Favismo: ecco i farmaci da evitare

Da un recente lavoro dell'Istituto Superiore di Sanità una revisione dell'elenco delle sostanze e dei farmaci responsabili di crisi emolitiche nei soggetti affetti da carenza dell'enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD).

Il glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) è un enzima con un ruolo cruciale nel metabolismo energetico dei nostri globuli rossi. La sua carenza, in individui predisposti a causa di mutazioni genetiche sul cromosoma X, comporta la dissoluzione dei globuli rossi del sangue (anemia emolitica).

La variabilità delle mutazioni è responsabile di forme cliniche diverse, da quelle più severe (classe I) a quelle senza sintomi (classe V). Le principali manifestazioni cliniche del deficit di G6PD sono l’anemia emolitica acuta, l’anemia emolitica cronica non sferocitica (generalmente da varianti enzimatiche rare) e l’ittero neonatale.

L’anemia emolitica acuta si sviluppa solo in conseguenza di un fattore esterno scatenante. I fattori che possono provocare l’emolisi in coloro che hanno carenza di G6PD sono di diversa natura: infezioni, alcuni alimenti (fave fresche o secche), alcuni farmaci.

Le malattie infettive più spesso correlate con attacchi emolitici acuti sono la polmonite, l’epatite e la febbre tifoide, ma anche le infezioni virali delle vie respiratorie superiori o quelle gastrointestinali.

Il favismo è una malattia emolitica provocata dall’ingestione di fave, già conosciuta in tempi molto antichi da Pitagora e Ippocrate. La possibilità di una crisi emolitica dopo il solo contatto con le piante di fave o l’inalazione del polline è molto controversa ma l’ingestione del legume è certamente una causa di emolisi acuta.

L’associazione tra la somministrazione dei farmaci antimalarici e l’insorgenza di crisi emolitiche acute in alcuni soggetti sensibili è nota dagli anni ’30. Le conoscenze scientifiche di oggi permettono la comprensione dei meccanismi d’azione e l’identificazione dei farmaci da evitare.

Pur essendo di natura diversa, tutti i fattori scatenanti agiscono allo stesso modo: provocano uno stress ossidativo all’interno del globulo rosso. La malattia si manifesta improvvisamente, dopo 12-48 ore dal primo contatto con il fattore scatenante, con febbre, debolezza, colorito giallo intenso su fondo pallido della cute e delle mucose, urine giallo-arancione. Nei casi più gravi, dove circa la metà dei globuli rossi può venire distrutta, compaiono i segni del collasso cardiocircolatorio: respiro frequente e difficoltoso, polso rapido e debole, pressione arteriosa bassa.

Le crisi emolitiche devono essere prontamente gestite in ospedale. Le uniche attività terapeutiche sono le trasfusioni di globuli rossi e l’allontanamento dei fattori scatenanti.

In genere il deficit di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi non comporta disturbi e consente una vita perfettamente normale. I genitori dei bambini e i ragazzi stessi devono però essere ben informati sui fattori scatenanti. Le difficoltà più concrete, anche a causa di ampie variabilità individuali, riguardano soprattutto l’individuazione di sostanze e farmaci da evitare.

In un recente lavoro l’Istituto Superiore di Sanità ha effettuato una revisione dell’elenco dei farmaci con proprietà emolitica. L’elenco si articola in due tabelle: nella prima sono contenuti i principi attivi che presentano inconfutabilmente attività emolitica, altamente rischiosi per tutti i soggetti con deficit di G6PD; nella seconda sono elencate, invece, sostanze la cui attività emolitica è considerata solo possibile o dubbia. Alcune sostanze sono inserite in entrambe le tabelle in quanto diversi autori danno valutazioni discordanti. I riferimenti bibliografici specifici sono riportati nel lavoro.

