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Molti non sanno di aver avuto un piccolo ictus

di Massimo Pacifici, 17 aprile 2010 @ 11:28 In Area pubblica | 21 Commenti

In uno studio britannico sull’ictus più di due terzi dei pazienti non erano consapevoli di aver subito un ictus minore e quasi un terzo ha richiesto assistenza medica con più di 24 ore di ritardo.

Ischemia cerebrale

Molti studi hanno concentrato la loro attenzione sugli ictus maggiori, ma pochi hanno esaminato la consapevolezza dei pazienti nel caso di ictus minori. Uno studio [1] pubblicato on line tre giorni fa sulla rivista Stroke ha indagato i comportamenti dei pazienti colpiti da TIA o da ictus minore, evidenziando il frequente mancato riconoscimento dei sintomi e il ritardo nel richiedere l’assistenza medica.

Sorprendentemente, le persone di tutte le classi demografiche – senza distinzione di età, sesso, istruzione e condizione socio-economica – hanno mostrato una generale mancanza di consapevolezza su come riconoscere un ictus. Lo ha dichiarato Arvind Chandratheva, ricercatore presso la Stroke Prevention Research Unit dell’Università di Oxford nel Regno Unito.

Nello studio i ricercatori hanno analizzato 1.000 pazienti nel Regno Unito (età media di 73 anni), di cui 459 colpiti da attacchi ischemici transitori (TIA) e 541 da un ictus minore.

L’ictus minore è stato definito come deficit minimale basato sulla scala dell’ictus del NIH [2]. Il TIA, a volte conosciuto come un “mini-ictus”, si verifica quando un coagulo di sangue ostruisce temporaneamente un’arteria e blocca il flusso di sangue al cervello. TIA e ictus minori in genere non causano danni permanenti, ma il trattamento precoce è fondamentale per prevenire la possibilità di un ictus con deficit neurologico permanente e un esito devastante.

I ricercatori, esaminando i fattori che causano ritardi nell’adozione di un trattamento tempestivo, hanno rilevato che:

  • Il 68% dei pazienti con TIA e il 69% dei pazienti con ictus minore non conosceva la causa dei loro sintomi.
  • Solo il 47% dei pazienti con TIA e il 46% dei pazienti con ictus minore ha richiesto cure mediche entro tre ore, l’intervallo temporale dall’esordio dell’ictus in cui la terapia trombolitica offre maggiore efficacia.
  • 67% dei pazienti con TIA e il 74% dei pazienti con ictus minore ha richiesto cure mediche entro 24 ore. I pazienti con TIA meno propensi a chiamare i servizi d’emergenza erano quelli che non avevano correttamente riconosciuto i propri sintomi.
  • Il 77% dei pazienti si è per prima cosa rivolto al proprio medico di famiglia invece di richiedere cure mediche d’emergenza.
  • Il 30% dei pazienti con ictus ricorrente non ha chiesto tempestivamente l’assistenza medica.

Questi dati «indicano una mancanza di consapevolezza pubblica che il TIA è un’emergenza medica», ha detto Chandratheva.

Secondo i ricercatori, i pazienti con TIA hanno richiesto assistenza medica con maggior ritardo in caso di assenza di disturbi motori o della parola e di sintomi di breve durata. Il ritardo è stato più ampio anche quando i sintomi si sono manifestati durante il fine settimana, nei periodi festivi o in vacanza. I risultati suggeriscono la necessità di una maggiore educazione pubblica.

Secondo le statistiche [3] dell’American Heart Association l’ictus è il killer numero 3 e una delle principali cause di disabilità grave negli Stati Uniti. Circa il 15% degli ictus sono preceduti da un TIA, che è un importantissimo fattore di rischio per un ictus grave. Negli Stati Uniti il TIA può interessare fino a mezzo milione di persone all’anno.

Per gli autori di questo studio i medici di base possono svolgere un ruolo attivo nell’educare i pazienti ma dovrebbero disporre di un protocollo per riferire i pazienti ad alto rischio di TIA direttamente ai servizi ospedalieri specialistici, le Stroke Unit, dove poter effettuare subito la valutazione e il trattamento.

Chandratheva A, Lasserson DS, Geraghty OC, Rothwell PM. Population-Based Study of Behavior Immediately After Transient Ischemic Attack and Minor Stroke in 1000 Consecutive Patients. Lessons for Public Education. Stroke, 2010; DOI: 10.1161/STROKEAHA.109.576611 [4]

di Massimo Pacifici
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Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.



