Favismo: ecco i farmaci da evitare

Da un recente lavoro dell'Istituto Superiore di Sanità una revisione dell'elenco delle sostanze e dei farmaci responsabili di crisi emolitiche nei soggetti affetti da carenza dell'enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD).

Il glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) è un enzima con un ruolo cruciale nel metabolismo energetico dei nostri globuli rossi. La sua carenza, in individui predisposti a causa di mutazioni genetiche sul cromosoma X, comporta la dissoluzione dei globuli rossi del sangue (anemia emolitica).

La variabilità delle mutazioni è responsabile di forme cliniche diverse, da quelle più severe (classe I) a quelle senza sintomi (classe V). Le principali manifestazioni cliniche del deficit di G6PD sono l’anemia emolitica acuta, l’anemia emolitica cronica non sferocitica (generalmente da varianti enzimatiche rare) e l’ittero neonatale.

L’anemia emolitica acuta si sviluppa solo in conseguenza di un fattore esterno scatenante. I fattori che possono provocare l’emolisi in coloro che hanno carenza di G6PD sono di diversa natura: infezioni, alcuni alimenti (fave fresche o secche), alcuni farmaci.

Le malattie infettive più spesso correlate con attacchi emolitici acuti sono la polmonite, l’epatite e la febbre tifoide, ma anche le infezioni virali delle vie respiratorie superiori o quelle gastrointestinali.

Il favismo è una malattia emolitica provocata dall’ingestione di fave, già conosciuta in tempi molto antichi da Pitagora e Ippocrate. La possibilità di una crisi emolitica dopo il solo contatto con le piante di fave o l’inalazione del polline è molto controversa ma l’ingestione del legume è certamente una causa di emolisi acuta.

L’associazione tra la somministrazione dei farmaci antimalarici e l’insorgenza di crisi emolitiche acute in alcuni soggetti sensibili è nota dagli anni ’30. Le conoscenze scientifiche di oggi permettono la comprensione dei meccanismi d’azione e l’identificazione dei farmaci da evitare.

Pur essendo di natura diversa, tutti i fattori scatenanti agiscono allo stesso modo: provocano uno stress ossidativo all’interno del globulo rosso. La malattia si manifesta improvvisamente, dopo 12-48 ore dal primo contatto con il fattore scatenante, con febbre, debolezza, colorito giallo intenso su fondo pallido della cute e delle mucose, urine giallo-arancione. Nei casi più gravi, dove circa la metà dei globuli rossi può venire distrutta, compaiono i segni del collasso cardiocircolatorio: respiro frequente e difficoltoso, polso rapido e debole, pressione arteriosa bassa.

Le crisi emolitiche devono essere prontamente gestite in ospedale. Le uniche attività terapeutiche sono le trasfusioni di globuli rossi e l’allontanamento dei fattori scatenanti.

In genere il deficit di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi non comporta disturbi e consente una vita perfettamente normale. I genitori dei bambini e i ragazzi stessi devono però essere ben informati sui fattori scatenanti. Le difficoltà più concrete, anche a causa di ampie variabilità individuali, riguardano soprattutto l’individuazione di sostanze e farmaci da evitare.

In un recente lavoro l’Istituto Superiore di Sanità ha effettuato una revisione dell’elenco dei farmaci con proprietà emolitica. L’elenco si articola in due tabelle: nella prima sono contenuti i principi attivi che presentano inconfutabilmente attività emolitica, altamente rischiosi per tutti i soggetti con deficit di G6PD; nella seconda sono elencate, invece, sostanze la cui attività emolitica è considerata solo possibile o dubbia. Alcune sostanze sono inserite in entrambe le tabelle in quanto diversi autori danno valutazioni discordanti. I riferimenti bibliografici specifici sono riportati nel lavoro.

