Favismo: ecco i farmaci da evitare

Da un recente lavoro dell'Istituto Superiore di Sanità una revisione dell'elenco delle sostanze e dei farmaci responsabili di crisi emolitiche nei soggetti affetti da carenza dell'enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD).

Il glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) è un enzima con un ruolo cruciale nel metabolismo energetico dei nostri globuli rossi. La sua carenza, in individui predisposti a causa di mutazioni genetiche sul cromosoma X, comporta la dissoluzione dei globuli rossi del sangue (anemia emolitica).

La variabilità delle mutazioni è responsabile di forme cliniche diverse, da quelle più severe (classe I) a quelle senza sintomi (classe V). Le principali manifestazioni cliniche del deficit di G6PD sono l’anemia emolitica acuta, l’anemia emolitica cronica non sferocitica (generalmente da varianti enzimatiche rare) e l’ittero neonatale.

L’anemia emolitica acuta si sviluppa solo in conseguenza di un fattore esterno scatenante. I fattori che possono provocare l’emolisi in coloro che hanno carenza di G6PD sono di diversa natura: infezioni, alcuni alimenti (fave fresche o secche), alcuni farmaci.

Le malattie infettive più spesso correlate con attacchi emolitici acuti sono la polmonite, l’epatite e la febbre tifoide, ma anche le infezioni virali delle vie respiratorie superiori o quelle gastrointestinali.

Il favismo è una malattia emolitica provocata dall’ingestione di fave, già conosciuta in tempi molto antichi da Pitagora e Ippocrate. La possibilità di una crisi emolitica dopo il solo contatto con le piante di fave o l’inalazione del polline è molto controversa ma l’ingestione del legume è certamente una causa di emolisi acuta.

L’associazione tra la somministrazione dei farmaci antimalarici e l’insorgenza di crisi emolitiche acute in alcuni soggetti sensibili è nota dagli anni ’30. Le conoscenze scientifiche di oggi permettono la comprensione dei meccanismi d’azione e l’identificazione dei farmaci da evitare.

Pur essendo di natura diversa, tutti i fattori scatenanti agiscono allo stesso modo: provocano uno stress ossidativo all’interno del globulo rosso. La malattia si manifesta improvvisamente, dopo 12-48 ore dal primo contatto con il fattore scatenante, con febbre, debolezza, colorito giallo intenso su fondo pallido della cute e delle mucose, urine giallo-arancione. Nei casi più gravi, dove circa la metà dei globuli rossi può venire distrutta, compaiono i segni del collasso cardiocircolatorio: respiro frequente e difficoltoso, polso rapido e debole, pressione arteriosa bassa.

Le crisi emolitiche devono essere prontamente gestite in ospedale. Le uniche attività terapeutiche sono le trasfusioni di globuli rossi e l’allontanamento dei fattori scatenanti.

In genere il deficit di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi non comporta disturbi e consente una vita perfettamente normale. I genitori dei bambini e i ragazzi stessi devono però essere ben informati sui fattori scatenanti. Le difficoltà più concrete, anche a causa di ampie variabilità individuali, riguardano soprattutto l’individuazione di sostanze e farmaci da evitare.

In un recente lavoro l’Istituto Superiore di Sanità ha effettuato una revisione dell’elenco dei farmaci con proprietà emolitica. L’elenco si articola in due tabelle: nella prima sono contenuti i principi attivi che presentano inconfutabilmente attività emolitica, altamente rischiosi per tutti i soggetti con deficit di G6PD; nella seconda sono elencate, invece, sostanze la cui attività emolitica è considerata solo possibile o dubbia. Alcune sostanze sono inserite in entrambe le tabelle in quanto diversi autori danno valutazioni discordanti. I riferimenti bibliografici specifici sono riportati nel lavoro.