Tabella 1 – Principi attivi di farmaci e altre sostanze che provocano emolisi nei soggetti con deficit di G6PD
Italiano Inglese
ACETANILIDE ACETANILIDE
ACIDO O-ACETILSALICILICO
(acido acetilsalicilico)
O-ACETYLSALICYLIC ACID
(acetylsalicylic acid)
ACIDO NALIDIXICO NALIDIXIC ACID
ACIDO PIPEMIDICO PIPEMIDIC ACID
ALDESOLFONE SODICO
(sulfoxone)
ALDESULFONE SODIUM
(sulfoxone)
ANTIPIRINA
(Fenazone)
ANTIPYRINE
(Fenazone)
ARSINA ARSINE
CARBUTAMIDE CARBUTAMIDE
CHININA QUININE
CIPROFLOXACINA CIPROFLOXACIN
CLORAMFENICOLO CLORAMPHENICOL
CLOROCHINA CHLOROQUINE
CLORURO DI TOLONIO
(blu di toluidina)
TOLONIUM CHLORIDE
(toluidine blue)
CO-TRIMOXAZOLO
DAPSONE DAPSONE
DIMERCAPROLO DIMERCAPROL
DOXORUBICINA DOXORUBICIN
ENOXACINA ENOXACINE
FENACETINA
(acetofenetidina)
PHENACETIN
(acetophenetidin)
FENAZOPIRIDINA PHENAZOPYRIDINE
2-FENILACETOIDRAZIDE
(acetilifenilidrazina)
2-PHENYLACETO HYDRAZIDE
(acetylphenylhydrazine)
FENILIDRAZINA PHENYLHYDRAZINE
FITOMENADIONE
(Vitamina K1)
PHYTOMENADIONE
FLUMEQUINA FLUMEQUINE
FURAZOLIDONE FURAZOLIDONE
GLIBENCLAMIDE GLIBENCLAMIDE
GLIBORNURIDE GLIBORNURIDE
GLICLAZIDE GLICLAZIDE
GLIMEPIRIDE GLIMEPIRIDE
GLIPIZIDE GLIPIZIDE
GLUCOSOLFONE GLUCOSOLFONE
2-idrossi-1,4-naftochinone
(Hennè)
2-hydroxy-1,4-naphthoquinone
(HENNA, LAWSONE)
IDROXICLOROCHINA HYDROXYCHLOROQUINE
LEVOFLOXACINA LEVOFLOXACIN
LOMEFLOXACINA LOMEFLOXACIN
MENADIOLO SODIO SOLFATO MENADIOL SODIUM SULFATE
MENADIONE
(menaftone, vitamina k3)
MENADIONE
(menaphtone)
MEPACRINA MEPACRINE
METAMIZOLO SODICO
(Novalgina)
METAMIZOLE SODIUM
METILTIONINIO CLORURO
(blu di metilene)
METHYLTIONINIUM CHLORIDE
(methylene blue)
MOXIFLOXACINA MOXIFLOXACIN
NAFTALENE, PURO
(naftalina)
NAFTALENE, PURE
(naphtalin)
2- NAFTOLO
(beta-naftolo)
2-NAPHTHOL
(beta-nafphol)
NIRIDAZOLO NIRIDAZOLE
NITRITO DI ISOBUTILE ISOBUTYL NITRITE
NITROFURAZONE NITROFURAL
NITROFURANTOINA NITROFURANTOIN
NORFLOXACINA NORFLOXACINE
OFLOXACINA OFLOXACIN
OSSIDASI, URATO
(Urato ossidasi)
OXIDASE, URATE
(urate oxidase, uricase)
PAMACHINA PAMAQUINE
PEFLOXACINA PEFLOXACINE
PENTACHINA PENTAQUINE
PRILOCAINA PRILOCAINE
PRIMACHINA PRIMAQUINE
PROBENECID PROBENECID
RASBURICASE RASBURICASE
STIBOFEN STIBOPHEN
SPIRAMICINA SPIRAMYCINE
SULFACETAMIDE SULFACETAMIDE
SULFADIAZINA SULFADIAZINE
SULFADIMIDINA SULFADIMIDINE
SULFADOXINA SULFADOXINE
SULFAFURAZOLO
(sulfofurazone, sulfisoxazolo)
SULFAFURAZOLE
(sulfafurazone, sulfisoxazolo)
SULFAGUANIDINA SULFAGUANIDINE
SULFAMETIZOLO SULFAMETHIZOLE
SULFAMETOXAZOLO
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
SULFAMETHOXAZOLE
SULFANILAMMIDE SULFANILAMMIDE
SULFAPIRIDINA SULFAPYRIDINE
SULFASALAZINA
(salazopirina)
SULFASALAZINE
(salazopyrin)
TIAZOSOLFONE THIAZOSULFONE
(thiazolesulfone)
2,4,6-TRINITROTOLUENE
(trinitrotoluene)
2,4,6-TRINITROTOLUENE
