120 defibrillatori ai Vigili del Fuoco e al 118 in Veneto

Consegnati dalla Regione Veneto i nuovi apparecchi in attuazione al programma per la diffusione della defibrillazione precoce.

Segnale internazionale che indica la presenza di un defibrillatore (DAE)

Defibrillatore

L’arresto cardiaco improvviso è una delle principali cause di decesso al mondo e solo nel Veneto si stima siano circa 4.500 le morti all’anno. In una gran parte dei casi l’arresto cardiaco improvviso è dovuto ad una aritmia, la fibrillazione ventricolare, e se non si interviene entro i primi minuti dall’interruzione della circolazione del sangue, le cellule cerebrali iniziano a morire per assenza di ossigeno. La tempestività dei soccorsi, quindi, è essenziale tanto quanto la possibilità di attuare la cosiddetta catena della sopravvivenza, che comprende, oltre all’allarme del 118 e alla rianimazione cardiopolmonare, anche la defibrillazione precoce. Grazie ai moderni defibrillatori semiautomatici esterni l’intervento può essere eseguito con semplicità e in sicurezza anche da personale non sanitario opportunamente addestrato.

«Raramente gli interventi possono essere garantiti dai mezzi di pronto soccorso entro il tempo necessario per impedire che si verifichino danni irreversibili alle persone colpite da arresto cardiaco – ha spiegato il responsabile del coordinamento regionale Suem 118, Paolo Rosi – ed è pertanto necessario favorire la più capillare distribuzione dei defibrillatori tra tutti i servizi d’emergenza, come i Vigili del Fuoco, prevedendo la diffusione anche nelle strutture pubbliche e private: alberghi, stabilimenti balneari, centri sportivi, case di riposo, aeroporti, stazioni».

L’assessore regionale alla protezione civile Daniele Stival, dal canto suo, ha posto l’accento, oltre che sulla necessità di disporre di un servizio di soccorso coordinato ed efficiente, sull’importanza di svolgere insieme ai cittadini una attenta azione preventiva in campo sanitario, «senza trascurare – ha aggiunto – che in un territorio a forte vocazione turistica come il nostro, è indispensabile garantire una buona qualità delle prestazioni mediche e di soccorso».

I 120 defibrillatori sono stati così distribuiti: 30 ai Vigili del Fuoco; 12 all’Ulss n.1 di Belluno; 12 all’Ulss n. 6 di Vicenza; 12 all’Ulss n. 9 di Treviso; 17 all’Ulss n. 12 “Veneziana”; 12 all’Ulss n. 16 di Padova; 10 all’Ulss n. 18 di Rovigo; 15 all’Ulss n. 20 di Verona.

Fonte: Regione Veneto

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di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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