Tabella 1 – Principi attivi di farmaci e altre sostanze che provocano emolisi nei soggetti con deficit di G6PD
Italiano Inglese
ACETANILIDE ACETANILIDE
ACIDO O-ACETILSALICILICO
(acido acetilsalicilico)
O-ACETYLSALICYLIC ACID
(acetylsalicylic acid)
ACIDO NALIDIXICO NALIDIXIC ACID
ACIDO PIPEMIDICO PIPEMIDIC ACID
ALDESOLFONE SODICO
(sulfoxone)
ALDESULFONE SODIUM
(sulfoxone)
ANTIPIRINA
(Fenazone)
ANTIPYRINE
(Fenazone)
ARSINA ARSINE
CARBUTAMIDE CARBUTAMIDE
CHININA QUININE
CIPROFLOXACINA CIPROFLOXACIN
CLORAMFENICOLO CLORAMPHENICOL
CLOROCHINA CHLOROQUINE
CLORURO DI TOLONIO
(blu di toluidina)
TOLONIUM CHLORIDE
(toluidine blue)
CO-TRIMOXAZOLO
DAPSONE DAPSONE
DIMERCAPROLO DIMERCAPROL
DOXORUBICINA DOXORUBICIN
ENOXACINA ENOXACINE
FENACETINA
(acetofenetidina)
PHENACETIN
(acetophenetidin)
FENAZOPIRIDINA PHENAZOPYRIDINE
2-FENILACETOIDRAZIDE
(acetilifenilidrazina)
2-PHENYLACETO HYDRAZIDE
(acetylphenylhydrazine)
FENILIDRAZINA PHENYLHYDRAZINE
FITOMENADIONE
(Vitamina K1)
PHYTOMENADIONE
FLUMEQUINA FLUMEQUINE
FURAZOLIDONE FURAZOLIDONE
GLIBENCLAMIDE GLIBENCLAMIDE
GLIBORNURIDE GLIBORNURIDE
GLICLAZIDE GLICLAZIDE
GLIMEPIRIDE GLIMEPIRIDE
GLIPIZIDE GLIPIZIDE
GLUCOSOLFONE GLUCOSOLFONE
2-idrossi-1,4-naftochinone
(Hennè)
2-hydroxy-1,4-naphthoquinone
(HENNA, LAWSONE)
IDROXICLOROCHINA HYDROXYCHLOROQUINE
LEVOFLOXACINA LEVOFLOXACIN
LOMEFLOXACINA LOMEFLOXACIN
MENADIOLO SODIO SOLFATO MENADIOL SODIUM SULFATE
MENADIONE
(menaftone, vitamina k3)
MENADIONE
(menaphtone)
MEPACRINA MEPACRINE
METAMIZOLO SODICO
(Novalgina)
METAMIZOLE SODIUM
METILTIONINIO CLORURO
(blu di metilene)
METHYLTIONINIUM CHLORIDE
(methylene blue)
MOXIFLOXACINA MOXIFLOXACIN
NAFTALENE, PURO
(naftalina)
NAFTALENE, PURE
(naphtalin)
2- NAFTOLO
(beta-naftolo)
2-NAPHTHOL
(beta-nafphol)
NIRIDAZOLO NIRIDAZOLE
NITRITO DI ISOBUTILE ISOBUTYL NITRITE
NITROFURAZONE NITROFURAL
NITROFURANTOINA NITROFURANTOIN
NORFLOXACINA NORFLOXACINE
OFLOXACINA OFLOXACIN
OSSIDASI, URATO
(Urato ossidasi)
OXIDASE, URATE
(urate oxidase, uricase)
PAMACHINA PAMAQUINE
PEFLOXACINA PEFLOXACINE
PENTACHINA PENTAQUINE
PRILOCAINA PRILOCAINE
PRIMACHINA PRIMAQUINE
PROBENECID PROBENECID
RASBURICASE RASBURICASE
STIBOFEN STIBOPHEN
SPIRAMICINA SPIRAMYCINE
SULFACETAMIDE SULFACETAMIDE
SULFADIAZINA SULFADIAZINE
SULFADIMIDINA SULFADIMIDINE
SULFADOXINA SULFADOXINE
SULFAFURAZOLO
(sulfofurazone, sulfisoxazolo)
SULFAFURAZOLE
(sulfafurazone, sulfisoxazolo)
SULFAGUANIDINA SULFAGUANIDINE
SULFAMETIZOLO SULFAMETHIZOLE
SULFAMETOXAZOLO
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
SULFAMETHOXAZOLE
SULFANILAMMIDE SULFANILAMMIDE
SULFAPIRIDINA SULFAPYRIDINE
SULFASALAZINA
(salazopirina)
SULFASALAZINE
(salazopyrin)
TIAZOSOLFONE THIAZOSULFONE
(thiazolesulfone)
2,4,6-TRINITROTOLUENE
(trinitrotoluene)
2,4,6-TRINITROTOLUENE