(trinitrotoluene)
TRIMETOPRIMA
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
TRIMETHOPRIM
Tabella 2. Principi attivi di farmaci ed altre sostanze segnalati come possibile o dubbia causa di emolisi con deficit di G6PD
Italiano Inglese
ESTRATTO DI ACALYPHA INDICA ACALYPHA INDICA EXTRACT
ACIDO O-ACETILSALICILICO
(acido acetilsalicilico)
O- ACETYLSALICYLIC ACID
(acetylsalicylic acid)
ACIDO P-AMINOSALICILICO P-AMINOSALICYC ACID
ACIDO ASCORBICO ASCORBIC ACID
ACIDO 4-AMMINOBENZOICO
(acido para-aminobenzoico)
4-AMINOBENZOIC ACID
(para-aminobenzoic acid)
ACIDO TIAPROFENICO TIAPROFENIC ACID
ALDESOLFONE SODICO
(Sulfoxone)
ALDESULFONE SODIUM
(sulfoxone)
AMINOPIRINA
(aminofenazolo)
AMINOPYRINE
(aminophenazole)
ANTIPIRINA
(Fenazone)
ANTIPYRINE
ANTAZOLINA
(antistina)
ANTAZOLINE
(antistine)
BENORILATO BENORILATE
BUPIVACAINA BUPIVACAINE
CARBASALATO CALCICO CARBASALATE CALCIUM
CHINIDINA QUINIDINE
CHININA QUININE
CLORAMFENICOLO CHLORAMPHENICOL
CLOROCHINA CHLOROQUINE
COLCHICINA COLCHICINE
DIETILAMMINA
(Voltaren)
DIETHYLAMINE
DIMENIDRINATO DIMENHYDRINATE
DIFENIDRAMINA
(Benadril)
DIPHENHYDRAMINE
DIMERCAPROLO DIMERCAPROL
DOPAMINA
(L-dopa)
DOPAMINE
(L-dopa)
DOXORUBICINA DOXORUBICIN
FENACETINA
(acetofenetidina)
PHENACETIN
(acetophenetidin)
FENILBUTAZONE PHENYLBUTAZONE
FENITOINA PHENYTOIN
FITOMENADIONE
(vitamina K1)
PHYTOMENADIONE
GLIBENCLAMIDE GLIBENCLAMIDE
IDROCHINIDINA DIHYDROQUINIDINE
ISONIAZIDE ISONIAZID
LEVODOPA LEVODOPA
MEFLOCHINA MEFLOQUINE
MENADIONE
(menaftone, vitamina k3)
MENADIONE
MENADIONE SODIO BISOLFITO
(vitamina K3 sodio bisolfito)
MENADIONE SODIUM BISULFITE
(vitaminic k3 sodium bisulfite)
MEPACRINA MEPACRINE
(quinacrine)
METILTIONINIO CLORURO
(blu di metilene)
METHYLTIONINIUM CHLORIDE
(methylene blue)
MONOSSIDO D’AZOTO NITROGEN MONOXIDE
SALICILATO DI MORFOLINA MORPHOLINE SALICILATE
PARACETAMOLO
(acetaminofen)
PARACETAMOL
(acetaminophen)
PIRIMETAMINA PYRIMETAMINE
PROBENECID PROBENECID
PROCAINAMIDE PROCAINAMIDE
PROGUANILE PROGUANIL
1,2 PROPANDIOLO PROPANE 1,2 DIOL
RASBURICASE RASBURICASE
STREPTOMICINA STREPTOMYCIN
SUCCIMERO SUCCIMER
SOLFACITINA SULFACYTINE
SULFADIAZINA SULFADIAZINE
SULFADIMIDINA SULFADIMIDINE
SULFAFURAZOLO
(sulfofurazone, sulfisoxazolo)
SULFAFURAZOLE
(sulfofurazone, sulfisoxazole)
SULFAGUANIDINA SULFAGUANIDINE
SULFAMERAZINA SULFAMERAZINE
SULFAMETOXAZOLO
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
SULFAMETHOXAZOLE
SULFAMETOXIPIRIDAZINA SULFAMETHOXYPYRIDAZINE
SULFASALAZINA
(salazopirina)
SULFASALAZINE
(salazopyrin)
TIAMFENICOLO THIAMPHENICOL
TRIESIFENIDILE
(benzexolo)
TRIHEXYPHENIDYL
(benzhexol)
TRIMETOPRIMA
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
TRIMETHOPRIM
TRINITRATO DI GLICERINA GLYCEROL TRINITRATE
TRIPELENNAMINA TRIPELENNAMINE

