Ecstasy rischiosa per i giovani in buona salute

Secondo uno studio britannico l’ecstasy (MDMA) uccide più facilmente le persone giovani, sane, che non usano regolarmente droghe rispetto ad altre sostanze psicostimolanti.

Le anfetamine (un termine generico che include sia le anfetamine che le metanfetamine) e l’ecstasy figurano tra le sostanze illecite più frequentemente utilizzate in Europa. Il termine ecstasy si riferisce a sostanze sintetiche chimicamente correlate alle anfetamine ma differenti da queste per gli effetti prodotti.

Uno studio sulle morti per droga in Gran Bretagna tra il 1997 e il 2007 ha rilevato che l’ecstasy causa decessi soprattutto in individui giovani e più sani rispetto a quelli deceduti per anfetamine.

Fabrizio Schifano dell’Università di Hertfordshire, che ha condotto lo studio, in un intervista telefonica riportata da alcune agenzie di stampa ha detto che i suoi risultati sono preoccupanti perché sembrano dimostrare per i più giovani, il gruppo di età più soggetto al consumo, una particolare vulnerabilità. «Questa è una grande preoccupazione per la salute pubblica», ha affermato.

Schifano ha utilizzato i dati del National Programme on Substance Abuse Deaths database e del The British Crime Survey. Nello studio [1] pubblicato sulla rivista Neuropsychobiology sono riportate 832 persone decedute in seguito all’assunzione di anfetamine e metanfetamine come speed o crystal meth nel corso del periodo di studio di 11 anni, mentre sono stati 605 i decessi correlati al consumo di ecstasy. Le morti per ecstasy sono risultate più comuni in soggetti giovani, sani e non noti come consumatori di droga. Questi dati sono ancora più significativi e preoccupanti se consideriamo che l’ecstasy è più a buon mercato di altri psicostimolanti ed è meno diffusa [2]: le stime sulla produzione globale sono di 72-137 tonnellate di ecstasy contro 230-640 di anfetamine e metanfetamine insieme.

Schifano sostiene che i giovani di età compresa tra i 16 a 24 anni vanno incontro più facilmente a conseguenze estreme dopo l’assunzione di ecstasy ma non è chiaro il perché. «L’ecstasy e le anfetamine sono molto simili, fanno parte dello stesso gruppo farmacologico – ha detto Schifano – ma l’ecstasy sembra mostrare una tossicità intrinseca superiore a quello delle anfetamine». Potrebbe essere il cervello dei soggetti giovani, ancora in via di sviluppo all’età di 16-17 anni, ad essere più vulnerabile agli effetti del farmaco.

L’ecstasy è attualmente classificata in Gran Bretagna, insieme a eroina e cocaina, come una delle droghe più pericolose.

Bibliografia

  1. Schifano F, Corkery J, Naidoo V, Oyefeso A, Ghodse H. Overview of Amphetamine-Type Stimulant Mortality Data – UK, 1997-2007. Neuropsychobiology. 2010 Jan 29;61(3):122-130.
  2. EMCDDA2009 Annual report on the state of the drugs problem in Europe.

Vedi anche: Morire in discoteca ma con ritmo: gli arresti cardiaci nei giovani.

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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