L’assistenza sanitaria in viaggio e lontano da casa

Ammalarsi lontano dalla propria residenza, durante un viaggio di piacere o un soggiorno di studio o lavoro, è un’eventualità malaugurata che spesso ci coglie impreparati. In casi del genere si rischia di curarsi in ritardo o di spendere molto. In questo articolo troverete tutte le informazioni che vi occorrono.

Le informazioni di base

Su Appunti di Pronto Soccorso, già dal 1997, compaiono le informazioni essenziali e aggiornate sui servizi sanitari a nostra disposizione. Potete trovare queste notizie su:

tessera sanitaria

La tessera sanitaria

Le cure in Italia

Se siete in procinto di viaggiare o di soggiornare lontano da casa, dovete semplicemente ricordarvi di portare con voi il tesserino sanitario. Se soffrite di una malattia cronica può essere utile portare con sé una sintetica documentazione delle patologie e delle terapie in corso, con un recapito delle persone da avvertire in caso di necessità, e una scorta adeguata di farmaci.

Sono gratuiti i ricoveri e le prestazioni ospedaliere urgenti, i servizi di guardia medica (continuità assistenziale) e di guardia medica turistica, il ritiro in farmacia di medicinali con la ricetta del SSN. Per chi non è esente l’accesso ad alcuni di questi servizi, come gli esami diagnostici o le prestazioni non urgenti di pronto soccorso, è soggetto al pagamento di una quota (ticket).

L’accesso alle prestazioni del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta viene compensato direttamente dal paziente con il pagamento prefissato di 25 euro per ogni visita ambulatoriale.

Il domicilio sanitario

Se dovete soggiornare per almeno 3 mesi in un comune diverso da quello di residenza potete richiedere il domicilio sanitario. In questo modo è possibile usufruire gratuitamente anche delle prestazioni di un medico di medicina generale, scelto quale medico di fiducia nell’ambito del domicilio temporaneo, pur mantenendo la residenza originaria.

Potete richiedere il domicilio sanitario in questi casi:

  • militari di leva e militari di carriera in missione con familiari conviventi;
  • studenti e seminaristi assenti dalla residenza familiare per motivi di studio;
  • dipendenti pubblici e privati in missione con familiari conviventi;
  • insegnanti in missione per oltre 3 mesi;
  • lavoratori stagionali per periodi superiori a 3 mesi;
  • detenuti e condannati sottoposti all’obbligo di soggiorno;
  • soggiornanti in località climatiche per oltre 3 mesi a causa di comprovanti motivi di salute certificati da un medico specialista dell’Asl.

La durata del domicilio sanitario è di un anno e, al termine, può essere rinnovata. Ricordatevi sempre che la richiesta di domicilio sanitario prevede la cancellazione dagli elenchi della ASL di residenza originaria: al rientro dovrete chiedere di nuovo l’iscrizione.

La richiesta va presentata nei presidi distrettuali della ASL del domicilio, agli sportelli per la scelta e la revoca del medico. Occorrono:

  1. autocertificazione di domicilio con la motivazione della permanenza temporanea;
  2. tessera sanitaria della A.S.L. di residenza;
  3. codice fiscale.

(Circolare del Ministero della Sanità n. 1000.116 del 11.5.1984 , in G.U. n. 145 del 28.5.1984)

La malattia interrompe le ferie

Se vi ammalate in vacanza, durante il periodo di ferie, dovete spedire il certificato di malattia al datore di lavoro e al proprio ente previdenziale entro 2 giorni.

Siete tenuti a indicare sul certificato INPS il luogo in cui siete reperibili per la visita fiscale ma, secondo la sentenza n. 5.023 del 2001 della Cassazione sezione Lavoro, siete liberi di scegliere il luogo del territorio nazionale in cui trascorrere la convalescenza.

Le cose non cambiano all’estero: anche in questi casi è necessario trasmettere un certificato medico entro 2 giorni. Attenzione però alla validità legale della certificazione, che è in relazione ai rapporti convenzionali intrattenuti dall’Italia con il paese estero. Se non disponete di informazioni certe è consigliabile chiedere al Consolato italiano, che in alcuni casi raccoglie la comunicazione di malattia e trasmette la certificazione in Italia.

La malattia interrompe il decorso delle ferie in quanto è incompatibile con la funzione di recupero psicofisico attraverso il riposo e la ricreazione, secondo le sentenze n. 28331/1994 della Cassazione e n. 616/1987 della Corte Costituzionale. Se la malattia è adeguatamente documentata, potete legittimamente richiedere al datore di lavoro le ferie prestabilite ma non godute.

6 commenti per L’assistenza sanitaria in viaggio e lontano da casa

  • bledar

    salve ho bisognio di aiuto!cosa devo fare per aver recapitata la tessera sanitaria dove domicilio che invece al posto di residenza?tipo residenza catania domicilio milano!!!!grazie

  • sergio

    buon giorno mi trovo in vacanza a trieste e ho un principio d’influenza. non sono in grado di viaggiare ma dovrei tornare a torino perchè domani lavoro. che cosa posso fare per farmi dare due giorni di malattia?

    grazie.

    • Per ottenere rapidamente un certificato medico che attesti la malattia e interrompa la continuità delle ferie è possibile rivolgersi al servizio di guardia medica turistica della zona. Se non ha modo di muoversi da casa, può rivolgersi al servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) dopo le ore 20 oppure a un medico di medicina generale convenzionato (il medico di famiglia) tra le 8 e le 20 dei giorni lavorativi.
      Per sapere numeri di telefono e indirizzi può rivolgersi alla struttura alberghiera che La ospita o ad una farmacia della zona.

  • nicola buonaiuto

    non riesco a comprendere perchè non è previsto il domicilio sanitario
    anche per motivi privati che obbligano persone a domiciliarsi per lunghi periodi in località diverse da quella di residenza(ad es. assistenza di persona anziana,fortemente minorata e “allettata”oppure semplicemente per assistere figli/nipoti che risiedono nell’altra citta’ in particolari condizioni-un medico qua’ o la’ costa la stessa cifra,perchè questa assurda rigidità antidemocratica che limita la mobilità degli individui?qualcuno della sanità regionale mi può dare una risposta?grazie

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