21 Commenti (Apri | Chiudi)

21 Commenti su "Molti non sanno di aver avuto un piccolo ictus"

#1 Pingback Molti non sanno di aver avuto un TIA o un piccolo ictus, 17 aprile 2010 @ 15:05

[...] Vai a vedere articolo:  Molti non sanno di aver avuto un TIA o un piccolo ictus [...]

#2 tatiana, 29 giugno 2012 @ 15:04

Ciao a tutti,
molti non sasnno di aver avuto un TIA ma penso che sia mlto piu grave che un medico non ne riconosca i sintomi e anxi li sottovaluti,magari confondendoli con stress o ansia somatizzata!!!!
un saluto a tutti

#3 Massimo Pacifici, 29 giugno 2012 @ 23:35

Sì, purtroppo può succedere anche questo. C’è da dire che alle volte la diagnosi non è facile: il medico deve sempre tenerlo presente.

#4 Bea, 10 aprile 2015 @ 14:28

Salve dottore, le scivo perché ieri sono stata portata in pronto soccorso perché avevo problemi visivi e formicolii al braccio dx e alla guancia dx. Dopo tac e risonanza ,esami del sangue e visita neurologica, mi è stato detto che ho avuto una Tia. Mi hanno prescritto la cardioaspirina,oltre ad altri innumerevoli esami.
Volevo chiederle per quanto riguarda il lavoro (lavoro in un supermercato) posso riprenderlo tra quanto? Devo avere delle accortezze?

La ringrazio in anticipo per la sua premura e celerità nel rispondere e le porgo i miei saluti.

Bea

#5 Massimo Pacifici, 10 aprile 2015 @ 15:09

Buon pomeriggio Bea. Mi dispiace leggere della Sua brutta esperienza. Allora… un po’ di riposo è ovviamente necessario perché dovrà fare gli accertamenti. Sappia che non esiste una durata dell’astensione dal lavoro uguale per tutti. In base alle risposte, durante la visita di controllo il neurologo potrà darle il consiglio migliore.
Le precauzioni che deve avere adesso sono quelle di seguire le prescrizioni e i consigli dietetici del medico, buttare le sigarette e controllare la pressione. Non si spaventi per la quantità di esami che dovrà affrontare: capire a fondo la situazione è un passo decisivo per vivere una vita lunga e serena.
Nei primi tempi capita di avere degli attacchi d’ansia. Nel caso, si affidi presto al medico perché sottovalutarli può rendere più lento il loro allontanamento.

#6 Roberta, 29 settembre 2015 @ 23:08

Buonasera ho un’ipocausia all’orecchio sx e acufeni, un dolore che va dal dente del giudizio all’orecchio al collo. Ho fatto un rmn con contrasto alle orecchie nulla, all’arteria frontale mi hanno diagnosticato un infarto ischemico acuto, andata dal neurologo mi ha detto che non ne avevo le caratteristiche e che x lui seppure era un evento abbastanza esteso e che al 99.99% poteva essere una vecchia ischemia, o una ciste e di ripetere una Rmn con calma dopo un mese. Ora mi chiedo un paio di settimane prima del rmn ero confusa stanca non riuscivo a parlare xche era faticoso per me, ma no difficile, mi stancavo avevo un sonno incredibile, potrebbe essere stato un ictus, oppure mesi prima x tre settimane dopo un forte dolore ho avuto la minima a 120 la max 180, e mi faceva malissimo la testa potrebbero essere sintomi di ictus?

#7 Massimo Pacifici, 30 settembre 2015 @ 12:57

Salve Roberta. Un evento anatomicamente esteso ha spesso sintomi estesi, eclatanti. Detto questo, è davvero difficile darLe un parere concreto. Anche l’esame clinico, cioè la visita medica specialistica, può lasciare dei dubbi, seppur minimi. In questi casi si procede per fasi, passo dopo passo, e l’effettuazione di una seconda risonanza potrà offrire allo specialista e soprattutto a Lei la conferma che ci si attende.
Attenda con fiducia e stia bene.

#8 Ale, 8 dicembre 2015 @ 18:27

Salve dottore,faccio parte di quelli che hanno avuto prima il Tia e dopo qualche mese ictus. Non ho capito da me cosa mi succedesse.Ho telefonato al medico di base, che mi ha dato il numero cellulare del suo sostituto, essendo lui in ferie.Questo medico ha detto “sarà il caldo perché è stata un’estate particolarmente calda.” Mi sono rimasti problemi al braccio sn e gamba sn. Qualcosina anche nella memoria, veramente.Disfagia, anche se non grave.Ora mi trovo ad avere problemi per avere i”giorni di malattia”. Il medico dice che non spetta a lui darli. La neurologa dice che li deve dare il medico di base. CHE COSA NE PENSA? Grazie.

