La Vitamina E aumenta il rischio di ictus emorragico

Ricercatori di Francia, Germania e Stati Uniti hanno analizzato nove precedenti studi su quasi 119.000 persone.

L’assunzione orale di vitamina E può aumentare il rischio di emorragie cerebrali in un caso ogni 1250 persone. Lo affermano ricercatori di Francia, Germania e Stati Uniti in uno studio pubblicato ieri sul British Medical Journal. Ma il livello a cui la vitamina E diventa nocivo è ancora sconosciuto.

L’ictus colpisce quasi 800.000 persone negli Stati Uniti e oltre 110.000 nel Regno Unito. E’ una delle principali cause di mortalità e morbilità con gravissime disabilità tra i sopravvissuti.

Uno studio condotto da ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston, dell’INSERM di Parigi e dell’Università di Essen in Germania ha riscontrato che la vitamina E aumenta il rischio di ictus emorragici del 22%. Questo tipo di ictus è il meno comune e si verifica quando un vaso sanguigno indebolito si rompe provocando danni cerebrali.

Lo studio ha anche trovato che la vitamina E potrebbe effettivamente ridurre il rischio di ictus ischemico – il tipo più comune di ictus – del 10%. Secondo gli esperti la vitamina E può ridurre il rischio prevenendo un ictus ischemico ogni 476 persone che prendono la vitamina. Gli ictus ischemici rappresentano il 70% dei casi e accadono quando un coagulo di sangue impedisce al sangue di raggiungere il cervello.

Nessuna delle prove suggerisce un aumento del rischio di ictus totale dopo assunzione di vitamina E. Le differenze sono notevoli, invece, per i due singoli tipi di ictus.

Secondo gli autori il mantenimento di uno stile di vita sano, con valori normali di pressione arteriosa e colesterolo, ha un effetto molto maggiore sulla riduzione del rischio di ictus ischemico rispetto all’assunzione di vitamina E. «Vista la riduzione del rischio relativamente piccolo per l’ictus ischemico e gli esiti generalmente più gravi dell’ictus emorragico – affermano i ricercatori – è necessario lanciare un avvertimento contro l’indiscriminato uso diffuso di vitamina E».

Studi precedenti hanno suggerito che l’assunzione di vitamina E può proteggere il cuore dalla malattia coronarica, ma alcuni hanno anche scoperto che la vitamina potrebbe aumentare il rischio di morte se assunto in dosi elevate.

Secondo Peter Coleman, vice-direttore per la ricerca presso l’Associazione Stroke «Questo è uno studio molto interessante perché dimostra che il rischio di ictus emorragico può essere leggermente aumentato da alti livelli di vitamina E per via orale, anche se non è stato chiaramente identificato quale sia l’effettivo livello».

«Per scoprire il meccanismo d’azione e il livello al quale la vitamina E può diventare dannosa – continua Coleman – saranno necessari ulteriori studi. Invitiamo la gente a mantenere uno stile di vita regolare, con una dieta equilibrata, l’esercizio fisico regolare e il controllo della pressione sanguigna, ma sarà molto interessante vedere ulteriori ricerche su questo argomento».

Schürks M, Glynn RJ, Rist PM, Tzourio C, Kurth T. Effects of vitamin E on stroke subtypes: meta-analysis of randomised controlled trials. BMJ 2010; 341:c5702. DOI: 10.1136/bmj.c5702

La Vitamina E aumenta il rischio di ictus emorragici

Ricercatori di Francia, Germania e Stati Uniti hanno analizzato nove precedenti studi su quasi 119.000 persone.

L’assunzione orale di vitamina E può aumentare il rischio di emorragie cerebrali in un caso ogni 1250 persone. Lo affermano ricercatori di Francia, Germania e Stati Uniti in uno studio pubblicato ieri sul British Medical Journal. Ma il livello a cui la vitamina E diventa nocivo è ancora sconosciuto.

L’ictus colpisce quasi 800.000 persone negli Stati Uniti e oltre 110.000 nel Regno Unito. E’ una delle principali cause di mortalità e morbilità con gravissime disabilità tra i sopravvissuti.

Uno studio condotto da ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston, dell’INSERM di Parigi e dell’Università di Essen in Germania ha riscontrato che la vitamina E aumenta il rischio di ictus emorragici del 22%. Questo tipo di ictus è il meno comune e si verifica quando un vaso sanguigno indebolito si rompe provocando danni cerebrali.

Lo studio ha anche trovato che la vitamina E potrebbe effettivamente ridurre il rischio di ictus ischemico – il tipo più comune di ictus – del 10%. Secondo gli esperti la vitamina E può ridurre il rischio prevenendo un ictus ischemico ogni 476 persone che prendono la vitamina. Gli ictus ischemici rappresentano il 70% dei casi e accadono quando un coagulo di sangue impedisce al sangue di raggiungere il cervello.

Nessuna delle prove suggerisce un aumento del rischio di ictus totale dopo assunzione di vitamina E. Le differenze sono notevoli, invece, per i due singoli tipi di ictus.

Secondo gli autori il mantenimento di uno stile di vita sano, con valori normali di pressione arteriosa e colesterolo, ha un effetto molto maggiore sulla riduzione del rischio di ictus ischemico rispetto all’assunzione di vitamina E. “Vista la riduzione del rischio relativamente piccolo per l’ictus ischemico e gli esiti generalmente più gravi dell’ictus emorragico, è necessario lanciare un avvertimento contro l’indiscriminato uso diffuso di vitamina E”.

Studi precedenti hanno suggerito che l’assunzione di vitamina E può proteggere il cuore dalla malattia coronarica, ma alcuni hanno anche scoperto che la vitamina potrebbe aumentare il rischio di morte se assunto in dosi elevate.

Secondo Peter Coleman, vice-direttore per la ricerca presso l’Associazione Stroke (http://www.stroke.org.uk/) “Questo è uno studio molto interessante perché dimostra che il rischio di ictus emorragico può essere leggermente aumentato da alti livelli di vitamina E per via orale, anche se non è stato chiaramente identificato quale sia l’effettivo livello.

“Per scoprire il meccanismo d’azione e il livello al quale la vitamina E può diventare dannosa – continua Coleman – saranno necessari ulteriori studi.

Invitiamo la gente a mantenere uno stile di vita regolare, con una dieta equilibrata, l’esercizio fisico regolare e il controllo della pressione sanguigna, ma sarà molto interessante vedere ulteriori ricerche su questo argomento”.

Schürks M, Glynn RJ, Rist PM, Tzourio C, Kurth T. Effects of vitamin E on stroke subtypes: meta-analysis of randomised controlled trials. BMJ 2010; 341:c5702. DOI: 10.1136/bmj.c5702

http://www.bmj.com/content/341/bmj.c5702

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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