In una relazione per il Parlamento europeo gli esperti della campagna Action for Stroke Prevention illustrano la necessità di un’azione coordinata e urgente per la prevenzione.
Con un costo stimato di 38 miliardi di Euro all’anno, l’impatto economico e sulla salute dell’ictus sembra destinato a crescere come il numero di persone affette da fibrillazione atriale: si prevede un aumento di due volte e mezzo entro il 2050. L’onere economico per i pazienti colpiti da ictus è pari al 2-3 per cento della spesa sanitaria totale dell’Unione europea e la fibrillazione atriale è responsabile del 15-20 per cento di tutti gli ictus ischemici.
Secondo la relazione «Questo onere aumenterà nei prossimi anni a causa del miglioramento della sopravvivenza dei pazienti con patologie quali gli attacchi cardiaci e dell’invecchiamento della popolazione europea».
Per Gregory Lip, cardiologo e professore di medicina cardiovascolare all’Università di Birmingham, molti ictus sono prevenibili ma le diagnosi inadeguate di fibrillazione atriale, così come il sotto utilizzo dei farmaci, finiscono per determinare conseguenze inutili e gravose sui pazienti, i familiari e i sistemi sanitari.
La fibrillazione atriale, la forma più comune di anomalia del ritmo cardiaco, colpisce più di sei milioni di persone in Europa e aumenta il rischio di ictus di cinque volte. Nella fibrillazione atriale le due cavità superiori del cuore tremano, invece di battere correttamente, causando un ristagno di sangue e la possibile formazione di coaguli. I coaguli possono frammentarsi, entrare in circolo e ostruire un’arteria cerebrale causando l’ictus. I pazienti possono assumere farmaci anticoagulanti o fluidificanti del sangue per prevenire la formazione di coaguli.
L’ictus è un problema cardiovascolare comune e uccide circa 5,7 milioni di persone in tutto il mondo ogni anno. Secondo il rapporto, i dati recenti indicano che il numero di ictus all’anno nell’Unione europea aumenterà da 1,1 milioni nel 2000 a 1,5 milioni nel 2025.
Action for Stroke Prevention, un’unione di cardiologi, neurologi, medici di famiglia e gruppi di pazienti, ha esortato i responsabili politici dell’UE a migliorare la valutazione del rischio di ictus e la diagnosi di fibrillazione atriale prima che la crescente frequenza di ictus diventi «una grave crisi di salute pubblica».

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