Fonte: ISS – Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi e farmaci (PDF 680 Kb)

Per altre informazioni: Associazione italiana favismo – deficit G6PD

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


1.473 commenti per Favismo: ecco i farmaci da evitare

  • Daniel

    Salve Dott., a causa del mio lavoro (analista chimico)utilizzo quotidianamente chinolina , fenolftaleina , sodio tetrafenilborato . volevo sapere se un contatto accidentale( cutaneo o aereo ) con queste sostanze può dare problemi.
    La ringrazio anticipatamente.

  • Michela

    Buongiorno , sono iscritta in un gruppo Fb di fabici , a leggere i post e i commenti un fabico dovrebbe vivere di sola aria ma depurata perché ci potrebbero essere i pollini ! Leggo che i fabici non possono donare sangue : mio padre è fabico totale ed è donatore Avis da tutta la vita ,i medici lo sanno .
    Io ho sempre mangiato tutto tranne le fave , non sono totale ma carente e addirittura un medico mi aveva detto che i carenti possono mangiare anche le fave perché comunque hanno parte di enzima , comunque sono vegana secondo la pagina fb non dovrei mangiare nessun legume ! Poi niente spinaci carciofi e un ‘ altra infinità di alimenti , non bere i succhi di frutta ecc ecc . Insomma la mia domanda è esistono studi scritti e certificati che avvalorano queste informazioni ? grazie

    • Salve Michela. Ne abbiamo parlato diverse volte. Sull’argomento esistono i pareri scientifici delle autorità sanitarie francesi (2006) e italiane (2008), ribaditi poi successivamente. Le raccomandazioni alimentari per tutti coloro che hanno un’attività della G6PD al di sotto dei valori normali sono chiare: non consumare fave cotte o crude, fresche o secche; non consumare bibite contenenti chinina; non eccedere con prodotti naturalmente ricchi o arricchiti (come alcuni succhi di frutta) di vitamina C, il cui limite nell’adulto è pari a 1 grammo al giorno (più di un chilo di kiwi). Si raccomanda inoltre di non consumare integratori alimentari contenenti vitamina C.
      Ogni altra restrizione alimentare appare priva di fondamento scientifico ed è in grado di peggiorare senza motivo la qualità della vita.
      Per le stesse autorità non esistono evidenze che l’inalazione di pollini sia in grado di causare crisi emolitiche.
      Per chi ha il deficit di G6PD non esistono infine controindicazioni assolute di natura scientifica o legislativa alla donazione di sangue. La decisione finale spetta di volta in volta al medico responsabile della selezione.

      • Michela

        Grazie Dottore , può indicarmi dove posso leggere i vari studi ? Può confermarmi perché le fave no mentre gli altri legumi no ? Per quanto riguarda il donare il sangue ho letto commenti del tipo che si mette a rischio la vita del ricevente , che è da delinquenti donare essendo fabici ecc , che la donazione può essere concessa solo in Sardegna ma non nel resto d ‘ Italia …..

