La scomparsa di Bollea e l’emergenza psichiatrica infantile

Le strutture neuropsichiatriche registrano un aumento dei casi tra bambini e adolescenti mentre la politica s'interroga sul finanziamento di questi servizi.


Il grande cocomero

Il grande cocomero

E’ di queste ore la notizia della scomparsa di Giovanni Bollea, il padre della moderna neuropsichiatria italiana e il fondatore dell’Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli a Roma. Dedicandosi per tutta la vita alla ricerca, Bollea ha affrontato con tenacia i delicati problemi dell’infanzia e dell’adolescenza, battendosi per le terapie non farmacologiche e non violente per i bambini con problemi psichiatrici e sostenendo, tra i primi in Italia, la psicoanalisi e la terapia di gruppo.

I numeri della psichiatria d’emergenza parlano chiaro: i dati ISTAT 2006 indicano un notevole aumento a livello nazionale del numero di ricoveri di minori per disturbi psichiatrici dal 1999 al 2003. Secondo gli ultimi dati ufficiali rilevati dalla Regione Lazio nel 2005 il totale degli accessi di minori al pronto soccorso con diagnosi psichiatrica è stato di circa 2500 casi. I ragazzi con problemi di natura psichiatrica valutati al pronto soccorso dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sono stati 191 nel 2009 e poco più di 200 nel 2010.

Se i numeri parlano chiaro sull’entità del problema, non rendono invece conto del dramma di queste realtà. In questo senso il film “Il grande cocomero” del 1993, di Francesca Archibugi, è una testimonianza artistica lacerante ma piena di speranza e da non perdere.

L’emergenza in ambito psichiatrico è la rottura di un equilibrio con l’ambiente con relativo scompenso delle relazioni psicosociali. Per evitare la crisi è indispensabile una rapida risposta di tutta l’organizzazione sociale. Secondo Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria Infantile al Bambino Gesù, «Le principali cause che determinano un quadro d’emergenza psichiatrica nei minori e che necessitano di una pronta valutazione in pronto soccorso sono rappresentate da molteplici condizioni. Tra queste, esordi psicotici, disturbi depressivi gravi con propositi suicidari, tentativi di suicidio, gravi disturbi del comportamento in fase di massima gravità e intensità, abuso di sostanze, disturbi alimentari non trattabili o con grave rischio di vita, disturbi ossessivo-compulsivi o di fobia complessa, disturbi emozionali con perdita del controllo degli impulsi e stato di agitazione psicomotoria».

«Alcune condizioni di sofferenza psichica nei ragazzi – aggiunge Vicari – possono poi produrre quadri talmente pronunciati sul piano emotivo e comportamentale da far considerare il ricorso urgente alle cure in regime di ricovero ospedaliero. Esiste infatti un numero relativamente piccolo di bambini e adolescenti che può necessitare di una temporanea presa in carico ospedaliera sia per la definizione diagnostica e dei trattamenti, sia per il subentrare di condizioni di massima gravità e di emergenza non altrimenti gestibili se non in regime di ricovero ospedaliero. In questi casi il ricovero rappresenta un fattore di cura e di protezione del minore rispetto ad un rischio attuale o evolutivo per la sua salute».

Negli ultimi anni è emersa con sempre maggior evidenza l’efficacia degli interventi precoci. La gestione dell’emergenza psichiatrica da parte dei servizi di Neuropsichiatria Infantile del Bambino Gesù prevede una modalità di valutazione immediata mediante accesso in pronto soccorso e successivamente la possibilità di un ricovero in reparto o, in base al livello di emergenza, di una visita ambulatoriale entro 24 ore da parte di personale medico e paramedico altamente specializzato.

Naturalmente è indispensabile che la rete sociale (tutti noi!) prima del pronto soccorso sia attiva e vigile, in grado di cogliere i problemi e di segnalarli, ma è indispensabile sottolineare che questi modelli assistenziali rappresentano una risorsa strategica irrinunciabile per un’assistenza globale moderna ed efficace del bambino e dell’adolescente in emergenza psichiatrica. Le voci che vengono dalla politica, tuttavia, non sempre appaiono fermamente convinte che questo sia l’approccio giusto.

Fonti:

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


1 commento per La scomparsa di Bollea e l’emergenza psichiatrica infantile

  • SERAFINO VERNUCCI

    PERFETTA LA DSCRIZIONE DELLA SITUAZIONE CHE HA FATO IL PROF. VICARI DEL BAMBIN GESU’. PURTROPPO CON LA SCOMPARSA DEL GRAANDISSIMO BOLLEA DIFFICILMENTE EGUAGLIABILE…..RESTA LA EMERGENZA DELL’AUMNTO DEI CASI DI AGITAZIONE PSICOLMOTORIA CHE E’ UNA DELLE COSE PIU’ GRAVI CHE AVVENGONO IN FAMIGLIA..PER IMPREPARAZIONE DEI GENITORI ED ALTRI PARENTI E FMIGLIARI.. CHE A VOLTE INTERPRETANO MALE…OPPURE OFFENDONO CHE SI HA UN PAZZO IN CASA……E TALI GIOVANI SOTTO I 18 ANNI VENGONO SEGUITI DA CENTRI PSICOSOCIALE DI RIABILITAZIONE CON POCHISSIMI FINANZIAMENTI E CHE CONSGLIANO I TRATTAMENTI DI UN EDUCATORE PROFESSIONALE CHE COSTAQ DIVERSE CENTINIA DI ERURO AL MESE.. NON TANTO SOSTENIBILE PER FAMIGLIE UMILI E SOPRATYTTO CON MEDESTISSIME ENTRATE ECONOMICHE… POI ADDIRITTURA NEL MOLISE LA MANDANCA DI UN REPARTO DI NEUROPSICHIATRIA INFWNGTILE RENDE ADDIRITTURA DRAMMATICO IL SEGUIRE QUESTI GIOVANI DISTURBATI…FORSE ALL’OSPEDALE VIETRI DI LARINO POTREBBE ESSE3RE PREVISTO UNA COLLABORQAZIONE CON IL BQMBIN GESU’ PER LE CURE O TRATTAMENTI VARI E CONTROLLI DIAGNOSTICI, ECC. O ACCERTAMENTI MEDICI O CON MACCHINEARI SPECIALIZZATI… NEL SETTORE DELLA NEUROPSICHIATRIA INFANTILE
    SPERIAMO BENE……… GRAZIE… A TUITTI COLORO CHE SI IMPEGNANO IN QUESTO SETTORE…………

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