Il freddo contro l’ictus. Parte lo studio EuroHYP

L'abbassamento controllato della temperatura del cervello può ridurre i danni dell'ictus.

Tomografia (TC) del cranioCon quasi 2 milioni di casi e 500 mila morti ogni anno l’ictus cerebrale è la seconda causa di morte nell’Unione Europea. Le strategie mediche di diagnosi e cura hanno registrato notevoli progressi ma la ricerca non può fermarsi.

L’ipotermia sembra essere un nuovo promettente intervento neuroprotettivo in fase acuta. I dati sperimentali già acquisiti attribuiscono all’ipotermia moderata (34-35 °C) le maggiori probabilità di successo, con riduzione del volume di infarto cerebrale di circa un terzo, in condizioni di sicurezza.

25 Paesi europei, e l’Italia tra questi, si apprestano a sperimentare il trattamento in fase avanzata attraverso un grande studio clinico. Si tratta del progetto sperimentale Eurohyp-1, illustrato ieri a Bruxelles. Il coordinatore nazionale per l’Italia è il prof. Francesco Orzi, direttore di Neurologia all’ospedale Sant’Andrea di Roma.

«Fino ad ora la ipotermia non ha ricevuto l’interesse dovuto – spiega Orzi – certamente per lo scarso interesse dell’industria farmaceutica, maggiore sponsor di trial clinici. Il finanziamento europeo costituisce una unica opportunità per portare avanti questo necessario progetto clinico».

L’Italia partecipa con 5 Stroke Unit delle Università Sapienza e Cattolica di Roma, dell’Istituto scientifico universitario San Raffaele e dell’ospedale Niguarda di Milano.

Per maggiori informazioni (in inglese): www.eurohyp.org

Foto: kilokilo

di Criel

Medico, redattore di Eumed.org.


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