        • Certamente Michela.

          Parere ANSES – Favisme. Présentation, travail de l’Anses et recommandations aux professionnels
          https://www.anses.fr/fr/content/favisme
          (legga il testo in PDF).

          Parere CNSA – Problematiche relative al favismo
          http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=1906

          Non trascuri il lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità citato come fonte di questo articolo (ne trova il link poco prima dei commenti).

          Per le donazioni di sangue può far riferimento al decreto 02 novembre 2015 del Ministero della Salute. Trova il testo della norma qui:
          http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=53728&articolo=7
          Secondo l’articolo 5, comma 1: “Il donatore di sangue e di emocomponenti deve essere adeguatamente valutato prima di ogni donazione, a tutela della salute del donatore stesso e a protezione della salute e sicurezza dei pazienti riceventi”.
          Al successivo articolo 7, commi 1 e 2, si legge anche che:
          “1. Il giudizio di idoneità, comprensivo della indicazione al tipo di donazione, è espresso dal medico responsabile della selezione ad ogni donazione e riportato nella cartella sanitaria del donatore, di cui all’Allegato II, parte F”.
          “2. Qualora si ravvisi la necessità di accettare il donatore in deroga ai criteri di esclusione disposti dal presente decreto, il medico responsabile della selezione esprime il giudizio di idoneità sulla base di appropriate e documentate valutazioni delle condizioni di rischio per il donatore stesso e del rapporto rischio-beneficio per il ricevente. Tali deroghe e le relative motivazioni devono essere documentate nella cartella sanitaria del donatore”.
          Quindi nulla vieta in modo assoluto al medico selezionatore di destinare la donazione di una persona con deficit di G6PD alle scorte di plasma.

  • Salvatore

    Buona sera dottore .
    Volevo delle info, siccome pratico sport in palestra e lavoro volevo sapere se chi è affetto da favismo può essere integratori alimentari come il polase e proteine .??
    Grazie per la gentile attenzione

    • Buongiorno Salvatore. Il Polase in bustine contiene polvere granulare di succo d’arancia o limone, che sono fonti di vitamina C, in quantità non dichiarata. Gli integratori di soli aminoacidi non rientrano nelle tabelle delle sostanze da evitare.
      Tenga conto, però, che sugli integratori circolano innumerevoli falsi miti: mentre possono esistere vantaggi per i professionisti sottoposti a diete restrittive per taluni nutrienti e periodi di dispendio energetico elevato, per tutti gli altri l’efficacia di questi prodotti è reale solo per il produttore o il venditore. Nella stragrande maggioranza dei casi in cui si è in salute e si osservi una comunissima dieta varia ed equilibrata, i tanti prodotti in commercio non offrono alcun vantaggio. Al contrario, gli aminoacidi possono aumentare il lavoro renale e non sempre le etichette sono esaurienti sul contenuto.
      Attenzione poi ai prodotti disponibili soprattutto online. Ne sono stati trovati con dietilammina, che può far male anche a chi non ha il favismo, o con altre sostanze potenzialmente tossiche o ritenute dopanti.
      Infine, la raccomandazione generica per chi ha il deficit di G6PD è di non praticare sport intensi per più di 45 minuti.

  • Gentile Dott. Pacifici,
    Sono la Presidente dell’Associazione Italiana Favismo (www.favismo.it)
    Vorrei insistere sulla pericolosità della donazione di sangue.
    Come si può leggere sul nostro sito, l’OMS, la Croce Rossa Internazionale, e l’associazione dei medici trasfusionisti, sconsigliano vivamente le trafusioni con sangue di persone affette dal Deficit di G6PD.
    Riporto qui il parere del Direttore Area Sanitaria e Sistemi Ispettivi (Director Medical Affairs & Blood Inspection System)del Centro Nazionale Sangue (National Blood Centre)
    Istituto Superiore di Sanità:

    >>Decreto Ministeriale 2 novembre 2015 pubblicato in Gazzetta ufficiale il 29 dicembre 2015.
    Questo recente decreto abroga tutti i precedenti di pertinenza sulla materia.

