Smart-phone e tablet per ridurre gli accessi al pronto soccorso

L'utilizzo di sistemi informatici in rete da parte dei medici di continuità assistenziale potrebbe evitare 6 accessi su 10 nei DEA.

smart phoneLa condivisione in rete protetta dei dati sanitari dei pazienti permetterebbe ai medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) di prescrivere e certificare lasciando traccia dell’intervento realizzato, garantendo una reale assistenza continuativa al paziente e permettendo concretamente di ridurre gli accessi al pronto soccorso fino al 60%.

La valutazione è di Silvestro Scotti, vicesegretario della Federazione italiana di medicina generale (Fimmg) all’incontro su Informatica e medicina generale del congresso nazionale chiuso ieri a Villasimius. «Se conosciamo la storia del paziente – ha detto Scotti – possiamo prendere più facilmente decisioni», sottolineando che «la tecnologia per realizzare tutto questo c’è».

L’accostamento dei medici di medicina generale ai sistemi informatici mobili è in continua evoluzione. Recentemente è stata presentata una nuova applicazione gratuita per iPhone in grado di aiutare i medici di famiglia nella certificazione di esenzione per reddito. Un’altra applicazione, realizzata per inviare in via telematica i certificati di malattia INPS e disponibile dallo scorso luglio, è già stata richiesta da 2000 medici. Secondo Scotti non si tratta di giovanissimi: «L’età media dei colleghi che ci hanno contattato è di 50 anni».

La portata dei sistemi informatici in medicina per i cittadini e gli operatori sanitari è chiarissima. Si tratta di un passaggio ormai inevitabile e di grande utilità per tutti sul fronte economico e della sicurezza delle prestazioni, se solo fosse amministrato bene. In un quadro di generale difficoltà economica e con enormi deficit di bilancio regionali da oltre un decennio, non è invece altrettanto chiara la disponibilità delle risorse economiche per il finanziamento delle infrastrutture tecnologiche.

Foto: Yutaka Tsutano

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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