(trinitrotoluene)
TRIMETOPRIMA
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
TRIMETHOPRIM
Tabella 2. Principi attivi di farmaci ed altre sostanze segnalati come possibile o dubbia causa di emolisi con deficit di G6PD
Italiano Inglese
ESTRATTO DI ACALYPHA INDICA ACALYPHA INDICA EXTRACT
ACIDO O-ACETILSALICILICO
(acido acetilsalicilico)
O- ACETYLSALICYLIC ACID
(acetylsalicylic acid)
ACIDO P-AMINOSALICILICO P-AMINOSALICYC ACID
ACIDO ASCORBICO ASCORBIC ACID
ACIDO 4-AMMINOBENZOICO
(acido para-aminobenzoico)
4-AMINOBENZOIC ACID
(para-aminobenzoic acid)
ACIDO TIAPROFENICO TIAPROFENIC ACID
ALDESOLFONE SODICO
(Sulfoxone)
ALDESULFONE SODIUM
(sulfoxone)
AMINOPIRINA
(aminofenazolo)
AMINOPYRINE
(aminophenazole)
ANTIPIRINA
(Fenazone)
ANTIPYRINE
ANTAZOLINA
(antistina)
ANTAZOLINE
(antistine)
BENORILATO BENORILATE
BUPIVACAINA BUPIVACAINE
CARBASALATO CALCICO CARBASALATE CALCIUM
CHINIDINA QUINIDINE
CHININA QUININE
CLORAMFENICOLO CHLORAMPHENICOL
CLOROCHINA CHLOROQUINE
COLCHICINA COLCHICINE
DIETILAMMINA
(Voltaren)
DIETHYLAMINE
DIMENIDRINATO DIMENHYDRINATE
DIFENIDRAMINA
(Benadril)
DIPHENHYDRAMINE
DIMERCAPROLO DIMERCAPROL
DOPAMINA
(L-dopa)
DOPAMINE
(L-dopa)
DOXORUBICINA DOXORUBICIN
FENACETINA
(acetofenetidina)
PHENACETIN
(acetophenetidin)
FENILBUTAZONE PHENYLBUTAZONE
FENITOINA PHENYTOIN
FITOMENADIONE
(vitamina K1)
PHYTOMENADIONE
GLIBENCLAMIDE GLIBENCLAMIDE
IDROCHINIDINA DIHYDROQUINIDINE
ISONIAZIDE ISONIAZID
LEVODOPA LEVODOPA
MEFLOCHINA MEFLOQUINE
MENADIONE
(menaftone, vitamina k3)
MENADIONE
MENADIONE SODIO BISOLFITO
(vitamina K3 sodio bisolfito)
MENADIONE SODIUM BISULFITE
(vitaminic k3 sodium bisulfite)
MEPACRINA MEPACRINE
(quinacrine)
METILTIONINIO CLORURO
(blu di metilene)
METHYLTIONINIUM CHLORIDE
(methylene blue)
MONOSSIDO D’AZOTO NITROGEN MONOXIDE
SALICILATO DI MORFOLINA MORPHOLINE SALICILATE
PARACETAMOLO
(acetaminofen)
PARACETAMOL
(acetaminophen)
PIRIMETAMINA PYRIMETAMINE
PROBENECID PROBENECID
PROCAINAMIDE PROCAINAMIDE
PROGUANILE PROGUANIL
1,2 PROPANDIOLO PROPANE 1,2 DIOL
RASBURICASE RASBURICASE
STREPTOMICINA STREPTOMYCIN
SUCCIMERO SUCCIMER
SOLFACITINA SULFACYTINE
SULFADIAZINA SULFADIAZINE
SULFADIMIDINA SULFADIMIDINE
SULFAFURAZOLO
(sulfofurazone, sulfisoxazolo)
SULFAFURAZOLE
(sulfofurazone, sulfisoxazole)
SULFAGUANIDINA SULFAGUANIDINE
SULFAMERAZINA SULFAMERAZINE
SULFAMETOXAZOLO
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
SULFAMETHOXAZOLE
SULFAMETOXIPIRIDAZINA SULFAMETHOXYPYRIDAZINE
SULFASALAZINA
(salazopirina)
SULFASALAZINE
(salazopyrin)
TIAMFENICOLO THIAMPHENICOL
TRIESIFENIDILE
(benzexolo)
TRIHEXYPHENIDYL
(benzhexol)
TRIMETOPRIMA
Componente del Co-trimossazolo (trimetoprima e sulfametoxazolo)
TRIMETHOPRIM
TRINITRATO DI GLICERINA GLYCEROL TRINITRATE
TRIPELENNAMINA TRIPELENNAMINE