Tabella 1 – Principi attivi di farmaci e altre sostanze che provocano emolisi nei soggetti con deficit di G6PD
Italiano Inglese
ACETANILIDE ACETANILIDE
ACIDO O-ACETILSALICILICO
(acido acetilsalicilico)
O-ACETYLSALICYLIC ACID
(acetylsalicylic acid)
ACIDO NALIDIXICO NALIDIXIC ACID
ACIDO PIPEMIDICO PIPEMIDIC ACID
ALDESOLFONE SODICO
(sulfoxone)
ALDESULFONE SODIUM
(sulfoxone)
ANTIPIRINA
(Fenazone)
ANTIPYRINE
(Fenazone)
ARSINA ARSINE
CARBUTAMIDE CARBUTAMIDE
CHININA QUININE
CIPROFLOXACINA CIPROFLOXACIN
CLORAMFENICOLO CLORAMPHENICOL
CLOROCHINA CHLOROQUINE
CLORURO DI TOLONIO
(blu di toluidina)
TOLONIUM CHLORIDE
(toluidine blue)
CO-TRIMOXAZOLO
DAPSONE DAPSONE
DIMERCAPROLO DIMERCAPROL
DOXORUBICINA DOXORUBICIN
ENOXACINA ENOXACINE
FENACETINA
(acetofenetidina)
PHENACETIN
(acetophenetidin)
FENAZOPIRIDINA PHENAZOPYRIDINE
2-FENILACETOIDRAZIDE
(acetilifenilidrazina)
2-PHENYLACETO HYDRAZIDE
(acetylphenylhydrazine)
FENILIDRAZINA PHENYLHYDRAZINE
FITOMENADIONE
(Vitamina K1)
PHYTOMENADIONE
FLUMEQUINA FLUMEQUINE
FURAZOLIDONE FURAZOLIDONE
GLIBENCLAMIDE GLIBENCLAMIDE
GLIBORNURIDE GLIBORNURIDE
GLICLAZIDE GLICLAZIDE
GLIMEPIRIDE GLIMEPIRIDE
GLIPIZIDE GLIPIZIDE
GLUCOSOLFONE GLUCOSOLFONE
2-idrossi-1,4-naftochinone
(Hennè)
2-hydroxy-1,4-naphthoquinone
(HENNA, LAWSONE)
IDROXICLOROCHINA HYDROXYCHLOROQUINE
LEVOFLOXACINA LEVOFLOXACIN
LOMEFLOXACINA LOMEFLOXACIN
MENADIOLO SODIO SOLFATO MENADIOL SODIUM SULFATE
MENADIONE
(menaftone, vitamina k3)
MENADIONE
(menaphtone)
MEPACRINA MEPACRINE
METAMIZOLO SODICO
(Novalgina)
METAMIZOLE SODIUM
METILTIONINIO CLORURO
(blu di metilene)
METHYLTIONINIUM CHLORIDE
(methylene blue)
MOXIFLOXACINA MOXIFLOXACIN
NAFTALENE, PURO
(naftalina)
NAFTALENE, PURE
(naphtalin)
2- NAFTOLO
(beta-naftolo)
2-NAPHTHOL
(beta-nafphol)
NIRIDAZOLO NIRIDAZOLE
NITRITO DI ISOBUTILE ISOBUTYL NITRITE
NITROFURAZONE NITROFURAL
NITROFURANTOINA NITROFURANTOIN
NORFLOXACINA NORFLOXACINE
OFLOXACINA OFLOXACIN
OSSIDASI, URATO
(Urato ossidasi)
OXIDASE, URATE
(urate oxidase, uricase)
PAMACHINA PAMAQUINE
PEFLOXACINA PEFLOXACINE
PENTACHINA PENTAQUINE
PRILOCAINA PRILOCAINE
PRIMACHINA PRIMAQUINE
PROBENECID PROBENECID
RASBURICASE RASBURICASE
STIBOFEN STIBOPHEN
SPIRAMICINA SPIRAMYCINE
SULFACETAMIDE SULFACETAMIDE
SULFADIAZINA SULFADIAZINE
SULFADIMIDINA SULFADIMIDINE
SULFADOXINA SULFADOXINE
SULFAFURAZOLO
(sulfofurazone, sulfisoxazolo)
SULFAFURAZOLE
(sulfafurazone, sulfisoxazolo)
SULFAGUANIDINA SULFAGUANIDINE
SULFAMETIZOLO SULFAMETHIZOLE
SULFAMETOXAZOLO
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
SULFAMETHOXAZOLE
SULFANILAMMIDE SULFANILAMMIDE
SULFAPIRIDINA SULFAPYRIDINE
SULFASALAZINA
(salazopirina)
SULFASALAZINE
(salazopyrin)
TIAZOSOLFONE THIAZOSULFONE
(thiazolesulfone)
2,4,6-TRINITROTOLUENE
(trinitrotoluene)
2,4,6-TRINITROTOLUENE
