Cronaca di una nuova malattia tra resoconti allarmistici e stupidaggini anti-vaccino.
La nuova influenza ci è entrata in casa da 3 giorni, in punta di piedi e senza eccessivi clamori. A dire il vero, chiamarla “nuova” non è del tutto esatto; si tratta pur sempre della stessa malattia con febbre alta, tosse e dolori vari. Questa volta, però, è cambiata la causa della malattia. Dopo 40 anni, infatti, siamo di fronte a un virus influenzale antigenicamente nuovo di cui, fino a pochi mesi fa, sapevamo ben poco.
Mia figlia, quasi 15 anni, bellissima come la mamma, solare e sana come un pesce da sempre, è rientrata 9 giorni fa in aereo da un viaggio internazionale di una settimana. E’ tutto a posto, si è divertita, e c’è solo il rammarico per la fine della breve vacanza. Con l’esperienza di 5 anni fa – un episodio influenzale classico seguito da altre virosi (un vero stress per il sistema immunitario, con episodi ripetuti di febbre, mal di gola, tosse stanchezza continua) e assenze scolastiche ad intervalli di settimane – anche quest’anno mia moglie ed io decidiamo di vaccinarla contro l’influenza.
Facciamo il vaccino domenica scorsa: solo un po’ di fifa combattuta con tanta ironia (avessi avuto io la sua presenza di spirito alla stessa età…), nessun dolore, nessuna reazione se non un leggero indolenzimento sulla zona della puntura il giorno dopo. Lo stesso facciamo noi grandi. Il vaccino, ovviamente, è quello per l’influenza stagionale. L’altro, quello per la H1N1, sta iniziando a essere distribuito solo per determinate categorie di persone.
Giovedì scorso, 3 giorni fa, ci racconta di aver avuto un po’ di mal di testa a scuola: tutto OK, però; sono andati bene anche i test di scuola (anche matematica!). I compagni assenti sono 7. Io e mia moglie ci guardiamo, capiamo e gli diamo un bel termometro: 37,1 °C. Domani niente scuola.
Venerdì, 2 giorni fa, nostra figlia si sveglia con il febbrone. Quando i brividi sono finiti, il termometro segna più di 39 gradi. E poi tutto il resto, con mal di gola e tosse, il naso chiuso e qualche starnuto, gli occhi rossi, un po’ di fiacca, un po’ di dolori diffusi. E’ influenza, ne ha proprio tutte le caratteristiche. Ripensando ai giorni scorsi è probabile che abbia contratto la malattia a scuola più che altrove.
Sappiamo dell’alta diffusività della malattia e stabiliamo alcune regole: ognuno con i propri piatti, bicchieri, posate e il proprio asciugamano; i fazzoletti, sempre a portata di mano, li gettiamo nel water; niente mascherine ma evitiamo bacioni appiccicosi; ci laviamo spesso le mani con acqua e sapone; ci laviamo la faccia almeno 3 volte al giorno; al mattino apriamo a turno le finestre per il ricambio dell’aria; limitiamo al massimo i contatti. Tutti i consigli del caso, senza che li elenchi io in questo post, puoi trovarli su http://www.fermailvirus.it/.
Mia moglie ed io sappiamo di non poter contare troppo sulla fortuna per evitare la malattia. Se ci ammaliamo tutti e tre contemporaneamente forse non avremo subito dall’esterno l’aiuto necessario per le piccole cose quotidiane. Decidiamo di dividerci i compiti, noi sani, e di fare un po’ di scorte: abbiamo ancora frutta e verdure in quantità industriale e paracetamolo per un battaglione di soldati.
A proposito di paracetamolo, la febbre risponde bene al farmaco. Nostra figlia ha preso in tutto 2 compresse. Una compressa da 500 mg, la dose più o meno standard per un adulto, ha fatto scendere progressivamente la temperatura fino a poco più di 37 gradi. Poi si cambiano gli indumenti bagnati di sudore e la biancheria del letto se serve, si inizia a bere (acqua, té zuccherato, latte caldo col miele, spremute di arancia) e si mangia un po’.
Per il resto siamo in vigile attesa, per motivi professionali sappiamo cosa ci aspetta e cosa fare. Sappiamo anche che andare alla ricerca del test per l’influenza A è un’ansia inutile. Informiamo la scuola e informiamo il nostro medico di famiglia.
Nostra figlia fa “oink oink”, io indosso una polo rosa maialino inguardabile. Si dice che il riso fa buon sangue e ci sono studi che lo dimostrerebbero. Io non so se il nostro atteggiamento ironico avrà effettivamente un effetto benefico ma so di sicuro che ci fa passare meglio il tempo, tra una conta dei morti e l’altra in TV. L’influenza, forse lo avevamo dimenticato, non è un forte raffreddore ma una malattia seria che deve essere prevenuta quanto più efficacemente possibile e curata tempestivamente con buon senso perché in qualche caso colpisce con durezza. Spiegare l’evoluzione della malattia è una notizia. Fare ossessivamente solo la conta dei decessi ad ogni edizione di un telegiornale è una “non notizia” perché è sempre accaduto.
Sabato, ieri, nostra figlia se la cava con febbre tra i 37,5 e i 38 gradi, poca tosse come ieri e qualche starnuto. L’appetito è sempre poco ma lei sa che mangiando bene, anche in piccole quantità, avrà più possibilità di cavarsela prima. Si è impossessata di computer e telefono, a volte contemporaneamente, per ore! L’aveva fatto un po’ anche ieri, intendiamoci, ma oggi evidentemente il malessere generale è diminuito.
Per noi genitori neanche un filo di sintomi. Confesso che inizia a farsi largo la speranza di non ammalarsi. Nel caso riuscissimo a cavarcela, però, non abbandoneremo il proposito di vaccinarci anche per questa forma influenzale. I motivi per farlo ci sono tutti e negarli è letteralmente da irresponsabili. Ovviamente non vogliamo farci del male, ma non possiamo sapere (se non a costo di esami costosi e complessi da eseguire) se avremo un titolo anticorpale sufficiente a proteggerci.
Domenica, oggi, te la racconto un altro giorno.
Illustrazione: Akajos

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