Fonte: ISS – Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi e farmaci (PDF 680 Kb)

Per altre informazioni: Associazione italiana favismo – deficit G6PD

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


935 commenti per Favismo: ecco i farmaci da evitare

  • Enrico

    Buonasera Dottore,
    volevo sapere se ci sono delle aree geografiche o zone particolari nelle quali è sconsigliato viaggiare a chi è affetto da G6PD (parziale) a causa della necessità di fare vaccini preventivi o profilassi in caso si contraggano malattie.
    La ringrazio.

  • Matteo

    Buon giorno dottore,
    torno a disturbarla per avere chiarito un dubbio.
    Io sono G6PD carente e tale condizione mi è stata trasmessa – ovviamente – da mia madre, la quale, oggi settantunenne, ha sempre mangiato fave e assunto farmaci proibiti ai fabici, senza mai manifestare alcun sintomo della patologia.
    I medici ci hanno sempre detto che mia madre è “portatrice sana” e che non ha il favismo e non può andare incontro a crisi emolitiche perché sul cromosoma X con il gene mutato per il G6PD prevale l’altro cromosoma X contenente il corrispondente gene normale.
    L’altro giorno, tuttavia, un biologo sosteneva che è meglio che mia madre eviti di mangiare fave perché avendo lei un cromosoma X con il gene mutato per il G6PD non è “sana” e, pertanto, non si può escludere che tale cromosoma, in presenza di fattori di rischio, possa determinare il manifestarsi della malattia.
    E’ vero? E’ possibile una cosa del genere? Io so che il cromosoma X contenente il gene con la carenza per il G6PD è recessivo rispetto al gene sano e che quindi non può mai prevalere su di esso?
    La ringrazio sin d’ora per la cortese risposta che vorrà darmi.

    • Bentornato Matteo. La modalità con cui la malattia si esprime è un po’ più complessa. La trasmissione legata al sesso e il fenomeno del mosaicismo (che si mantiene nel tempo) sono riportati nel documento dell’Istituto Superiore di Sanità. Lo scarichi, è una lettura interessante. Il link è in fondo all’articolo.
      Aggiungo una considerazione generale. Spesso non si è affatto sicuri se una donna è fabica o portatrice. La maggior parte delle persone con il deficit di G6PD, infatti, mangia fave senza alcun problema. Un piccolo prelievo di sangue per misurare l’attività della G6PD può aiutare a capire come stanno realmente le cose. Stabilito questo, ci si può orientare meglio e adottare le precauzioni del caso oppure no. Al momento non sono raccomandate restrizioni dietetiche per le portatrici.
      I biologi e le loro attività di ricerca ci stanno svelando un mondo di meraviglie. Forse sarebbe comunque il caso di lasciare ancora ai medici qualche considerazione clinica.

