Certificati di malattia e pronto soccorso: dalla SIMEU no all’obbligo

La SIMEU sui provvedimenti relativi alla trasmissione telematica dei certificati di malattia.

La Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza (SIMEU) in un comunicato stampa dell’agosto 2010 aveva dichiarato la propria disponibilità ad affrontare con le Autorità Ministeriali e Regionali la problematica della certificazione INPS alla luce del Decreto del 26 febbraio 2010 (GU n. 65 del 19/03/2010) e la Circolare 19 marzo 2010 n. 1 del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Dipartimento della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e dell’innovazione tecnologica. In base a questi dispositivi infatti i medici di Pronto Soccorso sono tenuti a redigere e trasmettere telematicamente, in tempo reale, i certificati di malattia dei cittadini che si presentano in Pronto Soccorso.

In questi mesi vi sono stati unicamente dei rinvii sui termini di applicazione e relative sanzioni ai medici che non ottemperano a tali norme.

Sono di questi giorni inoltre le notizie provenienti da molte regioni italiane su:

  • iperafflusso nelle strutture di Pronto Soccorso
  • carenza dei posti letto e conseguenti lunghe attese dei pazienti in barella prima del ricovero
  • carenza di personale medico e infermieristico

Tutto ciò quando i vari piani sanitari nazionali e regionali, e non solo delle regioni commissariate, prevedono una pesante riorganizzazione del sistema sanitario basata su ulteriori tagli di posti letto e riduzione del tasso di ospedalizzazione.

La SIMEU vede delle palesi contraddizioni in questo modo di procedere: da un lato si richiede al personale dell’emergenza di collaborare nell’ottenimento degli obiettivi che permettano di razionalizzare la struttura e la conseguente spesa sanitaria, dall’altro si appesantisce con incombenze burocratiche l’attività del settore.

La disposizione legislativa che obbliga i Medici di Pronto Soccorso a redigere ed inviare telematicamente il certificato di malattia sarà seguita da gravi sequele in tutta l’attività dei Servizi stessi in quanto:

  • si determinerà un ulteriore rallentamento dell’attività, non tanto e non solo per pazienti con problematiche sanitarie minori (codici bianchi) ma soprattutto per i pazienti che versano in condizioni critiche o a rischio di rapido peggioramento del loro stato di salute;
  • è prevedibile un ulteriore rapido aumento degli accessi inappropriati al Pronto Soccorso, già oggi il 50% circa del totale, al solo scopo di ottenere un certificato di malattia e ricordiamo che le nostre strutture sono spesso già al collasso sia per l’elevato numero di pazienti sia per le condizioni lavorative del personale dedicato.

Ricordiamo inoltre che l’attività di Pronto Soccorso presenta picchi di intensità in alcuni momenti della settimana e del giorno (dal venerdì pomeriggio alla domenica sera; durante i ponti festivi e, spesso, nelle notti) quando gli altri servizi territoriali sono chiusi. In tali frangenti l’attività del Pronto Soccorso diventa ancora più frenetica e il rischio clinico nella gestione dei pazienti diventa maggiore ed inaccettabile, ed è proprio in tali frangenti che si registrerà un maggior numero di accessi motivato dalla possibilità di ottenere, oltre alla visita di PS, anche la relativa certificazione.

Chi intende pervicacemente coinvolgerci nella certificazione di malattia deve anche considerare che questo determinerà gravi disservizi, ma soprattutto gravi rischi, ai cittadini che si rivolgono al Pronto Soccorso a causa dell’inevitabile aumento degli accessi e dell’altrettanto inevitabile allungamento dei tempi d’attesa, e di ciò se ne deve assumere tutte le responsabilità.

E’ per tali motivi che la SIMEU ritiene che al settore dell’emergenza, e al personale dei Pronto Soccorso in particolare, non possa essere richiesto quanto stabilito dai dispositivi del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Dipartimento della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e dell’innovazione tecnologica.

Il Presidente Nazionale
Dr. Fernando Schiraldi

Circolare n.2/2010 del Dipartimento della Funzione Pubblica

Vedi anche:

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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