(trinitrotoluene)
TRIMETOPRIMA
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
TRIMETHOPRIM
Tabella 2. Principi attivi di farmaci ed altre sostanze segnalati come possibile o dubbia causa di emolisi con deficit di G6PD
Italiano Inglese
ESTRATTO DI ACALYPHA INDICA ACALYPHA INDICA EXTRACT
ACIDO O-ACETILSALICILICO
(acido acetilsalicilico)
O- ACETYLSALICYLIC ACID
(acetylsalicylic acid)
ACIDO P-AMINOSALICILICO P-AMINOSALICYC ACID
ACIDO ASCORBICO ASCORBIC ACID
ACIDO 4-AMMINOBENZOICO
(acido para-aminobenzoico)
4-AMINOBENZOIC ACID
(para-aminobenzoic acid)
ACIDO TIAPROFENICO TIAPROFENIC ACID
ALDESOLFONE SODICO
(Sulfoxone)
ALDESULFONE SODIUM
(sulfoxone)
AMINOPIRINA
(aminofenazolo)
AMINOPYRINE
(aminophenazole)
ANTIPIRINA
(Fenazone)
ANTIPYRINE
ANTAZOLINA
(antistina)
ANTAZOLINE
(antistine)
BENORILATO BENORILATE
BUPIVACAINA BUPIVACAINE
CARBASALATO CALCICO CARBASALATE CALCIUM
CHINIDINA QUINIDINE
CHININA QUININE
CLORAMFENICOLO CHLORAMPHENICOL
CLOROCHINA CHLOROQUINE
COLCHICINA COLCHICINE
DIETILAMMINA
(Voltaren)
DIETHYLAMINE
DIMENIDRINATO DIMENHYDRINATE
DIFENIDRAMINA
(Benadril)
DIPHENHYDRAMINE
DIMERCAPROLO DIMERCAPROL
DOPAMINA
(L-dopa)
DOPAMINE
(L-dopa)
DOXORUBICINA DOXORUBICIN
FENACETINA
(acetofenetidina)
PHENACETIN
(acetophenetidin)
FENILBUTAZONE PHENYLBUTAZONE
FENITOINA PHENYTOIN
FITOMENADIONE
(vitamina K1)
PHYTOMENADIONE
GLIBENCLAMIDE GLIBENCLAMIDE
IDROCHINIDINA DIHYDROQUINIDINE
ISONIAZIDE ISONIAZID
LEVODOPA LEVODOPA
MEFLOCHINA MEFLOQUINE
MENADIONE
(menaftone, vitamina k3)
MENADIONE
MENADIONE SODIO BISOLFITO
(vitamina K3 sodio bisolfito)
MENADIONE SODIUM BISULFITE
(vitaminic k3 sodium bisulfite)
MEPACRINA MEPACRINE
(quinacrine)
METILTIONINIO CLORURO
(blu di metilene)
METHYLTIONINIUM CHLORIDE
(methylene blue)
MONOSSIDO D’AZOTO NITROGEN MONOXIDE
SALICILATO DI MORFOLINA MORPHOLINE SALICILATE
PARACETAMOLO
(acetaminofen)
PARACETAMOL
(acetaminophen)
PIRIMETAMINA PYRIMETAMINE
PROBENECID PROBENECID
PROCAINAMIDE PROCAINAMIDE
PROGUANILE PROGUANIL
1,2 PROPANDIOLO PROPANE 1,2 DIOL
RASBURICASE RASBURICASE
STREPTOMICINA STREPTOMYCIN
SUCCIMERO SUCCIMER
SOLFACITINA SULFACYTINE
SULFADIAZINA SULFADIAZINE
SULFADIMIDINA SULFADIMIDINE
SULFAFURAZOLO
(sulfofurazone, sulfisoxazolo)
SULFAFURAZOLE
(sulfofurazone, sulfisoxazole)
SULFAGUANIDINA SULFAGUANIDINE
SULFAMERAZINA SULFAMERAZINE
SULFAMETOXAZOLO
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
SULFAMETHOXAZOLE
SULFAMETOXIPIRIDAZINA SULFAMETHOXYPYRIDAZINE
SULFASALAZINA
(salazopirina)
SULFASALAZINE
(salazopyrin)
TIAMFENICOLO THIAMPHENICOL
TRIESIFENIDILE
(benzexolo)
TRIHEXYPHENIDYL
(benzhexol)
TRIMETOPRIMA
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
TRIMETHOPRIM
TRINITRATO DI GLICERINA GLYCEROL TRINITRATE
TRIPELENNAMINA TRIPELENNAMINE

