Meno sale e più potassio possono salvare milioni di vite

La conferma dalla ricerca: modesti cambiamenti dietetici riducono il rischio di ictus e malattie cardiache anche da giovani.

SaleSecondo tre nuovi studi la diminuzione di sale nella dieta e l’aumento dei livelli di potassio impedirebbe milioni di morti per malattie cardiache e ictus ogni anno nel mondo. Gli studi sono stati pubblicati ieri online sul British Medical Journal.

Uno di essi ha esaminato i risultati di 34 studi clinici che hanno coinvolto più di 3.000 adulti e ha scoperto che una modesta riduzione del consumo di sale ha portato a riduzioni significative della pressione sanguigna, con conseguente riduzione del rischio di infarto, ictus e insufficienza cardiaca. [1]

Risultati simili sono stati riportati in un altro studio che ha esaminato 56 studi precedenti. [2] Si è riscontrato che la riduzione del consumo di sale ha portato all’abbassamento della pressione sanguigna e alla diminuzione del rischio di malattie cardiache e ictus fatale negli adulti. C’è anche la prova che la ridotta assunzione di sale abbassa la pressione sanguigna nei bambini.

Un terzo studio ha analizzato i dati provenienti da 33 studi clinici che hanno coinvolto più di 128.000 persone e hanno scoperto che una maggiore assunzione di potassio riduce la pressione sanguigna nei adulti e ridotto il loro rischio di ictus del 24 per cento. [3] La maggiore assunzione di potassio sembra favorevole anche nei bambini, ma secondo gli autori dello studio sono necessarie ulteriori ricerche.

Il potassio si trova normalmente in frutta e verdura fresca e nei legumi come fagioli e piselli. I consumo di integratori alimentari può invece comportare eccessi. La iperpotassiemia, ovvero la concentrazione troppo alta di potassio nel sangue, è una condizione pericolosa per la vita stessa e richiede un intervento urgente.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato come obiettivo globale la riduzione dell’assunzione di sale nella dieta a 5 grammi (circa un cucchiaino). [4] Altri ricercatori raccomandano di scendere subito a 6 grammi al giorno, per poi ottenere una più decisa riduzione a 3 grammi al giorno entro il 2025. [5]


[1] HeFJ, Li J, MacGregor GA. Effect of longer term modest salt reduction on blood pressure: Cochrane systematic review and meta-analysis of randomised trials. BMJ 2013;346:f1325. doi: 10.1136/bmj.f1325

[2] Aburto NJ, Ziolkovska A, Hooper L, Elliott P, Cappuccio FP, Meerpohl JJ. Effect of lower sodium intake on health: systematic review and meta-analyses. BMJ 2013;346:f1326. Doi: 10.1136/bmj.f1326

[3] Aburto NJ, Hanson S, Gutierrez H, Hooper L, Elliott P, Cappuccio FP. Effect of increased potassium intake on cardiovascular risk factors and disease: systematic review and meta-analyses. BMJ 2013;346:f1378. doi: 10.1136/bmj.f1378

[4] WHO. Guideline: Sodium intake for adults and children. Geneva, World Health Organization (WHO), 2012. ISBN: 978 92 4 150483 6

[5] NICE public health guidance 25. Prevention of cardiovascular disease. National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE), 2010.

Foto: godogo (CC BY-NC-ND 2.0)

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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