Il vaccino per l’influenza: sperimentazione, Guillain-Barré e altri spettri

Dal commento di una lettrice a un articolo precedente, il punto della situazione sulla sperimentazione del vaccino e l’aggressività della malattia.

Da Vaccino per l’influenza A/H1N1: l’OMS e la sicurezza dello squalene:

Manuela

4 dicembre 2009 alle 20:11

Ottima informazione, ma che sia chiaro che nessuno può affermare né che il vaccino è sicuro, né che non lo è.

La raccomandazione OMS sul post-marketing infatti è la solita: sorveglianza e raccolta di dati.

A proposito della sindrome di Guillaume Barré, di cui si dice che sono sciocchezze:

Extensive studies and data analysis of influenza vaccines have only found a well established causal association with the 1976 vaccine that contained an H1N1 swine-influenza-like virus. No other clear association has been found with either seasonal or other pandemic influenza vaccines.

(per chi non sa l’inglese, dice che è stata provata l’associazione tra la sindrome e il vaccino del 76)

Questo è solo per dire che può capitare, e che gli effetti collaterali di qualsiasi farmaco si conoscono DOPO la sperimentazione.

The reason why GBS developed in association with that specific vaccine has never been firmly established. The potential for the development of a similar risk with future vaccines can never be totally excluded. However, pandemic influenza vaccines are manufactured according to established standards, and are similar to recent well-studied influenza vaccines that have shown no association with GBS.

(non sappiamo perché è successo e non possiamo escludere che ricapiti)

Surveillance after vaccines have been sold (post-marketing surveillance) is being conducted to look for potential developments of serious adverse events. Safety monitoring systems are an integral part of strategies for the implementation of the new pandemic influenza vaccines.

(stiamo controllando, com’è prassi, per verificare se si presentano eventi avversi gravi)

Non è mia intenzione fare dell’allarmismo, solo sottolineare che non è possibile affermare con certezza né una cosa, né l’altra.

E’ mia opinione che il clamore su questo vaccino sia dovuta alla forte spinta mediatica al vaccino e alle ipotesi catastrofiste, contrapposte al fatto che l’influenza si mostra poco aggressiva.

Questo,sommato agli scandali italiani legati alla sanità e alla scarsa fiducia sull’etica delle multinazionali.

Personalmente, mi spaventano i piani sulle vaccinazioni obbligatorie in caso di emergenza, perché l’idea di non essere padrona del mio corpo mi mette in allarme.

FONTI: oms

http://www.who.int/csr/disease/swineflu/frequently_asked_questions/vaccine_preparedness/safety_approval/en/index.html

Orientarsi sul terreno della letteratura scientifica per la sindrome di Guillain-Barré (GBS) è decisamente complesso e questo, in una materia ancora indefinita, ha lasciato spazio a interpretazioni a volte ampiamente manipolate. In un notissimo lavoro pubblicato sul JAMA (The Journal of the American Medical Association) [1] nel 1980 si avanzò l’ipotesi di una possibile correlazione tra GBS e la vaccinazione anti-influenzale in USA del 1976, quando circolò un nuovo virus di origine suina (HswN1). Gli autori stessi che trent’anni fa esaminarono i dati di gruppi di pazienti in Ohio non sembrarono, tuttavia, pienamente d’accordo e citarono elementi discordanti nel gruppo che elaborò i dati. L’atteggiamento conclusivo fu, quindi, di natura prudenziale.

Il testo dell’OMS riproduce questo atteggiamento e credo sia apprezzabile, quanto meno per le intenzioni generali, ma è utile ricordare che una correlazione non è un rapporto di causa-effetto. L’OMS dice anche (non lo si legge nei commenti della lettrice), che i vaccini per l’influenza pandemica sono preparati secondo gli standard e sono simili agli altri vaccini per l’influenza, i quali non hanno mostrato associazione con la sindrome di Guillain-Barré.

L’OMS non si ferma qui. In una nota del 19 novembre scorso afferma che i vaccinati nel mondo sono 65 milioni, che non ci sono differenze di sicurezza tra i diversi vaccini usati e che tutti i dati di farmacovigilanza sul vaccino pandemico corrispondono all’eccellente profilo di sicurezza dei vaccini per l’influenza stagionale, usati da più di 60 anni [2].