    – Articolo 4 commi 1 e 2: ogni donazione deve essere preceduta da una valutazione delle condizioni generali di salute del donatore e dall’accertamento dei requisiti fisici di idoneità; tali requisiti ricomprendono anche la misurazione dei valori di emoglobina pre-donazione.
    – Articolo 6 comma 1: ribadisce il controllo dei requisiti fisici ad ogni donazione e rimanda al dettaglio di questi nell’allegato IV parte A.
    – Articolo 7 comma 2: introduce il concetto di donazione in deroga rispetto ai criteri di selezione e/o ai requisiti fisici per motivi di necessità, che devono essere opportunamente documentati.
    – Allegato IV, Parte A, punto 1.6 e 1.7: sono definiti i criteri per accettare per la donazione di sangue soggetti eterozigoti per alfa o beta talassemia e soggetti portatori di emocromatosi.

    La normativa italiana non prevede quindi la donazione di sangue da parte di soggetti portatori di favismo.
    Sulla stessa linea sono le Linee Guida europee (Guide to the preparation, use and quality assurance of Blood Components, EDQM 18° edizione-2015).

    Anche quando la condizione di portatore non si associa a sintomatologia clinica evidente nel soggetto, la mutazione può determinare una ridotta sopravvivenza dei globuli rossi nel paziente che li riceve.
    La donazione non può inoltre essere accettata per la cattiva qualità dei globuli rossi in termini di sopravvivenza durante la conservazione, perché questa comunque potrebbe rappresentare un fattore favorente la precoce distruzione dei globuli rossi (basse temperature).<<

    Per qualsisi altra informazione siamo sempre a disposizione, anche attraverso la mailing List del nostro sito.
    Un cordiale saluto.
    Michela Calderaro

    • Gentile Presidente, grazie per il suo intervento. Sono informazioni puntuali che chiariscono quali attenzioni vengono poste oggi a protezione del donatore e del ricevente. Gli aspetti in gioco, però, sono anche altri.
      Una donazione di sangue può infatti realizzarsi mediante un prelievo di sangue intero o un prelievo di plasma. Quest’ultimo prevede la separazione delle due frazioni del sangue e la contestuale reimmissione nel donatore della componente corpuscolata insieme ai liquidi da reintegrare. È la plasmaferesi. Con questa modalità non si donano emazie.

      Dalla donazione di sangue mediante questa tecnica dipende la preparazione di farmaci indispensabili nella cura delle ustioni gravi o contro l’emofilia, il tetano, diverse malattie genetiche rare. Da un dono dipende quindi la vita di tutti noi.

      Chi ha il deficit di G6PD e intende donare il proprio sangue si mette in gioco più degli altri e merita incoraggiamento. Sarà poi il medico selezionatore a decidere. E ciò si realizza nel pieno rispetto della legge su tutto il territorio nazionale, pur con differenze operative tra i vari centri trasfusionali in ossequio alle necessità e ai protocolli locali.

      Sono certo che anche la sua associazione vorrà contribuire alla diffusione di queste informazioni.
      Un caro saluto e buon lavoro.

  • Giabbi

    Dottor Pacifici
    volevo ringraziarla per questo forum che da la posssibilità di avere delle risposte più esuaustive rispetto ad altre fonti su internet.
    Grazie veramente
    Gianni

  • Marco

    Buongiorno, mi scuso se insisto sull argomento.. Si parlava che l inalazione di pollini di fave nn causa crisi emolitica… La mia preoccupazione più grande è la farina di fave(lavoro sul campo di preparazione mangimi animali). Per inalazione si può andare incontro a problemi? Grazie, é importante.

    • Buongiorno Marco. Come le scrivevo qualche giorno fa, non abbiamo dati al riguardo. Ciò sembra coerente con quanto conosciamo su vicina e convicina, le sostanze contenute nelle fave: la loro trasformazione (e assorbimento) nei metaboliti tossici divicina e isouramile avverrebbe nel colon. *
      Speriamo che le ricerche in corso sulla detossificazione della farina di fave ci diano presto buone notizie!

