Sciopero camici bianchi: alta l’adesione

E’ di circa il 75% la percentuale di adesione allo sciopero nazionale di 24 ore indetto ieri dai sindacati dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi del Servizio Sanitario Nazionale.

Circa 7 operatori su 10, secondo quanto affermato dalle organizzazioni sindacali di categoria, hanno incrociato le braccia facendo saltare decine di migliaia di visite, esami diagnostici e interventi chirurgici programmati. Lo sciopero è stato proclamato da Anaao Assaomed, Cimo Asmd, FP Cgil medici, Fedir sanità e da altre sigle sindacali in risposta alla manovra economica del Governo.

«Siamo stati costretti – hanno sottolineano le organizzazioni sindacali – a ricorrere allo sciopero di fronte a scelte di politica sanitaria che manifestano indifferenza rispetto al valore del lavoro che i professionisti della sanità sono chiamati a svolgere in condizioni sempre più difficili».

«La carenza di 30 mila medici nei prossimi 4 anni e il licenziamento della metà dei precari impegnati in attività fondamentali a partire dal pronto soccorso si rifletterà in una caduta qualitativa e quantitativa delle prestazioni erogate, con le liste di attesa destinate a misurarsi in semestri».

Durante la giornata di ieri le attività urgenti, come quelle di pronto soccorso, sono state garantite su tutto il territorio nazionale ma con inevitabili ripercussioni per i ricoveri e le consulenze specialistiche.

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