Sulla paura del vaccino e sulla sindrome di Guillain-Barré ho già espresso il mio punto di vista [3]: grazie alle nuove acquisizione della ricerca, possiamo attenderci 1-2 casi (3-4 casi secondo alcuni) di sindrome di Guillain-Barré ogni milione di vaccinati – è l’incidenza naturale della malattia, quella che avverrebbe comunque – contro circa 3 casi su 10.000 per infezioni da Campylobacter, Citomegalovirus, Epstein-Barr virus, Haemophilus influenzae e Micoplasma pneumonie. Per alcuni autori il rischio di contrarre la sindrome di Guillain-Barré dopo l’influenza è ben 18 volte maggiore. Secondo questi dati il rischio dopo la vaccinazione è talmente minimo da poter essere considerato nullo. Anzi, la vaccinazione anti-influenzale dimostra un effetto protettivo.

Il vaccino contro l’influenza pandemica è da considerarsi uguale a quello mock up, sperimentato come tutti gli altri vaccini stagionali. Lo confermano non solo l’OMS ma anche gli organi di controllo sanitario di tutto il mondo e le società scientifiche [4]. Del resto, lo confermano anche le specifiche valutazioni sperimentali in letteratura e le attività di farmacovigilanza in corso [5-6]. Negare questa evidenza, come spesso si sente dire, nel migliore dei casi è semplicemente immotivato.

Fino a poche settimane fa, con buona parte della popolazione non immunizzata e non protetta dal rischio di complicanze, senza dover richiamare ingenuamente ipotesi da libro o film di fantascienza, era realisticamente aperto ogni scenario. Anche adesso, forse con le idee un po’ più chiare e le curve di diffusione della nuova influenza in calo, i virologi di tutto il mondo azzardano per la influenza pandemica e l’influenza stagionale solo ipotesi in qualche caso anche fortemente contrastanti.

Un altro punto delicato da considerare è se questa nuova influenza abbia una bassissima aggressività, come si sente ripetutamente dire, o no. I dati di alcune settimane fa ci mostrano una mortalità attuale (certificata per il virus influenzale) del 1,3% a livello mondiale mentre si attesta allo 0,4% nei Paesi dell’Unione Europea e dell’EFTA e al 0,0039% in Italia [7]. I numeri indicano la percentuale di vittime in rapporto al totale dei malati di nuova influenza. A parte la evidente disparità di questi dati, forse per metodi di rilevazione non omogenei, in realtà avremo indicazione della effettiva aggressività di questa pandemia solo con la valutazione della mortalità in eccesso. Negli USA, mediamente ogni anno, si stima una mortalità in eccesso attribuibile all’influenza di 25.000-30.000 persone (secondo alcuni autori anche molto di più) [8] contro una media di 1.163 decessi certificati con l’accertamento del virus (come si sta facendo in queste settimane) [9]. In un lavoro pubblicato ieri on line [10], dati limitati di due città statunitensi (New York e Milwaukee) indicano una mortalità dello 0.048%. Secondo le valutazioni del team di Marc Lipsitch dell’Harvard University, muore 1 persona su 2000 con i sintomi dell’influenza e la mortalità in eccesso potrebbe attestarsi anche ai 29.000 casi, prendendo in esame l’oscillazione massima. Una mortalità, quindi, decisamente più mite rispetto alle altre pandemie degli ultimi 100 anni ma di poco inferiore a quella dell’influenza stagionale. Oggi, in Italia, stiamo paragonando i circa 8.000 decessi in eccesso attribuibili ogni anno all’influenza stagionale con i 114 decessi certificati causati dal nuovo virus A(H1N1)v [11]: è una valutazione grossolana e fuorviante. Farsi due conti è un esercizio inutile ma concettualmente ci aiuta a capire che la realtà è diversa da come ci appare e da come molto spesso ci viene comunicata. Sapremo la verità solo dopo uno o forse due anni dalla fine, quando non farà più notizia.

