Avvelenamenti da ingestione di funghi tossici, cosa fare anche in un’app

Di funghi si muore oggi come in passato. Non consumate funghi che non siano stati controllati da un micologo professionista!

VelenoI sintomi determinati dall’ingestione di funghi velenosi, non commestibili o contaminati sono vari e in rapporto con la specie fungina implicata. In alcuni gravi casi il fegato o il rene subiscono rapidamente danni irreparabili, rendendo indispensabile, quando possibile, il trapianto dell’organo.

Sindromi a breve latenza

I sintomi compaiono da 30 minuti a 6 ore dall’ingestione e si risolvono in circa 24 ore. Sono a basso rischio per la vita.

  • Sindrome gastrointestinale: nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, disidratazione.
  • Sindrome panterinica: sonnolenza, agitazione, disorientamento, convulsioni.
  • Sindrome muscarinica: sudorazione, lacrimazione, ipotensione, difficoltà respiratorie.
  • Sindrome psicotropa: allucinazioni.
  • Sindrome coprinica, in associazione ad alcool: arrossamento cutaneo, agitazione, ipotensione.
  • Sindrome paxillica: per ingestioni ripetute, anemia emolitica.
  • Sindrome nefrotossica: insufficienza renale transitoria.

Sindromi a lunga latenza

I sintomi compaiono da 6 a 20 ore dopo l’ingestione. Sono ad alto rischio per la vita.

  • Sindrome falloidea: ripetuti episodi di vomito e diarrea, epatite acuta con possibile necessità di trapianto. È potenzialmente mortale.
  • Sindrome orellanica: insufficienza renale con necessità di dialisi o trapianto.
  • Sindrome giromitrica: sonnolenza, agitazione, convulsioni, contrattura muscolare, anemia emolitica, danno epatorenale.

Nelle intossicazioni più gravi il reale salvavita è la diagnosi precoce e la tempestività di un idoneo intervento medico. NON esiste alcun antidoto in grado neutralizzare le tossine dei funghi, ma è necessario allontanarle prima possibile dall’organismo. Le principali attività terapeutiche sono la decontaminazione con la lavanda gastrica, il carbone in polvere e un eventuale purgante; l’iperidratazione con infusione di liquidi per via endovenosa (fleboclisi) per riequilibrare le perdite di acqua e sali dovute al vomito e alla diarrea; la terapia di supporto per il mantenimento delle funzioni d’organo.

In caso di disturbi per ingestione di funghi non controllati dai Servizi micologici delle ASL, chiamate il Centro antiveleni (Milano 02/66101029, Roma “A. Gemelli” 06/3054343, Roma “Umberto I” 06/49978000) o recatevi in Pronto Soccorso portando con voi i resti dei funghi – sia cotti, sia crudi – o gli scarti della loro pulizia. In caso di funghi controllati, chiedete consiglio al medico di famiglia o al servizio di guardia medica.

Consigli utili

Per chi raccoglie

  • Solo alcune specie di funghi sono commestibili. La raccolta indiscriminata di tutti gli esemplari rinvenuti provoca un danno all’ecosistema.
  • I funghi vanno raccolti interi e non in stato di alterazione (ammuffiti, fradici, ecc.).
  • I funghi raccolti si trasportano in contenitori rigidi ed aerati, come i cestini di vimini, che consentono l’ulteriore disseminazione delle spore. La conservazione o il trasporto dei funghi freschi in imballaggi e recipienti che non lasciano passare l’aria, per esempio i sacchetti di plastica, aumenta il rischio di fenomeni di compressione e può provocare una decomposizione delle proteine per fermentazione. Con l’azione favorente del calore, avviene così la rapida produzione di sostanze tossiche come la putrescina, la cadaverina e l’istamina. Questi prodotti di decomposizione possono provocare gravi intossicazioni.
  • Non raccogliete i funghi lungo le strade o in aree sospette d’inquinamento (discariche, zone industriali).
  • Non fidatevi mai di presunti “esperti”: fate controllare tutti i funghi raccolti solo dagli Ispettori Micologi della ASL di zona, il cui servizio è gratuito.
  • Non regalate mai i funghi raccolti se non sono già stati controllati.

Consigli per il consumo

  • Non esistono metodi empirici sicuri – cambiamento di colore al taglio, prove con l’aglio o monete d’argento – per verificare se un fungo sia commestibile o velenoso.
  • La cottura, l’essicazione o altri sistemi non servono a rendere meno tossici i funghi mortali come l’Amanita falloide o altri. Le tossine più pericolose sono termostabili e quindi non perdono la loro tossicità.
  • Tutti i funghi vanno mangiati ben cotti e in quantità moderata. Crudi sono scarsamente digeribili, se non addirittura velenosi: il comune “chiodino” (Armillaria mellea) è tossico senza una pre-bollitura di almeno 15-20 minuti prima della cottura definitiva.
  • Non servite funghi ai bambini, alle donne in stato di gravidanza, alle persone che presentano intolleranza a particolari farmaci o persone affette da particolari patologie.
  • Sbollentate i funghi prima del congelamento e consumateli entro 6 mesi.
  • Nei funghi sott’olio si può sviluppare la tossina del botulino.

Per chi acquista funghi freschi spontanei presso esercizi di vendita

  • Prima dell’acquisto verificate che la cassetta o l’involucro contenente i funghi siano muniti di un’etichetta attestante l’avvenuto controllo micologico da parte degli Ispettorati Micologici delle ASL, che si collocano all’interno del Dipartimento di Sanità Pubblica nel Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, deputati per legge al controllo.
  • Non acquistate il prodotto nel caso non sia presente il cartellino di controllo e segnalate il fatto agli organi preposti al controllo degli alimenti (Ispettori sanitari, Tecnici della Prevenzione delle ASL, Carabinieri N.A.S.).

Questi consigli e numerose altre informazioni sono disponibili in una pubblicazione del Ministero della Salute, redatta a cura della dott.ssa Francesca Assisi del Centro antiveleni di Milano:

I funghi: guida alla prevenzione delle intossicazioni (PDF 3.61 Mb)

La pubblicazione è anche consultabile su tablet e smartphone con sistema operativo iOS (Apple iPhone, iPod touch, iPad) e Android mediante l’app gratuita Edicola Salute del Ministero.

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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