  • Giancarlo79

    Buongiorno dottore, mi è stato prescritto l’amoxicillina per la tosse. Non mi pare ci siano controindicazioni per i fabici vero? Grazie.

  • nina

    buona sera dottore , nel 2012 ho avuto una crisi emolitica, dalle analisi sono risultata favica,ho 55 anni e nn ho mai saputo di esserlo.In questo periodo ho dei problemi hai denti che devo curare, ma nn trovo un dentista che li curi perchè nn sanno quali medicine posso assumere,La ringrazio della sua attenzione,Aspetto sue notizie grazie

  • sandro

    buonasera dottore,mi è stato prescritto Voltfast 50 mg dicoflenac,sono fabico posso assumerlo?grazie!

  • livio

    Buongiorno riguardo al fluimucil antibiotico da 500 ci sono controindicazioni…grazie

    • Buongiorno Livio. Il tiamfenicolo, ovvero il principio attivo del Fluimucil antibiotico, è presente in tabella 2 per via di precauzioni d’uso non confermate successivamente. Dai dati della letteratura medica e delle attività di farmacovigilanza emerge che non esiste un rischio identificato di emolisi nei soggetti G6PD carenti.

  • Foryou

    Salve dottore volevo chiederle quali sono e quali non sono le bevande alcoliche da poter bere, e non, avendo il favismo. Grazie.

  • Ivan

    Salve dottore,
    vorrei sapere se noi fabici possiamo mangiare la quinoa senza problemi.
    Grazie mille

  • Matteo

    Buongiorno gentile dottore, ho da poco fatto l’esame l’esame genetico da cui è emerso che sono affetto dalla “variante Mediterranea” della carenza-G6PD.
    Dalle ricerche che ho effettuato ho letto che questa tipologia di variante comporta un’attività enzimatica molto inferiore (ossia quasi assente) rispetto alla norma.
    Ciò posto, vorrei però sapere da Lei quale esame esiste per misurare in concreto l’attività enzimatica e quindi la funzionalità della mia G6PD, tenuto conto che questo dato non è fornito dal dosaggio della G6PD,che esprime un valore meramente quantitativo della presenza dell’enzima, nè dal test genetico, che indica se sussiste oppure no la mutazione genica.
    Le chiedo quindi la cortesia di indicarmi il nome esatto dell’esame in questione di modo che possa farlo.
    Come sempre La ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà darmi e Le porgo distinti saluti,

    • Bentornato Matteo. Spero di riuscire a interpretare bene le Sue perplessità. Se così non fosse, mi corregga.
      Riscontrare una variante associata a carenza e, al contempo, verificare un’attività enzimatica più alta di come era attesa non è una stranezza assoluta. Si ritiene che l’attività dell’enzima possa essere sostenuta in tutto o in parte anche da altri geni vicarianti, di cui però non abbiamo dettagli.
      Dal punto di vista pratico cambia poco: persone con una condizione come la Sua corrono meno rischi di altre ma devono comunque seguire le precauzioni del caso nel corso di tutta la vita.

  • Matteo

    Gentile dottore,
    certamente sono stato poco chiaro nel formulare la domanda e quindi cerco di spiegarmi meglio.
    Avendo fatto il dosaggio ematico della G6PD so qual è, da un punto di vista quantitativo, la carenza dell’enzima.
    Inoltre, grazie all’esame genetico, so di avere la “variante Mediterranea”, la quale, generalmente, comporta un’attività dell’enzima ridotta al 10% circa rispetto ad una G6PD normalmente funzionante.
    Ciò premesso, poichè vorrei accertare qual è il livello di funzionalità enzimatica della mia G6PD, ossia in che misura essa è attiva (al 5%, al 10%, al 15% o non so che), Le chiedevo di indicarmi l’esame da fare per misurare, sotto il profilo funzionale, l’attività enzimatica.
    Cordialità.

    • Buongiorno Matteo. Il valore in percentuale non si ottiene da uno specifico esame di laboratorio ma è calcolato. È sufficiente moltiplicare per 100 il valore di attività della G6PD e dividere il risultato per il valore minimo di riferimento.

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