Le punture di tracina
Tracina vipera
Estate, tempo di vacanze e le nostre spiagge si affollano. In qualche sfortunato caso, a pescatori e non solo, capita un incontro ravvicinato con l’aculeo della tracina. In questa pagina troverete alcuni consigli su come comportarsi.
Il veleno della tracina provoca dolore intenso. In alcuni casi, soprattutto quando c’è anche forte ansia o in casi estremi (affaticamento, disidratazione), si possono avere nausea, vomito, tremori e svenimento.
Per cominciare, se possibile, di deve far uscire al più presto il veleno iniettato spremendo la zona della puntura. Si deve sempre controllare l’assenza di frammenti di aculei sotto la pelle, disinfettare e premere sulla puntura per fermare la eventuale fuoriuscita di sangue. Ricordatevi di stare a riposo e all’ombra e, se non c’è nausea, di bere acqua non fredda a piccoli sorsi (2 litri in 24 ore, specie in estate, è il minimo da fare).
Il veleno non è mortale ed è termolabile: può essere utile immergere la parte colpita, in genere la mano o il piede, per almeno un’ora nell’acqua molto calda, anche salata. In qualche caso, in mancanza di meglio e senza ritardare il ritorno in un vicino luogo fresco dove riposare, la sabbia calda o la lamiera infuocata di un auto possono essere di una qualche utilità. Utile, alla fine, una pomata antistaminica.
Il dolore generalmente raggiunge il culmine in 45 minuti e poi diventa meno intenso, ma in alcuni casi è molto forte anche per 24 ore e si accompagna a formicolii e a disturbi della sensibilità della cute vicina alla zona colpita.
Il ruolo del medico è quello di controllare lo stato generale e locale, di prescrivere antidolorifici nel caso se ne preveda la necessità (per la notte, per esempio) e di consigliare sulla profilassi antitetanica (il rischio del tetano è presente per ogni tipo di puntura).
Informazioni generali
Bibliografia
- Halpern P, Sorkine P, Raskin Y. Envenomation by Trachinus draco in the eastern Mediterranean. Eur J Emerg Med Sep 2002; 9(3) :274-7
- Dekker CJ. [Chronic pain and impairment of function after a sting by the great weaver fish (Trachinus draco)]. Ned Tijdschr Geneeskd May 2001; 145(18) :881-4


IL giorno 13/07/09 mi ha punto sul mignolo sx della mano una tracina e si è manifestata la sintomatologia del caso con gonfiore della mano.da subito mi sono recato da un medico e ho seguito la profilassi antibiotica, antitetanica, assumendo anche cortisone oralmente. tuttavia a tuttoggi il mio dito è ancora gonfio. avete consigli da darmi ci sono rimedi da porre in essere grazie attendo cortese risposta.
Salve Sebastiano e benvenuto.
Un modesto disturbo della circolazione linfatica può durare settimane e guarire spontaneamente. In altri casi vi può essere un frammento di aculeo trattenuto sotto la pelle. Spesso il frammento è piccolissimo, difficile da individuare, e non conviene toglierlo.
La cosa migliore da fare è farsi visitare dal proprio medico: Le consiglierà se è bene fare impacchi caldi o una ecografia dei tessuti molli o se è sufficiente avere pazienza. Nell’attesa, non usi anelli e non porti borse o buste della spesa.
In ogni caso, passerà presto.
Salve
sono stata punta al mare dalla Tracina.
Sono andata al pronto soccorso non mi hanno prescritto pomate, ma solo bagni con acqua caldissima e amuchina.
Dopo un mese ho ancora il segno del pizzico e attorno ancora c’è durezza.
Ho letto che bisogna fare l’antitenica? a me non hanno detto o chiesto nulla in merito, cosa devo fare rivolgermi al mio medico?
Grazie in anticipo per la risposta.
Un saluto
I fenomeni infiammatori conseguenti alla puntura possono determinare la formazione di tessuto fibrotico reattivo, duro, che in rari casi può alterare la normale funzionalità dei tendini e delle articolazioni delle mani o dei piedi (le zone più frequentemente colpite). Non dovrà fare nulla se la zona dura è piccola e se non ci sono problemi di motilità.
Queste punture non sono certo tra le ferite a più alto rischio di tetano ma è sempre bene prevenire: si calcola che il tetano provochi 50.000 morti all’anno nel mondo. Non si spaventi!, ritrovi i certificati dei vaccini e ne parli col Suo medico. Se Le verrà consigliato, dovrà solo aggiornare la vaccinazione antitetanica per stare tranquilla per il futuro.
Salve, il 26 agosto mentre cercavo di slamare una tracina, sono stato punto nella parte interna della prima falange del dito medio (mano dx), mi sono recato subito dalla guardia turistica che mi ha disinfettato la ferita e somministrato del cortisone per intramuscolo, successivamente mi si è formata una vescica grande quanto la falange, recatomi di nuovo dal medico, mi ha prescritto del Bentelan e del Timset per 5 gg a scalare. Da circa 8 giorni sto seguendo una terapia antibiotica (amoxicillina e acido clavulanico), ma ora che di giorni ne sono passati 12, mi ritrovo col dorso della mano ancora un pò gonfio e il dito medio molto gonfio e con gradi difficolta a piegarlo a mo di pugno, cosa mi consigliate di fare? devo andare da qualche specialista?
Grazie a chi saprà darmi qualche delucidazione.
Salve Giorgio,
in casi selezionati può essere indicata una terapia cortisonica per bocca: migliora l’edema (il gonfiore) e aiuta a prevenire la formazione di tessuto fibrotico duro che, col tempo, può ostacolare la normale attività dei tendini e delle articolazioni delle mani.
Uno specialista? Il medico di famiglia ha sicuramente tutte le competenze necessarie ma in qualche caso può avvalersi del parere dello specialista in dermatologia o in medicina interna per la terapia antinfiammatoria e del fisiatra per la parte riabilitativa. Le situazioni da affidare al bisturi dell’ortopedico esperto in chirurgia della mano sono rare.