      * Yannai S. & Marquardt R. R. Induction of favism‐like symptoms in the rat: Effects of vicine and divicine in normal and buthionine sulphoximine‐treated rats. J. Sci. Food Agr. 36, 1161–1168 (1985).

  • Marco

    Quindi in teoria solo per ingestione giusto? Da quanto leggo infatti sembrerebbe che tali sostanze contenute nelle fave solo metabolizzate dall l intestino farebbero effetto…
    Quindi dovrei proprio ingerire la farina perché questa mi provochi reazione… Respirando qualche particella verrebbe assimilata allo stesso modo o sono cose diverse?

  • Cinzia

    Buongiorno, tralasciando l’ampia polemica in corso sui vaccini, volevo sapere se ci sono componenti, anche secondarie, a rischio per chi è fabico.
    Mio figlio in realtà è già vaccinato, però dovrà fare dei richiami agli 11 anni e volevo sapere se ci sono controindicazioni.
    Grazie mille.
    Cinzia

  • Marco

    buonasera, dopo una visita specialistica orl mi è stato prescritto SINTREDIUS prednisolone sodio fosfato.
    Il principio attivo nn compare in lista. Posso assumerlo essendo cortisone? Grazie

  • Buonasera Marco. Sì, quel principio attivo non è tra quelli elencati.

  • Giordano

    Dott. Pacifici,
    ho notato l’equilibrio con il quale tratta la tematica della carenza del G6PD e della disponibilità da lei dimostrata nel rispondere in maniera sempre garbata e noi assetati di risposte. Prutroppo non esiste non solo in rete un altro supporto dispomibile come lei a rispondere anche a domande a volte banali. Prova ne sono le quasi 1500 domande a lei poste. Mi lasci dire che a differenza di altri, lei fa sentire il carente non una persona gravemente malata a prescindere (vedasi donazione del sangue) ma una persona che deve avere accortezza a detterminate cose. Mi perdoni se le faccio perdere tempo ma sentivo di esprimerle la mia gratitudine.

  • Sandra

    Gent. Dott. Pacifici,
    Mi risulta che chi è fabico non puó mangiare, oltre alle fave, anche piselli, soia, e mirtilli.
    Me lo conferma?
    Molte grazie, Sandra

  • Giancarlo

    Buonasera dottore, all’esito di una eco al pancreas devo fare una risonanza con contrasto e forse anche una tac con contrasto. Vorrei sapere se nonostante il favismo posso stare tranquillo perchè ho letto su alcuni centri non praticano risonanze o tac con contrasto a chi ha il favismo. Io informerò il centro ma devo adottare delle precauzioni? E comunque non credo di avere alternative per avere una diagnosi precisa.

    La ringrazio anticipatamente per la risposta
    Cordiali saluti
    giancarlo

    • Buongiorno Giancarlo. I mezzi di contrasto in uso oggi, a base di iodio o di gadolinio, non sono specificamente controindicati per chi ha il deficit di G6PD. Tra le reazioni avverse sono stati descritti casi di emolisi, che in genere è leggera e reversibile. Può talvolta essere un problema per chi già soffre di anemia. L’uso di prodotti a bassa osmolarità o isoosmolari è però in grado di ridurre ogni ipotetico rischio.
      Si affidi al medico con tranquillità: la valutazione viene sempre fatta caso per caso.

  • Cristian

    Buon pomeriggio Dottore, ieri sono arrivate le analisi di mia figlia, le riporto i valori:G.6-PDH ERITROCITARIA 0.5306 valori neonati: carente totale 0.00 -0.10 eterozigoti 0.10-0.95 normale >1.10.
    In sostanza dovrebbe essere portatrice…le chiedevo, un portatore può avere effetti indesiderati se assume un farmaco vietato ad un carente di g6pd, come ad esempio l’Acetanilide? La ringrazio in anticipo. Porgo distinti saluti

