I Social media nelle linee guida 2015 per la rianimazione

Le linee guida aggiornate dell'American Heart Association (AHA) e dell'European Resuscitation Council (ERC) per la rianimazione cardiopolmonare. Il ruolo dei Social media nel soccorso.

Catena della sopravvivenza AHA 2015

Catena della sopravvivenza in caso di arresto cardiaco intraospedaliero (IHCA) ed extraospedaliero (OHCA). Fonte AHA 2015

Quanti di noi sono d’accordo nel salvare una vita? Tutti, si direbbe. Ma vedendo una persona accusare un malore, cadere in terra e respirare male, quanti sanno intervenire o anche solo chiedere aiuto correttamente?

Dopo l’introduzione delle norme per le aziende, confluite nel Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro si è finalmente iniziato a parlare di educazione al soccorso per tutti. Come ha ricordato il Presidente del Senato Pietro Grasso in un recente convegno, con la legge n. 107 del 13 luglio 2015 l’insegnamento del primo soccorso è stato introdotto anche nelle scuole.

Alla base di queste attività esiste il lavoro durato decenni di persone esperte e appassionate che hanno esaminato le migliori evidenze scientifiche internazionali e le hanno raccolte in linee guida aggiornate periodicamente. A cinque anni dall’ultima pubblicazione, l’American Heart Association (AHA) e l’European Resuscitation Council (ERC) ci offrono oggi un aggiornamento delle precedenti raccomandazioni.

Le novità sono contenute in dettagli che consolidano e precisano le precedenti impostazioni. La più importante di tutte: «Massaggiate profondo e abbastanza veloce e iniziate subito! Non perdete tempo prezioso! Se la vittima non risponde o non reagisce, comprimete almeno 5 cm nel centro del petto ad una velocità di 100-120 compressioni al minuto» ha affermato Maaret Castren, presidentessa di ERC. L’azione più importante nella rianimazione è la compressione toracica. Tutti, bambini compresi, possono imparare a farla. Questa semplice procedura è sicura e aumenta significativamente la possibilità di sopravvivere delle vittime di arresto cardiaco. Gli astanti che sono addestrati e disponibili dovrebbero alternare le compressioni toraciche con la ventilazione di soccorso, con un rapporto di 30 compressioni a 2 ventilazioni. Tuttavia, le compressioni toraciche sono importanti anche senza ventilazioni. Senza le compressioni toraciche, infatti, il cervello subisce danni irreversibili entro 5 minuti dall’arresto cardiaco.

Segnale internazionale che indica la presenza di un defibrillatore (DAE)

Defibrillatore

Le linee guida consigliano decisamente l’uso precoce dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE), che ora possono essere trovati diffusamente nei luoghi pubblici, e che sono semplici da usare perché guidano l’utente nel processo di defibrillazione con semplici messaggi vocali. Oltre ad altri punti chiave più tecnici, come quelli dalla gestione delle vie aeree e il controllo della temperatura corporea post-rianimazione, vi è anche una forte attenzione alla formazione di alta qualità per il supporto vitale di base (BLS), con o senza l’uso di un DAE. L’obiettivo raggiungibile è quello di salvare in Europa ben 100.000 vite all’anno!

Ma non è tutto. Ricercatori e sviluppatori non hanno trascurato le potenzialità degli smartphone. Le funzionalità di geolocalizzazione e di trasmissione di messaggi hanno portato allo sviluppo di app come PulsePoint per smartphone iOS e Android. Con queste nuove tecnologie i volontari nelle vicinanze di una persona in arresto cardiaco improvviso possono essere avvisati dalla Centrale per le emergenze e guidati sul luogo del paziente per iniziare la rianimazione in attesa dei soccorsi professionali. Questo breve video mostra molto bene il principio di funzionamento.

Dalla fase di sviluppo a quella sperimentale il passo è stato relativamente breve. Uno studio realizzato in Svezia e pubblicato a giugno sul The New England Journal of Medicine ha dimostrato che in ambito extra ospedaliero (OHCA) una rete di volontari allertati tramite il proprio smartphone è in grado di aumentare in modo significativo le manovre di rianimazione.

Queste preliminari evidenze non sono passate inosservate, tanto che il possibile ruolo delle tecnologie mobili emergenti e dei social media è stato recepito anche dalle linee guida dell’American Heart Association. In esse si legge che può essere ragionevole includere tecnologie per convocare soccorritori nelle vicinanze di una vittima con sospetto di arresto cardiaco extraospedaliero.

Dobbiamo solo essere fiduciosi nella diffusione capillare, oltre che degli smartphone, anche della cultura del soccorso.

Chi si avvicina a questi argomenti per la prima volta può consultare qui su Eumed.org le pagine Massaggio cardiaco e Respirazione artificiale aggiornate per l’occasione, mentre su Il Basic Life Support (BLS) 2015 per adulti, bambini e lattanti è consultabile una tabella di sintesi con qualche dettaglio in più.

Tutti i riferimenti alle linee guida ufficiali, disponibili online in forma integrale e gratuita, sono alle pagine Bibliografia e Collegamenti esterni.

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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