Fonte: ISS – Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi e farmaci (PDF 680 Kb)

Per altre informazioni: Associazione italiana favismo – deficit G6PD

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


1.521 commenti per Favismo: ecco i farmaci da evitare

  • Marco

    Buongiorno dottore, sono Marco.
    A seguito di un graffio del gatto sull occhio il mio medico mi ha prescritto pensulvit tetraciclina e sulfametiltiazolo.
    Fortunatamente nn ha interessato l interno Dell occhio ma la pelle della palpebra.
    Il farmaco posso usarlo dato che leggo un nome simile in lista vietata? O agisce solo localmente? Grazie

  • Buongiorno Marco. Il sulfametiltiazolo è un sulfamidico. Non sono stati riportati casi di emolisi con questa specifica sostanza ma altri farmaci della stessa classe hanno indotto un’emolisi acuta in soggetti affetti da deficit di G6PD. In genere si cerca di ricorrere ad un’alternativa terapeutica, che in casi come il Suo è di facile individuazione, anche per l’uso locale.

  • Marco

    Mi rassicura il fatto che nn succeda con questa sostanza. La ringrazio

  • alatna

    buongiorno dottore,
    purtroppo i miei vicini di casa per il secondo anno di fila hanno piantato fave nei loro giardini privati che confinano con il mio. io abito in Lombardia e so che non è piu’ possibile chiedere di emettere un’ordinanza al comune, ma in che periodo dovrò evitare di stare in giardino? quando avviene la fioritura? grazie

    • Salve alatna. Le autorità sanitarie italiane hanno più volte ribadito che le sostanze contenute nelle fave e responsabili delle crisi emolitiche hanno due caratteristiche: non sono presenti nei fiori e non sono volatili; quindi non possono essere inalate.
      Stare lontano dalle piante appare perciò del tutto inutile.

      • Carlo

        Salve allora come si spiega che a me , fabico con una percentuale g6pdh pari a zero. Quando passeggiai accanto ad un campo di fui preso da capogiri , spossatezza accompagnata da emicrania? Ciò accade due volte sicché mi accorsi che nella strada era presente un campo di fave in fiore. Poi perché alcune amministrazioni comunali sarde ne vietano la coltivazione vicino ai centri abitati?

        • Buongiorno Carlo. I sintomi del deficit di G6PD sono esclusivamente causati dall’anemia emolitica. Chi ha un malore passando vicino a fave in fiore non ha un’emolisi. Di conseguenza malori di questo tipo non sono riconducibili al favismo, come spesso frettolosamente si fa, ma ad altre cause che meritano di essere indagate.
          La mancanza di correlazione tra pollini di fave ed emolisi proviene da pareri scientifici delle autorità sanitarie francesi (2006) e italiane (2008, 2012).
          Sui sindaci che vietano la coltivazione di fave che vuole che le dica? Forse ne sanno di più delle autorità sanitarie…

          • Carlo

            Per i comuni ha pienamente ragione , magari tra il vedere e il non vedere hanno vietato le piantagioni per stare sicuri.
            Per il malessere , non si offenda ma sono molto convinto tra la correlazione di pollini e sostanze volati (aromatiche , terpeni etc ) derivanti da prodotto fresco o in cottura o in fiore. (convinto da costanti malesseri )

          • Gentile Carlo, nessuna offesa. Ci mancherebbe :-)
            C’è un modo molto semplice per risolvere la questione. Spero con sincerità che possa sentirsi sempre in piena forma ma se malauguratamente dovesse avere ancora un malore quando è in prossimità di fave in fiore, allora chieda soccorso: alcune comuni analisi del sangue possono dimostrare se c’è un’emolisi acuta oppure no. Se non c’è, allora la causa è un’altra.

  • paola

    buongiorno dottore,
    vorrei sapere se la pillola anticoncezionale interferisce con il favismo, il medico mi ha prescritto seansonique, pillola nuova che contiene levonorgestrel e etinilestradiolo,
    grazie ancora
    buona giornata

  • paola

    mille grazie dottore . ovviamente lo faccio sempre presente ai medici ma loro rispondono quasi la maggior parte delle volte…non ci dovrebbero essere problemi chissà perché ma questa frase non lascia sicurezza.
    grazie ancora e buona giornata

  • Marco

    Buonasera, si parlava a pagina 11 delle classi del favismo.
    Dai miei esami di G6pdh eritrocitaria metodo ph metria differenziale ho un valore di 0.17 U/g Hb con valori riferimento : soggetti normocitemici 9.40-17.80
    soggetti microcitemici :15.30-30.50
    A che classe appartengo? O è un esame errato che nn riguarda il favismo? Grazie

    • Salve Marco. L’esame indica una bassa attività dell’enzima G6PD nei globuli rossi ed è la caratteristica biochimica tipica del favismo (o deficit di G6PD, per l’appunto).
      Questo valore da solo non ci dice tutto. La classe OMS potrebbe infatti essere la I o la II ma in genere saperlo conta poco perché le varianti genetiche, che sono tantissime, influenzano la comparsa o meno dei sintomi. Per vivere una vita normale ciò che conta davvero dal punto di vista pratico sono le precauzioni riportate nell’articolo e nei commenti.