    • Buongiorno Cristian. Congratulazioni per la bimba!
      L’esame del sangue che misura l’attività della G6PD non predice cosa accadrà. Molti carenti, infatti, non hanno sintomi. Si può solo dire che più è basso il valore della G6PD, più è probabile che si abbiano sintomi in seguito all’esposizione ad uno stress ossidativo.
      Chiunque abbia risultati della G6PD al di sotto dei valori normali è carente e deve seguire tutte le raccomandazioni precauzionali. Per i neonati e i lattanti, principalmente:
      - evitare le fave nell’alimentazione (anche per la mamma se allatta al seno);
      - evitare l’esposizione alle sostanze elencate (in caso di febbre si può usare ibuprofene o paracetamolo ma solo ai dosaggi raccomandati per peso ed età e in accordo col medico curante);
      - fare tutte le vaccinazioni quando prescritte.

      Tenga conto che far vivere al proprio figlio una vita piena e normale è possibile.

  • Cristian

    Io dottore la ringrazio per la delucidazione, ora posso pure organizzarmi visto che persino il pediatra continua a dire che mia figlia e sana, ma solo portatrice.

  • Maria

    Dottore Buonasera, volevo chiederle se l’ingrediente ‘fibra vegetale’ in alcuni alimenti potrebbe dare problemi. Mio marito ha dato un wurstel al bambino e Non ha dato importanza a questo ingrediente. Grazie sempre

  • Maria

    Buonasera dottore, volevo chiederle se l’ingrediente fibra vegetale potrebbe dare problemi. Mio marito ha dato un wurstel al bambino senza dare importanza a questo ingrediente. Grazie sempre

    • Buonasera Maria. Quella dicitura è generica e non ci aiuta a capire l’origine dell’ingrediente. Sappia, tuttavia, che in letteratura medica non sono riportati casi di emolisi tra chi ha il deficit di G6PD in seguito al consumo di wurstel o salsicce in genere.

  • Marco

    Buonasera.
    Maneggiando x lavoro alimenti per animali uno di questi contiene menadione bisolfito nicotinamminico che sulle liste trovo col nome di menadione sodio bisolfitico. Credo si tratti della stessa sostanza o sbaglio?
    Nella lista sito favismo è segnalata rischio alto, in queste liste come dubbia…
    Posso incorrere in crisi respirando tale sostanza? Grazie

    • Salve Marco. Si tratta di due sostanze diverse.
      Il numero di registro del Chemical Abstract Service (CAS) è il 73581-79-0 per il menadione bisolfito nicotinammidico, che è un sale di due vitamine. È invece il 130-37-0 per il menadione sodio bisolfitico, che è un sale della vitamina K3.

      C’è un’altra cosa da considerare. Per il menadione sodio bisolfito, elencato in tabella, si hanno notizie di crisi emolitiche anche severe in neonati e donne in gravidanza non affetti da deficit di G6PD dopo somministrazione tramite iniezioni o infusioni a dosi elevate. Non sono noti eventi analoghi per via inalatoria.

  • Bea

    Buonasera Dottore,
    Vorrei sapere se, dato che mia figlia (32 anni) è affetta da favismo, può fare cure e se si in che cosa consistono per curare la fibromialgia.
    La ringrazio in anticipo per la sua risposta esaudiente come sempre.
    La saluto cordialmente
    Bea

    • Salve Bea. Le cure farmacologiche per contrastare la fibromialgia sono certamente possibili per chi ha il deficit di G6PD. Visto che le terapie non sono uguali per tutti, per sicurezza il medico farà bene a confrontare ciò che prescrive con le tabelle delle sostanze da evitare.

      Questo documento tecnico in PDF (allegato al parere 65/2015 del Consiglio Sanitario Regionale della Regione Toscana) esprime bene la complessità dei percorsi diagnostici e terapeutici per la fibromialgia:
      https://goo.gl/iQFYpX

      Una raccomandazione energica! È indispensabile affidarsi a un buon specialista in Reumatologia. Talvolta si legge invece di esami diagnostici e terapie a pagamento proposte da sedicenti luminari: possono nascondere bruttissime sorprese.

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