Il Codice Argento in Pronto Soccorso salva la vita a 12 anziani su 100

Le prime conclusioni al 55esimo Congresso della SIGG, in corso a Firenze fino al 4 dicembre.

L’attribuzione di una corsia preferenziale per gli anziani fragili, identificati da uno speciale codice di triage, e l’attivazione di un’equipe operativa in grado di gestire casi complessi riduce di almeno il 12% la mortalità degli anziani durante il ricovero in ospedale e fino a un anno dopo. Sono i risultati preliminari del progetto sperimentale Codice Argento, avviato agli inizi del 2009 su proposta della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria e coordinato da un comitato scientifico presso il ministero della Salute.

Secondo Niccolò Marchionni, presidente Sigg e direttore del dipartimento di Geriatria dell’università di Firenze, «Chiunque può fare il calcolo del codice argento in meno di 5 minuti. Basta infatti tener conto di elementi come sesso, età, stato civile, ricoveri ospedalieri precedenti, assunzione di farmaci, per ottenere un punteggio che indica quattro classi di rischio predittive della gravità clinica. I casi più seri sono quelli che totalizzano oltre 11 punti: in questi pazienti si è osservato che il ricovero in un reparto di geriatria o di medicina interna può fare la differenza sul destino del paziente».

La sperimentazione prevede una durata complessiva di 3 anni e sta coinvolgendo reparti di Pronto Soccorso e Geriatria di Veneto, Toscana, Lazio e Sicilia. I dati finora elaborati provengono da 175mila casi di Toscana e Lazio e dimostrerebbero che l’approccio è generalizzabile nelle diverse realtà territoriali. Il prossimo passo sarà quindi estendere l’utilizzo del codice argento in tutta Italia.

Il limite a questa modalità operativa è però costituito dal numero e dalla distribuzione delle strutture specialistiche di Geriatria in Italia. Per Massimo Fini, presidente del comitato scientifico del Centro controllo malattie del ministero della Salute «È quindi opportuno che la rete geriatrica italiana venga potenziata e allargata, per ridisegnare l’assistenza sanitaria e socio-sanitaria dedicata agli anziani fragili ad alto rischio di non autosufficienza».

Fonte: Adnkronos Salute

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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