  • NICOLETTA

    Gentile Dottore ho due figli affetti da carenza di enzima GPDH una di 18 e l’altro di 24 anni. Cerco sempre di evitare il più possibile di somministrare farmaci perchè ogni volta è un problema stratosferico (nessuno vuole prendersi la responsabilità di decidere che farmaco possono assumere). La ragazza di 18 anni tra un mese farà la maturità e volevo iniziare il trattamento con capsule contenenti spirulina polvere, biossido di silicio, inulina.Ci sono controindicazioni? grazie mille e saluti

    • Buongiorno Nicoletta. Il medico che non vuole assumersi la responsabilità di prescrivere un farmaco a chi ha il deficit di G6PD è un medico che non vuole assumersi la responsabilità di studiare per pochi minuti: gli metta sotto il naso la lista dei farmaci o non gli accordi più la Sua fiducia.
      Per gli integratori è tutto un altro discorso. Molto spesso non ci sono dati sufficienti e il medico non può esprimersi sempre con ragionevole sicurezza. Prima di tutto, però, c’è da interrogarsi sulla reale efficacia del prodotto che s’intende usare.
      La spirulina è nella categoria degli integratori alla moda che promettono miracoli di ogni tipo ma che scientificamente non hanno mai mantenuto un bel niente. Eviti. Risparmierà soldi e non darà a Sua figlia il messaggio fuorviante che basta una pillola per migliorarsi. Provi ad aiutarla, invece, ricordandogli di bere acqua e con un’alimentazione che si richiami ai criteri classici della dieta mediterranea. Poco caffè nei momenti critici è di sicuro aiuto.
      In bocca al lupo a Sua figlia. La maturità sarà presto solo un ricordo.

  • Carlo

    non ribatto più quel il dottore Massimo Pacifici dice riguardo al favismo . Certamente la teoria del tutto o nulla … già li fa discutere “o hai una emolisi o non hai nulla” sappiamo che un emolisi è quasi sempre dose dose dipendente come esattamente un avvelenamento. Cosi pure sapiamo che esporsi ad una sostanza volatile ad esempio un diluente per vernici causa malessere , così Forse nei fabici un odore intenso della pianta causa malessere , il malessere non è un emolisi così come l’esempio precedente il malessere da diluente non è sempre un intossicazione acuta del verniciatore etc. insomma bisogna ammettere Che esistono vie di mezzo tra un emolisi e lo stato di buona salute. Anche non essendo fabico o un emologo che lavora in ospedali come il microcitemico di Cagliari , il mediatore trova difficile capire le difficoltà che prova un fabico . Oltre alla spossatezza da pollini , un fabico sempre vive in uno stato “con scarsa energia” sicuramente riconducibile allo stress mitocondriale e all ciclo di Krebs incompleto.
    Le letterature non confermano ma non escludono il rapporto causa-effetto del polline delle fave sul fabico , che sicuramente non causa emolisi ma malessere si. (
    Beutler, E., G6PD: population genetics and clinical manifestations. Blood Rev, 1996. 10(1): p. 45-52.
    Luzzatto, L., A. Mehta, and T. Vulliamy, Glucose-6-phosphate dehydrogenase deficiency, in The Metabolic & Molecular Bases of Inherited Disease, C. Scriver, et al., Editors. 2001, McGraw Hill: New York. p. 4517-4553.)
    Insomma a tutti i lettori : attenzione agli articoli in internet , se volete notizie approfondite ci sono siti migliori come http://www.g6pd.org/it/Home-it.aspx
    E quando un dottore vi risponde assicuratevi abbia competenze adeguate all’argomento , meglio uno specialista ematologo
    Saluti

    • Gentile Carlo, senza polemica provi a leggere qui. Poi creda pure a ciò che le piace di più.

      Avis relatif à la demande d’élaboration de recommandations
      concernant l’alimentation des personnes porteuses d’un déficit en
      Glucose-6-Phosphate déshydrogénase (G-6-PD)

      Agence française de sécurité sanitaire des aliments (2006)
      (…) Les « pollens de fèves » ont été considérés comme responsables d’accidents hémolytiques. Dans l’état actuel des connaissances, aucun élément scientifique ne soutient cette hypothèse. En effet, les quantités absorbables par inhalation semblent faibles, compte tenu du caractère collant et peu diffusable dans l’air du pollen. (…)

      CRISI EMOLITICHE IN SOGGETTI AFFETTI DA DEFICIT DI G6PDH E INALAZIONE DI POLLINI DI FAVE
      Relazione del prof. Gian Vincenzo Zuccotti, Professore Ordinario in Pediatria all’Università degli Studi di Milano, alla riunione del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del 17 settembre 2012.
      (…) I beta-glucosidi della pirimidina vicina e convicina sono presenti nei cotiledoni delle fave e non sono presenti invece nei fiori: non sono pertanto sostanze volatili. Sebbene l’inalazione di pollini di fave sia stata correlata all’insorgenza di generico malessere in soggetti con deficit di G6PDH, è molto poco probabile che una vera e propria crisi emolitica possa essere scatenata dalla semplice inalazione di pollini di fave in fiore. Non vi sono in letteratura evidenze consistenti che correlino l’esposizione a pollini di fave con lo scatenamento di crisi emolitiche in soggetti con deficit di G6PDH. (…)

      Infine, ha fatto benissimo a citare l’Associazione Italiana Favismo. Forse non se n’è accorto ma il link al loro sito è su questo post da ormai 7 anni.

