Numero unico europeo 112 per le emergenze: l’Italia ancora in ritardo

La Commissione UE chiede sanzioni alla Corte europea di giustizia per il mancato avvio dell’unificazione del servizio e della localizzazione delle chiamate.

Cosa hanno in comune paesi europei come il Regno Unito, Francia, Cipro e Romania? In caso di emergenza puoi chiamare il 112 e chiedere aiuto.
Ricorda 112 !

Non è ancora così, invece, per l’Italia. Siamo ancora l’unico paese europeo dove i servizi di emergenza non sono ancora completamente gestiti da un sistema integrato in grado di localizzare le chiamate e di rispondere in più lingue in ogni circostanza. Mentre la Commissione europea estende il progetto alla guardia medica e ad altri servizi sociali, in Italia il 91 percento dei cittadini non sa quale numero chiamare e solo il 5 percento conosce le potenzialità del numero unico 112 per la tutela della salute e della sicurezza.

Con un ritardo quasi decennale e una spesa prevista di 100 milioni di euro, il Ministero degli Interni dovrebbe concludere le sperimentazioni tra pochi mesi. Il modello di riferimento è una struttura di primo livello in grado di gestire telematicamente le chiamate dei cittadini e di inviare gli ordini di intervento ai servizi di volta in volta interessati. Questo porterà sostanzialmente ad una forte riduzione dei tempi di intervista telefonica, possibile ovunque in più lingue, e di invio dei mezzi di polizia o di soccorso senza più problemi di localizzazione del chiamante.

Nel frattempo la Commissione europea ha deciso di rivolgersi per la seconda volta alla Corte europea di giustizia. L’Italia era già stata condannata dalla Corte per questo inadempimento il 15 gennaio 2009. Il secondo ricorso in Corte della commissaria alle Comunicazioni Neelie Kroes è accompagnato dalla richiesta di una forte sanzione pecuniaria: l’Italia dovrà pagare 39.680 euro al giorno per tutto il tempo che sarà intercorso fra la prima e la seconda condanna della Corte, più 178.560 euro al giorno, a partire dalla seconda sentenza di condanna e fino a quando il Paese non si metterà in regola.

«In certe situazioni, dopo un incidente, i minuti contano, perché arrivare con i soccorsi qualche minuto prima, per esempio per chi entra in coma, può fare la differenza fra sopravvivere o morire» ha dichiarato alla stampa il portavoce della Commissione Jonathan Todd. «C’è della gente che muore in Italia a causa della mancata attivazione del servizio d’emergenza del 112, che permetta ai soccorsi di individuare con precisione il luogo da cui si chiama in caso di incidente». Un servizio particolarmente utile, ad esempio «per i turisti in Italia che potrebbero non sapere esattamente dove si trovano».

«L’obiettivo non è imporre sanzioni all’Italia, ma far sì che smetta di ignorare il rispetto degli obblighi», ha precisato Todd, ricordando che «nelle settimane scorse abbiamo ricevuto assicurazioni dall’Italia secondo cui sta facendo quello che deve, ma le promesse non servono, noi abbiamo bisogno che applichino il sistema come fanno gli altri Ventisei».

Per altre informazioni: Commissione europea – Scoprite il numero d’emergenza europeo 112.

Lascia un Commento

  

  

  

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>