BLS: le linee guida AHA 2010 per la rianimazione cardio-polmonare

Il ruolo prioritario delle compressioni toraciche e un algoritmo semplificato universale tra le novità principali.

Linee guida AHA 2010 CPR ECCCome anticipato ieri, dopo cinque anni dall’ultima pubblicazione sono disponibili da oggi su Circulation e sul sito dell’American Heart Association (AHA) le nuove e attese linee guida per la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e l’assistenza cardiovascolare di emergenza (ECC).

In sintesi, i collegamenti nella catena della sopravvivenza ECC per gli adulti sono:

  1. Immediato riconoscimento dell’arresto cardiaco e attivazione del sistema di risposta alle emergenze.
  2. RCP precoce con particolare attenzione alle compressioni toraciche.
  3. Defibrillazione rapida.
  4. Supporto vitale avanzato efficace.
  5. Assistenza post-arresto cardiaco integrata.

Le raccomandazioni consigliano di modificare la sequenza del BLS da A-B-C (Airway, Breathing, Chest compressions; apertura delle vie aeree, respiro e circolo) a C-A-B (Chest compressions, Airway, Breathing – circolo, apertura delle vie aeree e respiro).

Un testimone non addestrato per la RCP, dopo aver verificato che la vittima non risponde e non respira o ha una respirazione anomala (solo boccheggi), dovrà eseguire una procedura Hands-Only™ (solo compressioni toraciche) su una persona adulta vittima di un improvviso svenimento. E’ necessario “premere forte e rapidamente” al centro del torace oppure seguire le indicazioni dell’operatore del 118. Il soccorritore deve proseguire con la RCP Hands-Only (solo compressioni toraciche) finché non diventa disponibile un defibrillatore semiautomatico esterno (AED) pronto per l’uso o gli operatori dei servizi medici di emergenza (EMS) o altri soccorritori non si prendono cura della vittima.

Il soccorritore non professionista addestrato deve praticare le compressioni toraciche prima delle respirazioni di soccorso (C-A-B anziché A-B-C) e iniziare la RCP con 30 compressioni, anziché 2 ventilazioni, per ridurre il ritardo per la prima compressione. Il soccorritore deve proseguire con la RCP finché non diventa disponibile un defibrillatore pronto per l’uso o gli operatori dei servizi medici di emergenza non si prendono cura della vittima.

Una rianimazione cardio-polmonare di alta qualità è indispensabile per ottenere un esito favorevole. Gli elementi essenziali sono:

  • Una frequenza minima di 100 compressioni al minuto (contro “circa” 100 compressioni al minuto).
  • Una profondità di compressione di almeno 5 cm negli adulti e di almeno un terzo del diametro antero-posteriore del torace nei lattanti e nei bambini (circa 4 cm nei lattanti e 5 cm nei bambini). Si noti che l’intervallo da 4-5 cm non viene più utilizzato per gli adulti e la profondità assoluta specificata per i lattanti e i bambini è maggiore rispetto a quanto indicato nelle versioni precedenti delle Linee guida AHA per RCP ed ECC.
  • Retrazione toracica completa dopo ogni compressione.
  • Riduzione al minimo delle interruzioni nelle compressioni toraciche.
  • Eliminazione della ventilazione eccessiva.

La raccomandazione non prevede modifiche al rapporto compressione-ventilazione di 30:2 per singolo soccorritore in adulti, bambini e lattanti (esclusi i neonati). Si raccomanda inoltre di somministrare l’insufflazione di soccorso in circa un secondo. Una volta applicato un supporto avanzato delle vie aeree, le compressioni toraciche possono diventare continue (a una frequenza di almeno 100/min) e non più alternate alle ventilazioni. Si può quindi eseguire la respirazione di soccorso con una frequenza di circa 1 insufflazione ogni 6-8 secondi (da 8 a 10 insufflazioni al minuto). Evitare una ventilazione eccessiva.

Vedi anche: Italian Resuscitation Council
di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


18 commenti per BLS: le linee guida AHA 2010 per la rianimazione cardio-polmonare

  • Piero

    per applicazione di un supporto avanzato alle vie aeree, per poi continuare le compressioni senza interruzione alle ventilazioni, si intende anche il posizionamento della cannula di mayo o solo il tubo endotracheale e/o la maschera laringea?

    • Salve Piero. Rispondendo strettamente alla tua domanda la cannula orofaringea deve essere intesa come un accessorio delle tecniche di ventilazione di base.

