La defibrillazione precoce a Trento per la lotta all’arresto cardiaco

Case di riposo, farmacie, carceri e altri luoghi ancora saranno da quest’anno più attrezzati per affrontare un caso di emergenza sanitaria.

Di fronte a un malore, a un incidente, oltre al primo soccorso, un primo plotone di 550 addetti formati e autorizzati sarà pronto anche a intervenire in caso di arresto cardiaco. Con loro ci saranno i primi 122 defibrillatori semiautomatici noleggiati per questo scopo.

L’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) è sempre impegnata nella diffusione tra la popolazione di una maggiore capacità di intervenire in modo efficace, dopo aver avvertito il 118, nei casi di emergenza. In quelli più gravi, ciò che può fare un astante presente sul posto di un malore o di un incidente può essere fondamentale per salvare la vita delle persone.

In Trentino, dal 1993 l’APSS ha iniziato a diffondere conoscenze di primo soccorso attraverso specifici corsi teorico pratici agli alunni delle scuole medie superiori (conoscenze limitate a quelle teoriche per gli studenti delle medie inferiori). Poi, dal 1996, in ottemperanza della legge 626/94, l’APSS ha partecipato alla formazione teorico pratica al primo soccorso negli ambienti di lavoro, in particolare ai dipendenti della Provincia autonoma di Trento.

In realizzazione di uno specifico obiettivo provinciale, da quest’anno l’APSS inizierà i corsi finalizzati all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico in casi di arresto cardiaco. Gli astanti, che riconoscono la condizione di arresto, in attesa dell’arrivo dei soccorritori del 118, e addestrati e autorizzati, potranno così, in un prossimo futuro, utilizzare il defibrillatore con alte probabilità di ripristinare il battito cardiaco, se il suo utilizzo è tempestivo.

I corsi, che cominceranno in novembre, inizialmente interesseranno le sedi di Trento, Rovereto e Borgo Valsugana e saranno rivolti al personale non sanitario di specifici gruppi di popolazione: l’Azienda multiservizi di Rovereto, la Casa circondariale di Trento, l’UPIPA (Unione provinciale istituzioni per l’assistenza), l’Associazione titolari di farmacia, il Servizio antincendio e protezione civile della Provincia, le polizie municipali.

La Provincia, inoltre, ha individuato altri gruppi di popolazione ai quali sarà estesa la formazione, quali i carabinieri, la polizia, la guardia di finanza, i vigili del fuoco volontari, il soccorso alpino.

I corsi, della durata di 20 ore, non si limiteranno a insegnare l’utilizzo del defibrillatore (come avviene in altre realtà nazionali), ma riguarderanno tutto il primo soccorso fornibile a bambini e ad adulti in caso di malore o incidente.

In caso di emergenza, il personale appositamente formato darà l’allarme al 118, praticherà il primo soccorso necessario, utilizzando il defibrillatore disponibile nella propria struttura e secondo accordi operativi sottoscritti con il 118.

Per l’avvio del progetto saranno formate 550 persone e distribuiti 122 defibrillatori.

Dopo il corso, il 118 rilascerà l’autorizzazione all’uso del defibrillatore ai partecipanti, che avranno superato la valutazione finale. Questa dovrà essere rinnovata ogni anno, dopo un breve addestramento all’uso del defibrillatore (2 ore).

Ogni defibrillatore costa all’APSS 40 euro al mese di noleggio, compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché la gestione. La formazione di ogni singolo partecipante costa 198 euro. Le 2 ore supplementari per il rinnovo annuale dell’autorizzazione costano invece 95 euro. Il costo annuo per il progetto sarà di circa 180 mila euro.

Fonte: Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia autonoma di Trento

Foto: Frederick Md Publicity

di Criel

Medico, redattore di Eumed.org.


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