possono essere apprese già da bambini. Per informarsi non c’è che l’imbarazzo della scelta. Il Web, tra cui anche l’iniziativa di Eumed.org, offre da quasi vent’anni risorse attendibili, di facile consultazione e in continuo aggiornamento. In tutta Italia si organizzano corsi e incontri informativi, molti dei quali gratuiti, rivolti ai ragazzi, ai genitori o a chi deve prendersi cura di un malato. Non da ultimo, il panorama editoriale è ricchissimo di pubblicazioni pratiche che permettono di avere con sé una guida sempre disponibile.

Una di queste è senza dubbio il recente libro di Pierluigi Diano, medico e specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio.

Le caratteristiche sono improntate alla semplicità: formato tascabile, tante illustrazioni e prezzo di copertina di soli 5 euro. Un libro economico, quindi, ma non nei contenuti. Ad una sezione iniziale con le manovre salvavita (la respirazione artificiale, il massaggio cardiaco, la posizione di sicurezza, ecc.), segue un nutrito elenco di rimedi in caso di malattie o traumi.

Si legge tutto d’un fiato, pur nel rigore di un manuale scientifico, come un’avventura che può cambiare il senso della nostra vita salvandone un’altra. L’autore ha anche dimestichezza con la matita: molte figure sono a fumetti per chiarire ulteriormente le manovre descritte nel testo.

Per la continua evoluzione della materia, ho una breve considerazione da fare: nella prossima edizione vedrei bene una descrizione più ampia della tecnica di disostruzione delle vie aeree nel lattante e un adeguamento al rapporto di 30:2, attualmente raccomandato in tutti i casi per i laici, per le compressioni-ventilazioni nella rianimazione cardio-polmonare di base.

Consigliato!

Titolo Pronto soccorso. Con tutti i rimedi per il primo intervento
Autore Pierluigi Diano
Editore De Vecchi, 2012
ISBN 884120771X, 9788841207710
Lunghezza 128 pagine
di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


3 commenti per Il Primo Soccorso in formato pocket

  • Personalmente non sono molto favorevole ad una trattazione di un argomento come il primo soccorso basata solo sul/sui libri.

    Un primo soccorso efficace, primo tra tutti il BLS e il PBLS può essere eseguito, mancando la possibilità di esercitarsi su casi reali, solo e soltanto facendo pratica su manichini con istruttori validi che sappiano correggere gli errori che tutti i “principianti” fanno all’inizio.

    Pensare di saper fare correttamente delle CTE o una manovra di disostruzione solo per averla letta su un libro è, IMHO, pura utopia.

    Il consiglio quindi, in mancanza di una formazione, e qui mi trova d’accordo con lei, scolastica, è di affidarsi ad uno dei tantissimi corsi gratuiti fatti in giro dalle varie associazioni di volontariato, ANPAS, CRI e Misericordie, in primis e perdere qualche ora a schiacciare il torace di Anne

  • Hai ragione, un corso è molto importante per apprendere gli elementi del soccorso e poi ancora per metterli in pratica e consolidarli. Su Twitter e Facebook, infatti, linkiamo gli eventi formativi di cui abbiamo notizia. Anche l’autore di questo libro ne è consapevole: uno dei suoi intenti è “far venir voglia di approfondire la propria preparazione… [con altri] testi e con appositi corsi pratici”.
    Uno dei principali obiettivi della programmazione sanitaria di un paese moderno, però, è aumentare il tasso delle rianimazioni cardiopolmonari praticate dagli astanti. E ciò si ottiene aumentando globalmente la cultura del soccorso tra i cittadini, perché ancora oggi in Italia i testimoni di un malore o di un trauma spesso non sanno cosa fare, compresa la sola chiamata al 118.
    Gli strumenti riportati in letteratura sono i corsi, come giustamente osservi tu, ma anche l’uso di kit di auto-istruzione, l’apprendimento basato sul computer e programmi di tutoraggio tra pari.
    In mancanza di programmi di formazione istituzionale, ben venga l’iniziativa del singolo che si legge un libro o una pagina web attendibile. Perché evitare di fare una rianimazione hands only solo per non aver seguito un corso non è altro che un’occasione mancata.

  • Pierluigi Diano

    Ringrazio Massimo per l’accurata recensione e i preziosi suggerimenti ed Emiliano per il commento (a cui Massimo ha già efficacemente risposto). Ribadisco che – come riportato nell’introduzione -’intento del libretto è “offrire una facile consultazione” e “far venir voglia di approfondire (…) con più autorevoli testi e con appositi corsi pratici”.
    Sulla raccomandazione del rapporto di 30:2 (che ho in effetti specificato a pag. 31!) in tutti i casi per i laici, le più recenti Linee guida del 2010 dell’American Heart Association (AHA) per la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e l’assistenza cardiovascolare di emergenza (ECC), per semplificare ulteriormente il messaggio, raccomandano che un soccorritore non addestrato per la RCP si limiti a eseguire solo le compressioni toraciche (su una persona adulta vittima di un improvviso svenimento), pensando solo a “premere forte e rapidamente” al centro del torace, astenendosi quindi dalla respirazione bocca a bocca, in attesa che giungano i soccorritori professionisti.
    Di nuovo grazie a entrambi! Concludo, con una considerazione: sono anche medico di famiglia e mi piace spiegare ai miei assistiti alcune pratiche di pronto intervento, qualora se ne presenti la necessità. Forse “istruire” la popolazione sui principi fondamentali del primo soccorso potrebbe essere un precipuo compito della medicina generale, per contribuire ulteriormente all’efficacia della cosiddetta rete dell’emergenza.

Lascia un commento

  

  

  

Questo sito usa i Gravatar, Avatar Globalmente Riconosciuti. Se hai registrato il tuo indirizzo email con questo servizio, la tua icona personale apparirà vicino al testo del tuo commento.

Puoi usare questi tag HTML.

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>