Uso responsabile degli antibiotici

L’Italia è tra i Paesi Europei che fanno più uso di antibiotici e presentano più alta antibiotico-resistenza. In un documento dell’Istituto Superiore di Sanità emerge come le conoscenze dei cittadini sugli antibiotici siano spesso inesatte.

Antibiotici sì, ma con cautela...

Antibiotici sì, ma con cautela...

  1. Non prenderli in caso di raffreddore e influenza;
  2. Prendili solo dietro prescrizione medica;
  3. Segui attentamente tempi e modi indicati dal medico;
  4. Non interrompere il trattamento;
  5. Non cambiare spontaneamente antibiotico.

L’utilizzo terapeutico degli antibiotici, come dimostrano le tendenze registrate da numerosi studi effettuati al riguardo, riscontra un continuo declino in termini di efficacia.

Purtroppo tale declino non è compensato, come invece avveniva in passato, dalla disponibilità di nuovi antibiotici efficaci ed è, almeno in larga misura, associato al loro abuso/cattivo utilizzo. L’uso improprio degli antibiotici ha fatto sì che oggi la loro efficacia non sia più un bene garantito, come a lungo siamo stati abituati a pensare, e che quelli oggi disponibili debbano essere maggiormente difesi, alla stregua di risorse non rinnovabili.

Gli effetti di queste tendenze sono molto evidenti in Italia, che è uno dei Paesi europei con il più alto consumo di antibiotici insieme ad altri Paesi dell’Europa meridionale (Grecia in testa). Conseguentemente, l’Italia condivide con questi Paesi un alto livello di antibiotico-resistenza nei principali agenti batterici di infezioni gravi (stafilococco, Escherichia coli, Pseudomonas spp., pneumococco) e verso le principali classi di antibiotici (penicilline, cefalosporine, macrolidi e fluorochinoloni). La comunità scientifica internazionale è dunque ampiamente concorde nel sostenere la necessità di contrastare il fenomeno tramite una inversione di tendenza che porti ad un corretto utilizzo (mirato, razionale e parsimonioso) degli antibiotici attualmente a disposizione, tenendo presente come la resistenza possa essere ridotta a vantaggio della sensibilità ma che, in ogni caso, questo avverrà con minore rapidità rispetto all’avanzare dell’antibiotico-resistenza.

In linea con questo scopo, i paesi europei hanno avviato campagne di informazione rivolte alla popolazione. L’invito rivolto a tutti è quello a non usare antibiotici per le infezioni minori stagionali del tratto respiratorio, perché infezioni virali e quindi non sensibili agli antibiotici e per la gran parte autolimitanti.

Fonti:

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