La media di accessi giornalieri ai Dipartimenti di emergenza di Roma è più che raddoppiata negli ultimi 20 giorni.
Ci siamo. In fondo lo sapevamo tutti. Con larghissimo anticipo sta accadendo ciò a cui siamo abituati o rassegnati ogni anno ad ogni epidemia influenzale stagionale. I dati della Regione Lazio parlano di una media di circa 220 accessi quotidiani ai Pronto Soccorso di Roma contro i 100 del 15 ottobre. Un andamento in chiara controtendenza con quanto raccomandato dalle autorità sanitarie del nostro Paese, con l’invito a rivolgersi al medico di famiglia e a non intasare inutilmente i reparti di emergenza.
Un vero e proprio stato di continua emergenza per le strutture sanitarie e un calvario per i cittadini, soprattutto al fine settimana e al lunedì:
| DATA | ACCESSI |
| sabato 31 ottobre 2009 | 260 |
| domenica 01 novembre 2009 | 337 |
| lunedì 02 novembre 2009 | 305 |
I dati sono del Sistema di Sorveglianza Sindromica regionale, che copre circa il 70% degli accessi in Pronto Soccorso del Lazio.
Mentre scrivo, al DEA del Sant’Andrea (dove cercano 5 pediatri e 5 anestesisti per il periodo collegato alla pandemia dell’influenza A/H1N1) sono registrati complessivamente 12 pazienti (di cui 1 in età pediatrica) in attesa in codice verde, con tempi stimati tra le 2 e le 3 ore. Tutto sommato, ci sarebbe da dire, non è male.
Intanto, dai dati diffusi ieri dalla Regione, emerge che nel Lazio si registrano 62 mila nuovi casi di influenza a settimana, con un tasso di incidenza attuale pari a 11,25 per mille abitanti. Più del doppio in appena 7 giorni. L’incidenza conferma che il virus colpisce prevalentemente i più piccoli: è infatti di 29,45 per mille nella fascia 0-4 anni, sale a 41,44 nei bimbi e ragazzi tra i 5 e i 14 anni, si attesta a 6,27 tra i 15 e i 64 anni per poi scendere a 3 per mille per gli over 64.
In tutto il Lazio sono circa 500 gli studi dei medici di famiglia già attivi nel fornire assistenza ai loro pazienti. In totale, in base ad un accordo sottoscritto il 19 ottobre scorso tra la Regione Lazio e le associazioni dei medici di famiglia e dei pediatri, saranno 800 gli studi medici nel territorio regionale in grado di effettuare una prima diagnosi ai pazienti o di somministrare il vaccino contro l’influenza A.
Per la vaccinazione, iniziata la scorsa settimana, sono 225.800 le dosi ricevute (di cui 93.000 monodose) e ne arriveranno altre 300.000 tra il 10 e il 15 novembre. Il fabbisogno complessivo è stimato a 800.000 dosi.
C’è da augurarsi che l’organizzazione in tutte le Regioni sia efficiente. Secondo il farmacologo Garattini «Non ci sarà la possibilità di vaccinare tutti quelli che dovrebbero. Il vaccino rischia di diventare inutile. Era stato annunciato per l’inizio di novembre e quindi saremmo nei tempi. Ma il problema è che l’influenza A è arrivata prima, e se va avanti così il vaccino rischia di essere inutile».
E’ in funzione, infine, il numero verde 800 118 800 dell’Ares 118 per il Lazio. Il servizio è attivo 7 giorni su 7 dalle 8 alle 20. Un operatore risponderà alle domande dei cittadini riguardo ogni tipo di informazione sul nuovo virus dell’influenza A e sui provvedimenti regionali per contrastare il contagio.
Fonte: Regione Lazio – Laziosanità Agenzia di Sanità Pubblica
Foto: pallamaio

Tutti al Pronto Soccorso per l’influenza
La situazione nel Lazio: pronto soccorso, medico di famiglia e pediatra, vaccinazioni. Istituito un numero verde per le informazioni.
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