      • Carlo

        Salve Solo ora leggo quel che mi ha scritto nella seconda citazione ad un abstract: sebbene l’inalazione di polline sia stata correlata all’insorgenza di malessere…. vuol dire che mi da pienamente ragione in merito a pollini e malessere , io non parlavo di emolisi, bensì lei. Si parlava quindi di malessere e piantagioni di fave per non uscire più fuori tema ,ecco la risposta attesa.
        Quindi le piantagioni di fave non sono salutari per un fabico ( non si deve attendere l’Emolisi come lei asserisce)
        Signora altna si documenti in via legale sulla leicita della piantaggione di fave vicino a casa sua
        Saluti

        • Gentile Carlo, si compiaccia pure. Quando avrà terminato rilegga meglio.
          Correlazione in Dizionario di Medicina Treccani:
          “Non è possibile inferire da una data c. tra variabili un rapporto di causa ed effetto”. Correlazione, quindi, non significa causa. Nella sua relazione il prof. Zuccotti non usa, né potrebbe, le parole a caso.
          I sintomi del deficit di G6PD sono dovuti ad emolisi (più o meno intensa). Che le piaccia o no è un fatto.

  • Diego

    Buongiorno Dottore, volevo un suo consiglio su un possibile integratore di sali e vitamine che non sia rischioso per noi fabici. Spesso con il caldo in ufficio e tante ore davanti il pc, mi sento troppo stanco. Volevo sapere se puo consigliarmi qualche prodotto da usare a spot nei casi piuesreemi di malessere. La ringrazioe. Saluti, Diego (anni 35 Roma)

    • Buongiorno Diego. Per combattere il caldo e l’affaticamento può aiutare del tè leggero, nero o verde, che possiamo portare con noi in un piccolo thermos. Sulla scrivania non sfigurerà di certo. Se c’è tempo e modo, un frutto di stagione durante una pausa è in grado di fornire nutrienti preziosi senza pesare troppo sulla bilancia delle calorie. Ovviamente non va dimenticata l’acqua per completare l’idratazione.

      Non amo gli integratori. Pur promettendo molto, questi prodotti in genere non compensano un riposo notturno non pienamente soddisfacente e un’alimentazione migliorabile. Molti di essi, inoltre, contengono vitamina C e sono sconsigliati dalle autorità sanitarie francesi.

      Un saluto a Lei e alla mia vecchia città.

  • Tiziana

    Salve dottore,
    Sono in gravidanza e dovrei assumere l’eparina e ho il favismo vorrei sapere se posso assumerlo tranquillamente o rischio una crisi emolitica.
    In attesa di una sua risposta le porgo cordiali saluti e la ringrazio per la sua disponibilità.

    • Buongiorno Tiziana. L’eparina non è elencata nelle tabelle delle sostanze in grado di provocare emolisi.

      Porti sempre le tabelle con sé e le mostri al ginecologo, all’ostetrica o al farmacista in caso di dubbi. Tenga conto che alcune sostanze possono essere assunte nonostante siano in tabella purché si rispetti il proprio dosaggio massimo giornaliero. Il paracetamolo è una di queste sostanze.

  • La ringrazio dottore è stato gentilissimo e chiaro.
    Cordiali saluti.

  • Gianni

    Buongiorno Dottore,
    Sono interessato all’argomento in quanto darente G6DP da ormai 68 anni. Come accennato da altri, in Italia sul favismo si è parlato tanto a scritto scientificamente poco, vedasi il fatto che le istituzioni italiane pubblichino come linee guida studi fatti da altri stati. Sembra quasi, visto il modesto impatto in temini sociali ed economici, che non si voglia investire risorse. Alcuni medici, non sono preparati in merito e rispondono alle domande dei pazienti chiudendo e vietadogli una vita normale che il carente deve e a diritto di fare (tantissimi muoiono di vecchiaia senza aver mai saputo di essere carenti G6PD). Mi interessava sepere se lei è a coonoscenza di statistiche in merito ai casi di ricovero e decesso accertati? Grazie del’attenzione e di questa opportunità di scambio di ideee. Gianni

    • Buonasera Gianni. Perdoni la risposta intempestiva.
      Comprendo il suo punto di vista. Il lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità, il cui link è in questa pagina, è comunque un riferimento di pregio.
      Non sono ahimè disponibili statistiche chiare e aggiornate su ospedalizzazione, trasfusioni e mortalità, che in letteratura sono genericamente descritte come basse.
      L’informazione ha contribuito enormemente a ridurre i ricoveri. L’auspicio è che in futuro possa migliorare anche la qualità della vita attraverso risposte chiare e l’eliminazione di precauzioni inutili.

