La ricomparsa della rabbia silvestre in Italia

Il nostro Paese era considerato libero dalla malattia dal 1997.

La volpe è uno dei principali serbatoi della malattia. Le attuali conoscenze scientifiche permettono di sfatare credenze ormai superate e inutili allarmismi.

La volpe è uno dei principali serbatoi della malattia. Le attuali conoscenze scientifiche su questo magnifico animale permettono di sfatare credenze ormai superate e inutili allarmismi.

Il 10 ottobre 2008 un uomo, nei pressi della sua abitazione a Gniva di Resia (Udine), è stato aggredito e morsicato agli arti inferiori da una volpe. Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Gemona del Friuli ha prestato le prime cure all’infortunato, lo ha giudicato guaribile in 3 giorni e ha inviato la notifica di morso di animale al dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria 3 Alto Friuli.

La volpe, dal comportamento inusuale e probabilmente proveniente dai confini della vicina Slovenia, è stata abbattuta da un soccorritore ed inviata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie per le indagini. L’esito di positività per la rabbia è giunto agli Uffici del Servizio Veterinario il giorno 17 ottobre. Nei confronti della persona morsicata è stata immediatamente attivata la procedura di profilassi post-contagio con la vaccinazione.

Il 27 ottobre un’altra volpe, trovata morta nell’area di Venzone (Udine) a 12 km del luogo del ritrovamento della prima, è risultata positiva per rabbia.

Dal 1997 l’Italia era considerata libera da questa malattia e i protocolli regionali in caso di morso di animale non prevedevano più la profilassi antirabbica. Il primo focolaio è apparso nel territorio italiano a seguito dell’evolversi dell’epidemia che interessa Slovenia e Croazia. Nel corso del 2009 l’epidemia si è diffusa in direzione Sud-Ovest, comprendendo la province di Udine, Pordenone e Trieste, fino ai casi più recenti riscontrati nella provincia di Belluno lungo l’arco alpino.

La maggior parte dei casi ha interessato gli animali selvatici. Secondo gli ultimi dati, diffusi il 17 dicembre 2009, sono state colpite 63 volpi, che rappresentano il principale serbatoio della malattia, 3 tassi e 1 capriolo. Sono stati riscontrati positivi anche 3 cani di proprietà e 1 asino.

Le autorità veterinarie nazionali e locali hanno messo in atto le misure sanitarie necessarie al controllo della diffusione della malattia. Nell’Ordinanza Ministeriale del 26 novembre 2009, sono stati disposti i seguenti provvedimenti:

  • obbligo di vaccinazione antirabbica (almeno ventuno giorni prima dell’arrivo e da non oltre undici mesi) dei cani e altri animali da compagnia sensibili, come i gatti e i furetti, al seguito di persone che si recano anche solo temporaneamente nelle zone interessate (nel territorio della regione Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Belluno e di altri territori della regione Veneto e delle province autonome di Trento e Bolzano a rischio di contagio);
  • obbligo di vaccinazione dei cani di proprietà e degli animali domestici sensibili condotti al pascolo nelle zone interessate;
  • limitazione della circolazione dei cani ivi inclusi quelli utilizzati nella pratica venatoria;
  • campagne di vaccinazione orale delle volpi, mediante vaccino addizionato a specifiche esche distribuite sul territorio interessato dalla malattia e in un’ampia zona di protezione circostante;
  • intensificazione del monitoraggio degli animali selvatici nel territorio.

Nei prossimi articoli faremo il punto su questa temibile malattia e su cosa fare per proteggerci.

Articoli correlati:

Fonti:

Foto: stelosa

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


3 commenti per La ricomparsa della rabbia silvestre in Italia

  • La ricomparsa della rabbia silvestre in Italia…

    Dal 1997 l’Italia era considerata libera da questa malattia e i protocolli regionali in caso di morso di animale non prevedevano più la profilassi antirabbica. Il primo focolaio è apparso nel territorio italiano a seguito dell’evolversi dell’ep…

  • Aggiornamento
    16.03.2010 – Gatto positivo alla rabbia graffia un Vigile del Fuoco.

    La rabbia continua a suscitare nuove problematiche e questa volta è un felino il motivo di preoccupazione dei sanitari. In Friuli l`animale, trovato positivo alla grave patologia, ha graffiato un Vigile del Fuoco, sottoposto a prevenzione insieme ai proprietari. Possiamo affermare che il problema dei gatti è un nuovo fronte della patologia, sia per il numero non irrilevante di casi manifestatisi in questa epidemia e soprattutto perchè i gatti rappresentano il doppio dei contagiati dei cani (8 contro 4).
    Certamente influisce su questo dato la maggiore indipendenza dei felini domestici rispetto ai cani (più facili da controllare), (…)

    Continua a leggere su: Sivelp News

  • Aggiornamento
    28.04.2010 – La situazione epidemiologica in Italia

    Dal 2008 a oggi sono stati diagnosticati 244 casi di rabbia in animali, di cui 56 in Friuli Venezia Giulia, 184 in Veneto e 4 nella Provincia autonoma di Trento.

    Continua a leggere su: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

Lascia un commento

  

  

  

Questo sito usa i Gravatar, Avatar Globalmente Riconosciuti. Se hai registrato il tuo indirizzo email con questo servizio, la tua icona personale apparirà vicino al testo del tuo commento.

Puoi usare questi tag HTML.

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>