Cronaca di una nuova malattia tra resoconti allarmistici e stupidaggini anti-vaccino. Seconda parte.
Mia figlia ha l’influenza, come ho scritto in un post precedente. Il primo giorno lo ha passato con il febbrone sopra i 39 gradi. Il paracetamolo l’ha aiutata senza problemi. Durante il secondo giorno la febbre è sempre stata sotto i 38 gradi e non ha avuto bisogno di farmaci.
Domenica è decisamente un altro giorno: la temperatura corporea si è mantenuta su 36,4°C, 36,8°C, 37,1°C. Mi aspettavo qualcosa di più, lo confesso. Non sono deluso, ovviamente, ma solo un po’ sorpreso (e molto contento). Nostra figlia continua a fare ironicamente “oink oink”, minacciando con sguardi sadici di infettarci tutti, io metto finalmente a lavare (col sollievo di tutti!) la polo rosa-maialino-inguardabile indossata nei giorni scorsi.
Nei giorni successivi solo un po’ di tosse, niente di più. Ieri ha fatto la prima uscita fuori casa, la ripeterà oggi nelle ore più calde, e domani tornerà a scuola.
Mia moglie ed io, invece, consapevoli e un po’ rassegnati ad ammalarci, non abbiamo ancora accusato nulla di nulla. Fin che dura, meglio così.
L’esperienza di questi giorni ci porta inevitabilmente ad alcune considerazioni.
Mia figlia ha avuto l’influenza?
Mia figlia ha avuto senza dubbio una sindrome influenzale, le cui manifestazioni tipiche sono l’esordio acuto con febbre oltre i 38°C, accompagnata da almeno uno tra i seguenti sintomi sistemici: cefalea, malessere generalizzato, sudorazione, brividi, astenia; e da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori: tosse, faringodinia, congestione nasale. Soprattutto nei bambini si possono manifestare anche sintomi a carico dell’apparato gastro-intestinale (nausea, vomito, diarrea).
Che si sia trattato di nuova influenza è altamente probabile, vista l’assoluta prevalenza (si calcola del 90%) del virus A/H1N1 in questo periodo nell’anno nel nostro emisfero.
Perché questo andamento clinico così lieve? E’ il quadro clinico tipico di questa forma influenzale e basta o si deve supporre una qualche attività delle coperture vaccinali precedenti?
Nostra figlia è stata vaccinata per l’influenza stagionale negli anni passati e circa 12 giorni fa, prima di contrarre l’influenza. L’unica cosa ragionevole da ritenere è che il vaccino per l’influenza stagionale non offre protezione nei confronti del nuovo virus influenzale A(H1N1), in quanto i due virus presentano tra di loro differenze del profilo antigenico.
Perché noi genitori non ci siamo ammalati?
Dati iniziali del CDC (Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, USA), dell’OMS, e delle sorveglianze sulla diffusione dell’influenza da virus H1N1 negli Stati Uniti, in Australia e in Oceania, indicano che l’infezione colpisce maggiormente i bambini e i giovani. Il 75% degli affetti ha meno di 20 anni, il 10% meno di 2 e solo il 10 % più di 40 anni; i casi al di sopra dei 65 anni sono rari. Tale distribuzione ha un andamento inverso a quello dell’influenza stagionale.
Se l’andamento è davvero così lieve, le complicanze non sono frequenti e la mortalità bassissima, perché vaccinarci?
Secondo i dati diffusi ieri pomeriggio dal Ministero della Salute, la mortalità da nuova influenza è dello 0,0048 per cento. Bassissima, dunque. Mia moglie ed io non abbiamo abbandonato l’idea di vaccinarci. Vediamo perché.
In primo luogo, non possiamo sapere se la nostra esposizione al virus di questi giorni in casa stia determinando una stimolazione immunitaria adeguata a proteggerci.
Un’altra buona considerazione da fare è che l’influenza è una malattia benigna da affrontare con attenzione e buon senso. Non è certo un dramma ma non è neanche un forte raffreddore, come comunemente si sente dire in giro. In qualche caso colpisce duramente. Le complicanze e i decessi sono costosi in termini umani ed economici: pochi o tanti che siano, sono prevenibili.
Motivi ancora più concreti per vaccinarci:
- I virus influenzali hanno la bruttissima abitudine di ricombinarsi (lo fanno tutti gli anni). Sono stati segnalati casi di resistenza all’antivirale oseltamivir, resistenza che potrebbe emergere in maniera seria se il nuovo virus ricombinasse con il virus stagionale (che è resistente). Le possibilità di ricombinazione con il virus H5N1 (scarsamente diffusibile ma ad alta mortalità) dell’aviaria sono al momento remote ma possibili. Nessuno al mondo, al momento, può prevedere scenari certi.
Al momento una delle principali cause di circolazione del virus A/H1N1 siamo noi. Meno virus circolanti significa meno pericoli per tutti di nuove malattie (e di ricerche affannose di nuovi vaccini o nuove cure). - Esistono casi gravi, con prognosi infausta, in donne in gravidanza, bambini e obesi (non a classico rischio di influenza). E’ una caratteristica nuova.