  • Michela

    Buonasera,esistono controindicazioni alla somministrazione di vaccini nei carenti g6pd , visto che in alcuni sono presenti antibiotici ?

    • No, Michela; nessuna controindicazione. L’Istituto Superiore di Sanità lo afferma chiaramente. Al contrario, le vaccinazioni nei carenti G6PD sono fortemente raccomandate.
      Del tutto diverso, invece, è il discorso delle allergie.

  • cinzia

    salve dottore io ho 50 anni e da quando ne avevo 12 ho scoperto di avere il deficit con ricovero in ospedale e successive trasfusioni mi hanno salvato al pelo allora mi diedero 2 giorni di vita. Cmq volevo chiederle una curiosità che ho e nessuno è mai riuscito a spiegarmi anzi delle due ai medici che l’ho fatto presente ho strappato un sorriso ma niente di più a me capita che tutte le volte che mangio frutta tipo uva, arance,ananas,e anche qualcun’altra io non riesca a a mangiarne più di mezza nel caso dell’arancio e nel caso dell’uva qualche acino, perche’ mi viene un senso di malessere per essere precisa come se incominciassi ad ubriacarmi e non capisco perchè,grazie in anticipo per la sua risposta

    • Buongiorno Cinzia. Non esiste una spiegazione attribuibile alla carenza di G6PD. Problemi con alimenti ricchi in vitamina C sono possibili ma le quantità in gioco sono talmente elevate da non correre rischi concreti nella normale vita quotidiana.
      Se non si tratta di manifestazioni allergiche, una valutazione psicologica può aiutare. Il condizionamento che talvolta si ha da bambini sul cibo può essere infatti così forte da avere ripercussioni imprevedibili da adulti.

  • Ivan

    Buongiorno Dottore, il Fisiatra mi ha prescritto il farmaco TAUXIB a seguito di una forte contusione allo sterno.
    Ho controllato nella lista dei farmaci e il principio attivo etoricoxib non è presente. Posso stare tranquillo?

    Grazie in anticipo per la risposta!

  • lia

    Buonasera gent.mo dott. Pacifici,
    a breve mio marito dovra’ recarsi a Londra e vorrei sapere se ci sono cibi da evitare essendo affetto da carenza di G6PD.
    la ringrazio

    • Buonasera Lia. Le raccomandazioni alimentari per chi ha un deficit di G6PD sono le stesse in Italia come nel resto del mondo. Niente fave, niente bevande contenenti chinina, niente integratori contenenti vitamina C.
      C’è solo da aggiungere un po’ d’attenzione agli alimenti ricchi di vitamina C. Tanto per intenderci, per un adulto un chilo di kiwi al giorno può iniziare ad essere troppo.

  • lia

    Grazie dott.Pacifici!
    Buona Giornata

  • Licia

    Salve dott.Pacifici vorrei sapere se posso fare le prove dell’intolleranza essendo fabica con crisi emolitica già avuta all’età di 6 anni…grazie anticipatamente

  • Cristian

    Buongiorno dott.Pacifici sono un ragazzo di 34 anni e quest’anno soffro come non mai il caldo. Volevo chiederle, visto che la vitamina c è sconsigliata, lei conosce qualche integratore simile al polase, che possiamo assumere quando ci sentiamo parecchio spossati? La ringrazio in anticipo porgo distinti saluti.

    • Salve Cristian. Non amo gli integratori. Tranne che nei casi di documentata carenza, in genere sono inutili. Quando l’alimentazione è equilibrata e fa caldo, un buon bicchiere di tè freddo (con o senza teina) fatto in casa e qualche frutto fresco offrono prontamente nutrienti preziosi.

  • Licia

    Dott.Pacifici praticamente sono andata dalla nutrizionista perché avendo messo qualche chilo in più durante la gravidanza vorrei toglierlo…e la nutrizionista prima di scrivermi la dieta vuole che faccio le prove dell’intolleranza in genarale…

    • Gentile Licia, può chiarirmi (senza entrare nel dettaglio) di che test si tratta e per quali disturbi le sono stati consigliati?
      Chi non ha problemi di salute ma desidera solo raggiungere un peso normale non ha alcun vantaggio da questi test, che peraltro si pagano. Un’alimentazione equilibrata e ipocalorica ispirata alla dieta mediterranea e associata ad attività fisica regolare è in grado di dare risultati senza inutili test per il lattosio o il glutine.