In questi mesi il dibattito (forse dovrei dire la propaganda anti-scientifica) si è acceso su tantissimi aspetti diversi, dai timori sulla sicurezza per ogni singolo componente dei vaccini all’opportunità stessa di vaccinare, sostenendo falsamente per le epidemie (Spagnola compresa!) la loro mitezza o cause diverse. A tutti i mali possibili si è anche aggiunta la voce dell’obbligatorietà della vaccinazione. Mai vorremmo un’emergenza, neanche lontanamente, ma qualora dovesse malauguratamente verificarsi, dell’obbligatorietà della vaccinazione non sapremmo che farcene: le file ai centri vaccinali sarebbero caotiche e interminabili. Il diritto alla volontarietà di questo vaccino non è mai stato messo in discussione. Mi chiedo, piuttosto, quali diritti siano quelli di negare l’evidenza delle prove di efficacia o il diritto di calpestare l’etica della responsabilità personale in nome del diritto di decidere per sé a scapito degli altri, infettando bambini e altri soggetti deboli in primis. Il senso di una vaccinazione è l’immunità di gruppo. In questo ambito gli operatori sanitari, con un’adesione del 14,1% in Italia [12], hanno davvero fatto una brutta figura e, nonostante poche eccezioni, nessuno si interroga realmente sul perché e su cosa fare. La comunicazione del rischio, poi, è stata davvero di basso profilo.

Non so come la lettrice abbia formato il suo convincimento, specialmente in merito all’obbligatorietà della vaccinazione. So invece che spesso si attacca questo vaccino per attaccare tutti i vaccini e che a guidare questo pensiero, manipolando i dati, sono personaggi paranoici deliranti, ciarlatani o, peggio, taluni medici di medicine alternative. Alcuni di questi ultimi non si fanno scrupolo di deformare pratiche lecite per aumentare la propria visibilità e il proprio tornaconto, abusando e stravolgendo i dati della letteratura quando mai e poi mai potrebbero proporre con un minimo di decenza le loro conclusioni strampalate e bugiarde alla valutazione libera e indipendente della comunità scientifica internazionale.

In tutto il mondo occidentale la vaccinazione sta continuando a marciare. In Canada, nonostante il ritiro di un lotto di vaccini e la cieca esultazione degli anti-vaccinisti, si è già vaccinato ben un terzo della popolazione. Sono degli stupidi?

Bigliografia

  1. Marks JS, Halpin TJ. Guillain-Barré syndrome in recipients of A/New Jersey influenza vaccine. JAMA. 1980 Jun 27;243(24):2490-4.
  2. WHO – Safety of pandemic vaccines – Pandemic (H1N1) 2009 briefing note 16. 19 November 2009.
  3. Eumed.org – Influenza: la mutazione del virus A(H1N1)v e la paura del vaccino.
  4. Eumed.org – Il vaccino contro la nuova influenza A/H1N1 è sicuro? La risposta di pediatri e igienisti.
  5. Eumed.org – Comunicato stampa Emea sui vaccini pandemici H1N1v.
  6. Eumed.org – Le reazioni avverse di vaccini e antivirali per l’influenza A(H1N1)v.
  7. Eumed.org – La prevenzione dell’influenza nei luoghi di lavoro.
  8. Thompson WW, Weintraub E, Dhankhar P, Cheng PY, Brammer L, Meltzer MI, Bresee JS, Shay DK. Estimates of US influenza-associated deaths made using four different methods. Influenza Other Respi Viruses. 2009 Jan;3(1):37-49. DOI:10.1111/j.1750-2659.2009.00073.x
  9. National Center for Health Statistics.
  10. Presanis AM, De Angelis D, Hagy A, Reed C, Riley S, Cooper BS, Finelli L, Biedrzycki P, Lipsitch M. The Severity of Pandemic H1N1 Influenza in the United States, from April to July 2009: A Bayesian Analysis. PLoS Med 6(12): e1000207. doi:10.1371/journal.pmed.1000207
  11. Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali – Influenza A/H1N1. Il punto della situazione al 6 dicembre 2009. Comunicato n. 572.
  12. Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute – Istituto superiore di sanità. FluNews n. 5. 23-29 novembre 2009.

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