- Lo studio epidemiologico delle passate nuove epidemie dimostra la possibilità di ondate multiple, a volte indipendenti dalle normali influenze stagionali. A volte le prime ondate possono essere lievi, le seconde fanno guai a distanza di qualche mese.
Interessanti considerazioni su questi aspetti li trovate su:
Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, volume 22 n. 9, supplemento 1 settembre 2009 ISSN 0394-9303
Ne aggiungo un quarto: non vaccinarmi per nulla significa correre il rischio di ammalarsi per 2 influenze in una sola stagione. Ne vale la pena?
Il vaccino è sicuro?
Andare a fondo alle cose va benissimo, è nell’anima di ogni ricercatore e di ogni persona di buon senso, ma le chiacchiere irresponsabili di molti mi danno un profondo fastidio. In questi giorni assistiamo alle dichiarazioni infondate, vecchie o addirittura manipolate di medici, giornalisti, avvocati alla ricerca di una visibilità mediatica a tutti i costi. Per non parlare dei ciarlatani veri e propri, che prosperano contenti in questo clima di disorientamento.
Su questo sito non ci sono verità assolute ma crediamo di aver dato un contributo concreto e verificabile sulla sicurezza dei vaccini. Potete verificarlo in Vaccino per l’influenza A/H1N1: l’OMS e la sicurezza dello squalene o facendo una ricerca su questo sito con la parola chiave influenza.
Anche se vi bastasse, per capire meglio l’entità del ciarpame antiscientifico e senza senso che c’è in giro, vi consiglio vivamente questi articoli su Mappe di subecumene (di subecumene).
Lo spauracchio del vaccino dell’influenza suina
Non mi piace tradurre perché è un lavoro ingrato, ma nella mia piccola crociata contro la ciarlataneria antivaxxer mi sono imbattuto in un articolo così buono che desideravo condividerlo con voi in forma integra, senza farne riassunti o parafrasi. Ecco dunque il testo in italiano della mia traduzone. E’ un saggio specifico sull’allarmismo idiota e irresponsabile a proposito del vaccino contro l’influenza suina. Mi sono facilitato un po’ le cose omettendo collegamenti iperstestuali e note a piè di pagina. Chi non capisce l’inglese non perde niente, mentre gli altri possono controllare le fonti e la documentazione sul testo originale.
Dalle statistiche di accesso tramite motore di ricerca a questo blog, in queste ultime tre settimane la palma d’oro va alle parole chiave Sindrome di Guillan Barré, Thimesoral, e Squalene. Lo Squalene guida di gran lunga la classifica. Credo che sia perché la sua somiglianza fonetica con la parola squalo evoca associazioni mentali particolarmente sinistre che lo rendono adatto alla campagna terroristica attualmente in corso contro i vaccini. Per molta gente l’obiettivo è soprattutto quello di colpire la fantasia, non di diffondere conoscenza. E allora torniamo una volta ancora sullo squalene, e sul dottor Joseph Mercola, il capofila dei ciarlatani antivaxxer. Da quello che considero il miglior blog di argomento medico tra tutti quelli che conosco, Science-based Medicine, traduco un articolo del pediatra Joseph Albietz. Per tutti i collegamenti ipertestuali e per le note a piè di pagina rimando all’articolo originale.
Nove ragioni per ignorare del tutto Joseph Mercola
Il dottor Joseph Mercola, statunitense, è probabilmente l’astro nascente della disinformazione medica internazionale. Da Science-Based Medicine, traduco un articolo del pediatra Joseph Albietz che riporta un po’ di ragione dopo l’ultimo vaneggiamento di Mercola in materia di vaccini antinfluenzali. Come in altri casi raccomando a chi conosce l’inglese di dare un’occhiata anche al testo originale per tutti i collegamenti ipertestuali e le note.

Gli ambientalisti vogliono abbattere gli ecomostri solo perché ecomostro assomiglia alla parola mostro.
I dentisti combattono la carie perché carie assomiglia alla parola cariatide, che nel significato estensivo indica una vecchia malandata.
Lo squalene fa paura perché assomiglia a squalo, non perché è una sostanza collegata alla famigerata Sindrome del Golfo.
E la sindrome del Golfo fa paura perché la parola sindrome assomiglia tanto alla parola sindrome.
Nel tuo post hai previsto che le masse che si informano su Internet sono mediamente più critiche di quelle che vivono di televisione? E che semmai sono queste ultime che possono vivere fino in fondo le emozioni suscitate dalle paraetimologie? E tra i contrari al vaccino rientrano soprattutto i primi? E che quindi se i primi (chi si informa su internet) teme lo squalene è per le sue implicazioni negative in fatti pregressi e non per un giochetto scemo di nomenclature?
A dare dello scemo (indiscriminatamente) al prossimo si fa presto ad indovinare, e si fa presto anche a sbagliare due volte.
Eh?
Scusami, non voglio essere scortese ma ho difficoltà a seguirti: “implicazioni negative in fatti pregressi” per lo squalene?
Io vedo solo molte persone che cercano d’informarsi su internet, giornali, televisione e non verificano col proprio medico. Vedo anche alcuni medici che fanno affermazioni fuorvianti. Io penso semplicemente che qui il problema dei vaccini non riguardi tanto la Medicina ma l’Antropologia.
Non so se mi sono capito… spiegato ;-)