  • Licia

    Praticamente questa nutrizionista prima di scrivere la dieta fa eseguire prima questi test dell’intolleranza per vedere se c’è qualche alimento a cui si può essere intolleranti e provocare gonfiore,tutto qua…e io ovviamente non se se li posso fare

    • Gentile Licia, chi ha il deficit di G6PD non ha problemi a fare test come i Breath Test per glucosio, lattulosio o lattosio. Per i test di provocazione, che richiedono la somministrazione di una sostanza, si deve valutare caso per caso.

      Una buona regola per tutti (carenti di G6PD e non) è che i test si fanno quando c’è il sospetto clinico di una intolleranza o di una allergia alimentare. Il solo gonfiore senza altri sintomi o il solo aumento di peso rispetto ad un periodo precedente non giustificano il ricorso a test: sono scientificamente inutili e possono portare a conclusioni fuorvianti e pericolose in mani non esperte. Inoltre hanno un costo.

      Tenga conto infine che i test proposti al giorno d’oggi sono tanti e aumentano di continuo. Fanno parte di un mercato fiorente che con la salute c’entra ben poco. Meglio stare alla larga da chi propone test come questi: provocazione-neutralizzazione intradermica o sublinguale, kinesiologia applicata, test elettrodermici (Vega, Sarm, Biostrenght), biorisonanza, iridologia, analisi del capello, pulse test, strenght test, riflesso cardio auricolare, test citotossico, dosaggio delle IgG 4.

      Molti non saranno d’accordo con quanto scrivo ma la mia fonte è “Allergie e intolleranze alimentari. Documento condiviso” della FNOMCeO (la Federazione degli Ordini dei Medici italiani).

  • Paolo

    Buongiorno dottore,
    non so se è un argomento già trattato (sarebbe utile una funzione di ricerca tra i commenti) ma le volevo chiedere, esiste una relazione tra favismo e valori alti di ferritina? L’ematologo mi ha detto che potrebbe essere ematomacrosi (non ho ancora fatto il test generico per confermarlo) e che se permangono questi valori alti (circa 550 microgrammi/L) bisognerebbe fare un salasso. Glielo chiedo perché ho letto che con il favismo i globuli rossi hanno una vita più breve ed il ferro che viene messo in circolazione viene captato dalla ferritina e quindi è normale che risulti un valore maggiore. Grazie.

  • Giuseppe

    Salve dottore,

    grazie mille per il suo supporto.

    Ho 28 anni, ho g6pd ma a parte questo sono in perfetta salute le volevo chiedere

    1. Ho letto su vari siti (medicinaitalia) che i solfiti, o meglio ANIDRIDE SOLFOROSA E220 E228 che è presente in insaccati, vino e birra è da evitare, tuttavia non trovo alcun sito che spieghi il perchè.

    2.Mi piacciono molto i fagioli che mangio da sempre, anche sue piatti a pasto, devo ridurre?

    2. Pratico sport 1h 30 min di palestra per 3 giorni settimanali e due volte a settimana corro jogging 10 km per un ora.

    Ho letto sul sito istituzionale che è da evitare l’eccessivo sport per durata e intensità, secondo lei è corretto?

    http://www.g6pd.org/it/G6PDDeficiency-it/ResearchPapers-it/Ninfali_Luzzatto2012

    grazie mille

    • Buongiorno Giuseppe. Le autorità sanitarie francesi si sono espresse da tempo sulle restrizioni alimentari per chi ha il deficit di G6PD. I fagioli e gli alimenti contenenti solfiti non ne fanno parte.
      La reazione allo sforzo prolungato è individuale. In letteratura medica esistono autori che ritengono possibili sport intensi quando il livello di attività della G6PD è almeno del 15% rispetto ai valori normali. Stiamo però parlando di limiti che è saggio non sfidare mai, visto che una delle caratteristiche del deficit di G6PD è quella di potersi modificare nel corso della vita. La raccomandazione generica di evitare attività intense e prolungate è quindi pienamente giustificata.

  • Gianni

    Gentile Dottore,
    In merito a sport e intensità di sforzo secondo lei i fabici non possono effetuare corsa di fondo come la maratona?

    • Buongiorno Gianni. La maratona comporta senza dubbio un impegno intenso e prolungato. Pur praticata con successo da atleti carenti per il G6PD, la generica raccomandazione alla prudenza ha una valenza da tenere bene a mente perché una delle caratteristiche tipiche della malattia è quella di manifestarsi diversamente da soggetto a soggetto e di poter cambiare nelle diverse fasi della vita.

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