Ma è la Croce Rossa di una volta?

Benemerita secondo alcuni, con ombre su cui far luce secondo altri, la Croce Rossa Italiana si appresta a dare il via alle manifestazioni per la Giornata Mondiale dell’organizzazione umanitaria internazionale.

Domani 8 maggio si celebrerà la Giornata internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, dedicata alle condizioni di vita negli agglomerati urbani. Metà della popolazione mondiale vive oggi nelle città e la tendenza all’aumento è inarrestabile. I centri urbani sono motori di prosperità culturale ed economica ma rappresentano anche serbatoi di violenza e malattie per la parte più vulnerabile della popolazione. Sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi del mondo su questi temi sociali e di sanità pubblica rappresenta una delle sfide più importanti di questo scorcio di secolo.

Croce Rossa Italiana ha in programma un nutrito elenco di attività, culminanti l’8 e il 9 maggio al Circo Massimo di Roma. Sarà l’occasione per vedere in azione gli operatori polivalenti di salvataggio in acqua (OPSA), le unità cinofile, i soccorsi con mezzi e tecniche speciali (SMTS). Verranno allestiti un presidio medico avanzato e un campo base, sarà possibile visitare una mostra fotografica e verranno effettuate prestazioni sanitarie gratuite. Un vero e proprio Villaggio CRI aperto in questo fine settimana dalle 9.30 alle 20.00.

La Croce Rossa Italiana – è bene ricordarlo – è un organo ausiliario dello Stato, un ente non economico di diritto pubblico direttamente dipendente dalle Istituzioni e dalla vita pubblica. Le cronache degli ultimi tempi hanno riportato notizie talora contraddittorie, dall’impegno per i primi soccorsi alle popolazioni terremotate dell’Abruzzo ai dubbi su alcune gestioni amministrative o sull’opportunità di alcune nomine. Oggi l’ente presenta una situazione finanziaria ancora non ben chiara, con bilanci non approvati dal 2005, e aspetti gestionali quasi in linea con quanto sembra di avvertire in tanti ambiti della cosa pubblica. L’impressione è quella di un’appetibile area di potere per la politica e un’indubbia vetrina mediatica per alcuni suoi dirigenti.

La festa romana sarà davvero un omaggio al principio d’indipendenza a cui la CRI s’ispira?

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


1 commento per Ma è la Croce Rossa di una volta?

  • Ignacio Paz

    Bisogna ricordare che il principio di indipendenza originale del movimento internazionale di Croce Rossa non è assolutamente quello diffuso in Italia dalla Croce Rossa Italiana che continua a distribuire un testo contraffatto dolosamente nella sua traduzione con l’intento di confondere gli italiani e giustificare, nonostante le ripetute critiche ed accuse internazionali, l’esistenza indecorosa della croce rossa controllata dallo stato in Italia. Basta confrontare la versione originale del principio di indipendenza dal sito della Croce Rossa Internazionale (http://www.ifrc.org/what/values/principles/index.asp ) con la versione « truccata » della croce rossa di stato all’italiana (http://cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10) per rendersi facilmente conto dell’inganno.

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