#9 Massimo Pacifici, 8 dicembre 2015 @ 19:42

Buonasera Ale. Mi dispiace leggere delle Sue difficoltà.
Il medico di famiglia formula una prognosi (i giorni di malattia) in base alla relazione medica dello specialista neurologo. In questo periodo deve essere avviato un programma di riabilitazione. In più, su richiesta dell’interessato predispone la documentazione per il riconoscimento dell’invalidità civile.
Può trovare informazioni sui diritti su [13]

#10 Ale, 8 dicembre 2015 @ 20:46

La ringrazio molto per aver risposto così velocemente.Cosa posso fare visto che il medico di base pretende che la neurologa specifichi anche il numero di giorni?

#11 Massimo Pacifici, 8 dicembre 2015 @ 21:33

Gentile Ale, in casi del genere la collaborazione tra specialista e medico di famiglia è auspicabile. Talvolta, però, ognuno pensa a sé e non a chi ha davanti.
Avere un congruo periodo di malattia è un diritto che non può essere ostacolato. Siccome presumo che Lei non abbia né modo né voglia di tornare dalla neurologa, dica senza mezzi termini al Suo medico che non può metterla in ulteriori difficoltà.

#12 Ale, 8 dicembre 2015 @ 22:06

Si infatti domani non sarà facile per me dover lottare di nuovo col mio medico. Non riesco a difendermi molto perché questa improvvisa novità drll’ictus mi ha stressato e a volte piango e poi vado avanti.Un altro medico di base dice che è troppo presto per tornare al lavoro ma non può prendermi come paziente perché dice di essere già pieno…La commissione per invalidita’ civile mi ha visto il 30/09. Non avevo ancora però la diagnosi di leucoencefalopatia.Adesso ho tutti i risultati delle analisi da cui risulta una mutazione in un gene di un enzima che regola la fluidità del sangue e mi causa le molte ischemie che hanno visto con le risonanze a tor Vergata.Devo ripetere esami dell’omocisteina e quelli delle autoimmuni. Questi esami insieme a quelli del liquor ci hanno messo 40 giorni ad arrivare.Lo stress è dovuto anche al fatto che avrei saputo se si trattava di malattie che riguardano la guaina dei nervi. Il medico per farmi capire mi disse “malattie simili alla SLA”.Nel referto indicavano la Folina da prendere oltre al plavix ma il medico di base non legge questi fogli. Sembra che non sia compito suo. Sembra che io abbia avuto un’influenza o una stupidaggine, per lui.

#13 Massimo Pacifici, 8 dicembre 2015 @ 23:41

Gentile Ale, si faccia coraggio e non tema: con una diagnosi di ictus ha la ragione dalla Sua.
E poi, come ben sa, il rapporto tra il medico e gli assistiti non può che basarsi sulla fiducia. Se la fiducia viene meno è meglio cambiare subito.

#14 orietta, 26 aprile 2016 @ 12:22

Salve ho 45 anni ho fatto un tia il 14 febbraio e poi successivamente un ictus ischemica a livello parentale senza lesioni per tornare al lavoro sono un oss che mansioni posso fare,visto che mi hanno messo anche il loop recovery per controllare meglio il cuore?

#15 Massimo Pacifici, 27 aprile 2016 @ 12:39

Buongiorno Orietta. Il tema dell’idoneità al lavoro è delicato e occorre una valutazione complessa che su internet non è corretto sintetizzare.
Prima di tutto, però, legga “Il giudizio di idoneità alla mansione espresso dal medico competente” su Superabile.it:
[14]

