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Vagare con la mente durante la guida causa metà degli incidenti

di Massimo Pacifici, 14 dicembre 2012 @ 11:14 In Area pubblica | Nessun commento

Distrazione alla guida [1]I conducenti dei veicoli sono spesso “altrove” mentre guidano, e fantasticare contribuisce a causare troppi incidenti stradali.

Ricercatori francesi hanno recentemente revisionato i dati di circa 1.000 incidenti automobilistici. Circa la metà di essi possono essere causati da fantasticherie o preoccupazioni del conducente. Lo studio, pubblicato ieri online sul British Medical Journal, è parte di uno progetto per comprendere il ruolo delle distrazioni sulla sicurezza stradale. L’obiettivo è quello di sviluppare tecnologie in grado di allertare i conducenti in caso di pericolo.

«Sognare ad occhi aperti rende conto di una quota significativa di incidenti stradali», ha affermato in un comunicato stampa Emmanuel Lagarde, ricercatore presso l’Università di Bordeaux. «È difficile immaginare cosa si possa fare al riguardo, perché non possiamo evitare di pensare durante la guida».

Le distrazioni da cause esterne, come ad esempio telefonare o leggere SMS, sono note per essere correlate agli incidenti. Invece il ruolo delle preoccupazioni e della mente che vaga da un pensiero ad un altro è un fenomeno ancora non ben compreso, ha aggiunto Lagarde.

I ricercatori usano il concetto di “mente che vaga” (mind wandering) per descrivere il pensare a cose estranee a ciò che si sta facendo al momento. Capita spesso durante il riposo o durante operazioni ripetitive.

Tutti i conducenti ogni tanto hanno la mente che vaga. Per alcuni questo fenomeno temporaneo ha conseguenze disastrose. La distrazione, infatti, fa trascurare i pericoli del traffico e comporta più errori di guida.

Alcune persone possono essere più inclini a vagare con la mente rispetto ad altri. Possono essere i conducenti con deficit di attenzione e iperattività (ADHD) o persone che assumono farmaci. Non sappiamo, invece, se questo fenomeno sia congenito.

Lo studio ha coinvolto 955 conducenti adulti feriti in incidenti stradali tra aprile 2010 e agosto 2011. I pazienti sono stati interrogati al pronto soccorso entro 5 ore dall’incidente.

I ricercatori hanno intervistato i pazienti sui loro pensieri poco prima dell’incidente e su come quei pensieri potevano essere in grado di creare distrazione. Hanno anche preso in considerazione fattori come le condizioni stradali e del traffico e il rispetto delle norme di circolazione. I conducenti sono stati valutati per il livello alcolemico e per lo stato emotivo prima dell’impatto.

Tra tutti gli incidenti esaminati, nel 47 per cento la responsabilità era del conducente. È anche emerso che nel 52 per cento dei casi il conducente vagava con la mente poco prima dello schianto. Il 13 per cento di loro ha ammesso di essere stato fortemente distratto.

La forte distrazione dovuta al vagare intensamente con la mente (intense mind wandering) è stata responsabile del 17 per cento degli incidenti, contro il 9 per cento degli incidenti in cui il conducente non era responsabile.

La distrazione non deriva quindi solo da telefonate e sms ma da moltissimi altri fattori. Chi ha il compito di migliorare la sicurezza stradale deve quindi affrontare una sfida difficile perché le leggi e i controlli possono limitare l’uso del telefono cellulare, ma i vuoti di attenzione continueranno a causare collisioni senza l’ausilio di tecnologie adeguate e programmi di sensibilizzazione.


Galéra C, Orriols L, M’Bailara K, Laborey M, Contrand B, Ribéreau-Gayon R, Masson F, Bakiri S, Gabaude C, Fort A, Maury B, Lemercier C, Cours M, Bouvard MP, Lagarde E. Mind wandering and driving: responsibility case-control study [2]. BMJ 2012;345:e8105. doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.e8105

Foto: Karen Conder [3]

di Massimo Pacifici
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Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.



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