      Secondo le linee guida, però, lo scopo della ventilazione durante la rianimazione cardiopolmonare è il mantenimento di un’adeguata ossigenazione e di una sufficiente eliminazione dell’anidride carbonica. Nonostante l’intubazione sia percepita come il metodo ottimale per fornire e mantenere con sicurezza la pervietà delle vie respiratorie, è anche vero che le prove di evidenza disponibili non permettono l’adozione o il rifiuto di qualsiasi tecnica specifica.

  • miki

    Salve, quindi si inizia subito con 30 compressioni? non si interrempe più il ciclo? si continua fino a 100??? o si inizia con 30 compr., insufflazione, riprendo 30 compr.? scusate le domande idiote…Grazie mille

    • Nessuna domanda è idiota, anzi… grazie miki. Nel caso di due operatori sanitari o di due soccorritori non professionali addestrati, il primo inizia le compressioni toraciche mentre il secondo provvede all’apertura delle vie respiratorie e si prepara per l’insufflazione non appena il primo soccorritore ha completato la prima serie di 30 compressioni toraciche. Le raccomandazioni sono di ridurre al minimo gli intervalli per realizzare almeno 100 compressioni al minuto.
      Ti segnalo la tabella alla pagina “Il Basic Life Support (BLS) per adulti, bambini e lattanti“: spero possa essere di aiuto.

  • Ivan

    Salve io non ho capito una cosa.. a nuova sequenza è CAB ma i soccorritori non esperti e non addestrati si fermano alla C (solo compressioni) e quelli non esperti ma addestrati aggiungono 2 insufflazioni prima di iniziare un nuovo giro (30:2) … Ma a questo A e B che fine hanno fatto? Quando si verifica la pervietà delle vie aeree? Spero in una risposta, grazie.

  • Ivan

    Grazie Massimo. Anche se così sembra più un CBA che CAB..
    Approfitto comunque della sua cortesia per fare un’altra domanda..

    Premettendo che mi sembravano più chiare le linee guida precedenti, tra le altre voci adesso non ho trovato riferimenti alla manovra GAS. Vorrei quindi sapere se questa si fa ancora per 10 secondi con la modalità nota a tutti.. oppure? Come viene valutato in particolare da un soccorritore non addestrato?

    Se non sbaglio i soccorritori addestrati per ulteriori 10 secondi verificano anche la presenza di polso carotideo..
    Grazie mille anticipatamente.

    • Ivan

      Posso rispondermi da solo? :)

      Ho trovato questo:

      la fase “Guardare, Ascoltare, Sentire” è stata
      rimossa dalla sequenza per la valutazione della respirazione
      dopo l’apertura delle vie aeree. L’operatore sanitario verifica
      rapidamente la respirazione quando controlla la capacità di
      risposta del paziente, al fine di identificare i segni di un arresto
      cardiaco.

      Mi sembra comunque un pò banale come controllo del respiro.. Potremmo praticare delle compressioni ad una persona che non ne necessita e causarle dei danni.. o sbaglio?

      • Ivan

        Visto che alla domanda precedente mi son risposto da solo, mi gioco il bonus della domanda per faarne un’altra :) :)

        L’iperestensione della testa e scoperta del torace, quando viene effettuata a questo punto? Dopo aver valutato respiro e prima di iniziare le compressioni?

        • @ Ivan
          Hai tutti i bonus che vuoi. Spero solo di essere chiaro.
          Moltissimi elementi del nuovo algoritmo del BLS in caso di malore erano già presenti nel 2005. Dati scientifici alla mano, con le nuove linee guida si è voluto enfatizzare il ruolo delle compressioni sia per l’effettiva efficacia della manovra sia per indurre il semplice testimone di passaggio a non stare con le mani in mano. L’eliminazione della fase GAS costituisce una semplificazione che non ha mediamente implicazioni sulla sopravvivenza. Si parte subito, invece, con la valutazione iniziale di 10 secondi e con le compressioni se si è in presenza di un arresto. Se non si è sicuri, si deve agire lo stesso come in presenza di un arresto cardiocircolatorio.

          L’incertezza nel capire se ci si trova davanti ad un arresto oppure no è normale e la paura di causare problemi è comprensibile. In questi casi, però, se ci si muove con cognizione di causa, o se si seguono fase per fase le istruzioni del 118, i danni sono generalmente eventi transitori, risolvibili e non così frequenti (il paziente che non ha bisogno di essere rianimato risponde subito e il soccorritore si ferma). I danni, invece, sono spesso causati dall’agire in maniera concitata oppure dal non fare nulla: non sapere cosa fare e non agire può avere conseguenze mortali.

