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	<title>Commenti a: Morire in discoteca ma con ritmo: gli arresti cardiaci nei giovani</title>
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	<description>La guida per tutti alle piccole e alle grandi urgenze mediche</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Sep 2010 09:29:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Criel</title>
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		<dc:creator>Criel</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:31:44 +0000</pubDate>
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		<description>Lieto di leggerti qui.
Il malore e la perdita di coscienza sono condizioni alle quali ognuno di noi, come infortunato o come soccorritore occasionale, risponde progressivamente in maniera individuale. Di sicuro non è necessario solo prestare aiuto ma anche saperlo chiedere per se e per gli altri.
La deresponsabilizzazione è diffusissima in tutti i campi della nostra vita e per certi versi è anche presente nei team medici di pronto soccorso quando non c&#039;è una gerarchia ben definita ma non è un male ineluttabile. Un&#039;organizzazione sociale normale, solo che lo volesse, potrebbe facilmente promuovere lo sviluppo di un&#039;etica della responsabilità personale un po&#039; meno individualista di quello che si vede in giro.

Quando ci renderemo conto che la cultura della sicurezza e la responsabilità personale sono tra le cose più &lt;em&gt;cool&lt;/em&gt; della nostra vita?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lieto di leggerti qui.<br />
Il malore e la perdita di coscienza sono condizioni alle quali ognuno di noi, come infortunato o come soccorritore occasionale, risponde progressivamente in maniera individuale. Di sicuro non è necessario solo prestare aiuto ma anche saperlo chiedere per se e per gli altri.<br />
La deresponsabilizzazione è diffusissima in tutti i campi della nostra vita e per certi versi è anche presente nei team medici di pronto soccorso quando non c&#8217;è una gerarchia ben definita ma non è un male ineluttabile. Un&#8217;organizzazione sociale normale, solo che lo volesse, potrebbe facilmente promuovere lo sviluppo di un&#8217;etica della responsabilità personale un po&#8217; meno individualista di quello che si vede in giro.</p>
<p>Quando ci renderemo conto che la cultura della sicurezza e la responsabilità personale sono tra le cose più <em>cool</em> della nostra vita?</p>
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	<item>
		<title>Di: Mappe di subecumene</title>
		<link>http://prontosoccorso.eumed.org/area-pubblica/3325/morire-in-discoteca-ma-con-ritmo-gli-arresti-cardiaci-nei-giovani/comment-page-1/#comment-644</link>
		<dc:creator>Mappe di subecumene</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 06:46:00 +0000</pubDate>
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		<description>Esiste una accertata relazione inversa tra il tempo del primo soccorso e il numero degli astanti: più è affollato il posto in cui avviene l&#039;incidente e più passa tempo prima che qualcuno prenda un&#039;iniziativa efficace.

Ciò è dovuto al fenomeno della &quot;riprova sociale&quot;, per cui in presenza di altre persone regoliamo il nostro comportamento su quello che fanno gli altri, e ciò ha un effetto inibente su tutti. Ecco perché è particolarmente pericoloso sentirsi male in un luogo affollato come una discoteca: è più probabile che i singoli individui si sentano deresponsabilizzati.

Questo spiega anche quei video atroci in cui vediamo la gente che passa accanto a persone riverse a terra senza prestare soccorso, e che a torto attribuiamo a indifferenza o egoismo.

Per questo è anche bene che la persona che ha bisogno di aiuto lo chieda assai esplicitamente prima di perdere coscienza, rivolgendosi alla persona più vicina e magari puntandogli il dito contro, per chiarire che ce si sta rivolgendo proprio a lei. Tipicamente, per lo stesso meccanismo della &quot;riprova sociale&quot;, appena una persona interviene intervengono anche le altre invertendo l&#039;iniziale inerzia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste una accertata relazione inversa tra il tempo del primo soccorso e il numero degli astanti: più è affollato il posto in cui avviene l&#8217;incidente e più passa tempo prima che qualcuno prenda un&#8217;iniziativa efficace.</p>
<p>Ciò è dovuto al fenomeno della &#8220;riprova sociale&#8221;, per cui in presenza di altre persone regoliamo il nostro comportamento su quello che fanno gli altri, e ciò ha un effetto inibente su tutti. Ecco perché è particolarmente pericoloso sentirsi male in un luogo affollato come una discoteca: è più probabile che i singoli individui si sentano deresponsabilizzati.</p>
<p>Questo spiega anche quei video atroci in cui vediamo la gente che passa accanto a persone riverse a terra senza prestare soccorso, e che a torto attribuiamo a indifferenza o egoismo.</p>
<p>Per questo è anche bene che la persona che ha bisogno di aiuto lo chieda assai esplicitamente prima di perdere coscienza, rivolgendosi alla persona più vicina e magari puntandogli il dito contro, per chiarire che ce si sta rivolgendo proprio a lei. Tipicamente, per lo stesso meccanismo della &#8220;riprova sociale&#8221;, appena una persona interviene intervengono anche le altre invertendo l&#8217;iniziale inerzia.</p>
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	<item>
		<title>Di: M. Pacifici</title>
		<link>http://prontosoccorso.eumed.org/area-pubblica/3325/morire-in-discoteca-ma-con-ritmo-gli-arresti-cardiaci-nei-giovani/comment-page-1/#comment-633</link>
		<dc:creator>M. Pacifici</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 08:57:22 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;abbiamo ulteriormente incrementato il tasso di sopravvivenza dal 26% al 40%&lt;/blockquote&gt;

Ciao Roman Burkart. Magnifico! Dove?
Una precisazione non riportata nell&#039;articolo: i dati della letteratura si riferiscono alla sopravvivenza a 1 mese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>abbiamo ulteriormente incrementato il tasso di sopravvivenza dal 26% al 40%</p></blockquote>
<p>Ciao Roman Burkart. Magnifico! Dove?<br />
Una precisazione non riportata nell&#8217;articolo: i dati della letteratura si riferiscono alla sopravvivenza a 1 mese.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Roman Burkart</title>
		<link>http://prontosoccorso.eumed.org/area-pubblica/3325/morire-in-discoteca-ma-con-ritmo-gli-arresti-cardiaci-nei-giovani/comment-page-1/#comment-632</link>
		<dc:creator>Roman Burkart</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:54:43 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti all&#039;autore per la tempestività (il caso di riferimento è del 17 c.m.) e per la competenza espressa nel testo che è assolutamente lineare, di facile comprensione e adeguatamente supportato scientificamente (bibliografia). Per sottolineare quanto scritto posso citarvi la nostra esperienza, dove una adeguata distribuzione dei mezzi di soccorso e una rete di first responder (sopratutto laici con DAE), abbiamo ulteriormente incrementato il tasso di sopravvivenza dal 26% al 40%.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti all&#8217;autore per la tempestività (il caso di riferimento è del 17 c.m.) e per la competenza espressa nel testo che è assolutamente lineare, di facile comprensione e adeguatamente supportato scientificamente (bibliografia). Per sottolineare quanto scritto posso citarvi la nostra esperienza, dove una adeguata distribuzione dei mezzi di soccorso e una rete di first responder (sopratutto laici con DAE), abbiamo ulteriormente incrementato il tasso di sopravvivenza dal 26% al 40%.</p>
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