#16 cinzia, 30 dicembre 2016 @ 03:54

gentile Dottore, mia figlia 23enne è rincasata ieri sera, dopo una lunga giornata di lavoro, dicendo di aver avuto intorpidimento agli arti, problemi di vista (come se fosse stata flashata da fari), intorpidimento di metà faccia, problemi a parlare e mal di testa alla parte posteriore del capo. Ha cenato perché affamata e pian piano i sintomi si sono sopiti, il mal di testa è passato alla parte frontale del capo ed è rimasto il freddo agli arti. Ha preso una tachipirina 500 e si è coricata. Sarei corsa subito al pronto soccorso se non fosse che soffre di emicranie da diversi anni che si presentano circa ogni 3/4 mesi senza un fattore scatenante preciso (anche se ho notato che è più facile le abbia nei periodi di stress), non ha mai avuto aura prima, o almeno non ha mai avuto problemi visivi. inoltre io è la sorella gemella abbiamo episodi di emicrania
con aura e, io da ragazzina, ho avuto emicranie proprio con questi sintomi a cui però seguiva il vomito (anche mio padre aveva lo stesso problema). Si è alzata alle 3 per far pipì e l’ho fatta parlare e muovere e tutto sembra normale, ma sono preoccupata. potrebbe trattarsi di ictus ed io sto sottovalutando le cose? lei vuole andare al lavoro domani, ma io sono contraria e la porterei dal medico… potrei avere un suo parere?

#17 Massimo Pacifici, 30 dicembre 2016 @ 18:06

Salve Cinzia. Variazioni nella sintomatologia sono possibili e normali. Tuttavia, per assoluta sicurezza un mal di testa che si presenta con caratteristiche nuove dovrebbe essere valutato dal medico.

#18 cinzia, 31 dicembre 2016 @ 07:53

Grazie Dottore. Siamo infatti state al pronto soccorso dove hanno confermato un’emicrania con aura. Ci hanno anche detto di fare accertamenti diagnostici nel caso si ripresenti questo tipo di episodio. Il medico di base ha prescritto Maxalt (non ricordo se si scrive così) al bisogno.
Grazie di nuovo e buon anno!

#19 Massimo Pacifici, 2 gennaio 2017 @ 18:39

Buon anno nuovo a Lei e a Sua figlia.

#20 Daniele, 26 novembre 2017 @ 09:27

Buon giorno….la faccio breve…ho sofferto di vertigini 2 anni fa per circa 1 mese…..poi scompare tutto per 2 anni.
A Luglio 2017 ricompaiono i sintomi….vertigini forti stanchezza dopo il sintomo ecc ecc…..Visite fatte: Otorino, audiologa, dicono presunta vertigine parossistica…..ma presunta perche non riescono ad indurmela…..io non mollo….faccio Eco Dopler , esami del sangue 2 volte, e una Morfologica della cervicale.( e li sembra ci sia qualcosa e inizio con un fisioterapista)……..Intanto faccio anche una TAC………dopo 4 mesi mi prende anche ansia e mi sto aiutando con Xanax ( dato dal medico)………..dalla tac viene fuori una piccola Ombra mi fanno ieri la RIsonanza magnetica e dicono che ho subito una piccola ischemia in tempi recenti. Ora devo vedere un Neurologo…….. HO 45 anni e un ottimo fisico sportivo……fumo……sono sempre iperattivo e facile all’incazzatura veloce…….in gioventù ho fatto uso di sostanze per qualche anno…………Che consigli mi da nell’immediato?

#21 Massimo Pacifici, 26 novembre 2017 @ 17:26

Salve Daniele. Se ho compreso bene, non sono stati individuati chiari segni di ostruzione in un’arteria.
In attesa dello specialista, a cui poi chiederà anche per lo Xanax e il fumo, i consigli sono tutt’altro che semplici da mettere in pratica: eviti di andare “fuori giri” (per i nervi, il cibo, il bere, il fumo, ecc.), cerchi di dormire meglio che può e acquisti un apparecchio automatico per la misurazione della pressione arteriosa. Lo usi spesso, talvolta anche più volte al giorno, e si annoti i risultati: avrà meno ansia e risultati mediamente più attendibili.
Sembra tutto molto banale – e noioso – ma è quanto appare utile in situazioni come quella che ha descritto per non sovraccaricare il circolo arterioso cerebrale.
Si abitui all’idea di dover prendere farmaci a lungo termine e che forse non potrà scalare subito l’Everest. Ma soprattutto abbia fiducia!


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URLs in questo articolo:

[1] Uno studio: http://stroke.ahajournals.org/cgi/content/abstract/STROKEAHA.109.576611v1

[2] scala dell’ictus del NIH: http://nihss-neurosapienza.trainingcampus.net/uas/modules/trees/windex.aspx

[3] Secondo le statistiche: http://prontosoccorso.eumed.org/area-professionale/943/nuove-linee-guida-per-gli-attacchi-ischemici-transitori-tia-cerebrali/

[4] 10.1161/STROKEAHA.109.576611: http://dx.doi.org/10.1161/STROKEAHA.109.576611

[5] Image: http://prontosoccorso.eumed.org/author/mc7176/

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[14] : http://superabile.it/web/it/Home/La_scheda/info1076096332.html

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