          Ieri ti rispondevo sulla fase B. L’algoritmo è meno complesso di quanto possa sembrare. La respirazione di soccorso si realizza per prima cosa con la fase A (Airway – apertura delle vie aeree) seguita dalla fase B (Breathing – insufflazione e osservazione del sollevamento toracico). Se tutto è a posto, allora si ripete B. Se non c’è espansione del torace all’insufflazione, allora si ripete A seguita da B. La fase A, quindi, non comprende la verifica: non sarebbe neanche possibile perché l’unico modo per verificare la pervietà delle vie aeree è insufflare e osservare.

          La liberazione del torace dagli indumenti è della fase C. In questo modo liberi il campo da indumenti o accessori di abbigliamento che possono ostacolare o danneggiare durante le manovre e predisponi la cute per l’applicazione degli elettrodi nel caso di un’eventuale defibrillazione. L’iperestensione è della fase A.

          Ho dimenticato qualcosa?
          Prova anche a dare un’occhiata a queste nostre due pagine:

          Massaggio cardiaco – BLS

          Il Basic Life Support (BLS) per adulti, bambini e lattanti

          • Ivan

            Davvero perfetta la tua risposta. Grazie ancora. Ultimissima domanda. Soccorritore non addestrato: esegue solo le compressioni fino all’arrivo di soccorritori addestrati o professionisti… E se la persona avesse le vie aeree ostruite? Non se ne accorgerebbe mai o sbaglio? Grazie ancora e mi scuso per il disturbo e la banalità di alcune domande.

          • @ Ivan
            Le domande apparentemente banali mettono a fuoco i problemi e chiariscono i dubbi.

            C’è chi si è preso la briga di misurare la pressione nelle vie aeree esercitata dalle compressioni toraciche e da quelle addominali (come per la manovra di Heimlich). Le compressioni toraciche determinano una pressione più alta nelle vie aeree e sono quindi più efficaci nel sospingere all’esterno un corpo estraneo. Per questo motivo nel paziente incosciente di età superiore a 1 anno con ostruzione completa delle vie aeree si raccomanda di iniziare prima possibile la rianimazione cardiopolmonare senza altre manovre. In questo modo il soccorritore non addestrato, iniziando prima possibile le compressioni toraciche, sta già facendo ciò che serve per disostruire le vie aeree. Si può poi allontanare il corpo estraneo disostruito dal cavo orale riducendo al minimo le interruzioni delle compressioni toraciche.

  • Roby

    Salve, avrei una domanda.
    Il soccoritore non professionista che esegue la nuova RCP in quali situazioni puo’ interrompere la manovra?
    Una volta ci si fermava a comparsa di segni di circolo, disponibilità di un DAE, ordine del medico…ora?
    Grazie e saluti

    • Riportando alla lettera, finché non diventa disponibile un defibrillatore pronto per l’uso o gli operatori dei servizi medici di emergenza non si prendono cura della vittima. Per realizzare questo obiettivo l’ordine del medico o il feedback con la centrale sono essenziali.

  • francesco

    Salve. io nn ho capito una cosa. è stata rimossa la fase GAS e ora come si fa a valutare se l’infortunato respira o meno? secondo il testo dell’AHA “la respirazione viene controllata
    rapidamente nell’ambito delle normali verifiche per l’arresto
    cardiaco”. In termini pratici dunque cosa vuol dire?

  • Cristina Caratozzolo

    buongiorno, vorrei sapere quali sono (se ce ne sono) le poltenziali implicazioni legali per un soccorritore occasionale non medico che pratica/non pratica la RCP.
    Nello specifico: il praticare la RCP è un obbligo che rientra tra i doveri del soccorso? (non credo, ma per sicurezza chiedo)
    se praticando la RCP si causano danni collaterali al paziente, si può essere perseguiti?
    e infine, quali sono i danni provocabili effettuando la RCP, a parte le fratture costali? sono sempre e comunque trascurabili rispetto alle conseguenze del non praticarla??
    grazie

    • Più compiutamente di me dovrebbe rispondere un magistrato ma direi che la valutazione di ipotesi di reato per la mancata esecuzione delle manovre rianimatorie di base solitamente non coinvolge il soccorritore non formato, specialmente quando segue le istruzioni dell’operatore del 118. Le lesioni secondarie alle manovre, sempre in caso di un soccorritore non formato, sono di natura traumatica a carico della testa, degli arti e degli organi interni del torace. Possono essere oggetto d’indagine – eccome! – ma la giurisprudenza tiene in ben conto il consolidato orientamento medico ad agire in condizioni di pericolo di vita ed è tendenzialmente molto meno indulgente in caso di negligenza.
      In sostanza, dal punto di vista medico, etico e legale non c’è storia: è meglio darsi da fare.

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