Ictus lievi e TIA possono essere più dannosi di quanto si pensi

Il 15% delle vittime accusa disabilità gravi. Una nuova ricerca suggerisce che anche questi pazienti possono beneficiare dei farmaci trombolitici.

Ambulanza in emergenzaMolte persone lottano con disabilità gravi e persistenti anche dopo un episodio ischemico cerebrale lieve e transitorio. L’attivatore tissutale del plasminogeno (tPA) è un potente farmaco trombolitico in grado di ripristinare il flusso di sangue al cervello in caso di ictus ischemico grave. Una recente ricerca pubblicata il 13 settembre su Stroke ne suggerirebbe l’estensione anche alle persone con ictus ischemici minori (National Institutes of Health Stroke Scale <4) o con attacchi ischemici transitori (TIA).

«Circa l’80 per cento dei pazienti che vediamo sono nella categoria di ictus lieve, e solo una piccola percentuale ha ictus gravi», ha dichiarato il dottor Shelagh Coutts, professore di neurologia presso l’Università canadese di Calgary.

Molti dei pazienti con TIA devono essere visti più velocemente al pronto soccorso, ha detto Coutts. «Questi pazienti devono essere visti presto e le decisioni sul trattamento devono essere prese più in fretta».

Il team di Coutts ha rilevato che su quasi 500 pazienti, il 15 per cento ha avuto almeno un handicap minore tre mesi dopo. Una disabilità minore è quella che impedisce ad una persona di fare le attività di una volta, come la guida, ma che non limita la gestione diretta delle attività personali, ha spiegato Coutts.

Dopo un TIA i pazienti con sintomi in peggioramento e quelli con un ridotto flusso ematico cerebrale alla tomografia computerizzata hanno presentato un rischio doppio di disabilità a 90 giorni.

Inoltre, i pazienti con diabete di tipo 2 hanno presentato un rischio elevato di disabilità, e le donne  hanno avuto quasi il doppio delle probabilità di incorrere in un handicap rispetto agli uomini.

Dopo un mini-ictus aumentano le probabilità di un ictus grave, ha ricordato Coutts. I pazienti che presentano il rischio più elevato sono quelli che soffrono di una serie di TIA. Il 53% per cento di questi pazienti aveva una disabilità, rispetto al 12 per cento di coloro che avevano avuto un solo mini-ictus.

Questi pazienti, ha osservato Coutts, possono trarre beneficio da una dose bassa di un fibrinolitico come il tPA.

I sintomi del TIA includono una improvvisa incapacità di spostare una parte del corpo, torpore da un lato, vertigini e difficoltà a camminare e parlare. Questi sintomi possono passare in fretta, ma non devono essere presi alla leggera, perché ignorarli potrebbe essere fatale. Sappiamo anche che i pazienti con TIA sono ad alto rischio di un ictus successivo. I pazienti e i medici devono prendere tutti i sintomi di ictus – anche quelli lievi o in rapida risoluzione – molto sul serio.

I TIA sono quindi un campanello d’allarme. Dopo un episodio del genere i pazienti devono ridurre i loro fattori di rischio cardiovascolare, abbassando la pressione sanguigna e il colesterolo, smettendo di fumare e mantenendo un peso regolare.

Per aiutare a riconoscere i sintomi di un ictus, l’American Stroke Association raccomanda di ricordare l’acronimo “FAST” (in inglese):

  • F: Face weakness (debolezza facciale)
  • A: Arm weakness (debolezza di un arto)
  • S: Speech problems (problemi a parlare)
  • T: Time to call 911 (tempo di chiamare il 118)


Coutts SB, Modi J, Patel SK, Aram H, Demchuk AM, Goyal M, Hill MD. What Causes Disability After Transient Ischemic Attack and Minor Stroke? Stroke 2012 Sep 13. [Epub ahead of print]. doi: 10.1161/STROKEAHA.112.665141

Foto: eumed

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


2 commenti per Ictus lievi e TIA possono essere più dannosi di quanto si pensi

  • Ines podda

    Mia madre a seguito di un grave ricovero di mio padre ha subito un periodo di forte stress.una mattina è stata male in chiesa , prontamente assistita hanno minimizzato il “collasso” liquidandolo come falso infarto e il medico ha prescritto dosi minime di xanax 3 volte al giorno.
    Alseguito di ciò noto in mia madre irritabilità, difficoltà a comprendere discorsi e parole, aggressività e dolori forti e costanti alla cervicale.cosa devo fare?grazie.ho letto con attenzione l articolo riguardante ictus e TIA….potrebbe riguardare mia madre?

    • Buongiorno Ines. Perdoni il ritardo.
      Situazioni di forte stress possono condurre a eventi simili a malattie acute. Certi sintomi, come quelli di un attacco di panico, possono addirittura simulare quelli di un infarto o di un ictus.
      Per stare tranquilli, però, dovrebbe riparlare con il Suo medico e valutare insieme a lui l’opportunità di un approfondimento.

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