I traumi sono la principale causa di morte sotto i 45 anni. Fino al 50% di questi decessi sono dovuti a un trauma cranico.
Nel Regno Unito gli accessi ai Dipartimenti di Emergenza per trauma cranico sono circa il 6,6%. La metà circa riguarda bambini sotto i 14 anni.
La sfida per il personale sanitario è quella di identificare i pazienti a rischio di complicanze endocraniche: quali trarranno beneficio dalle cure neurochirurgiche e quali dovranno essere seguiti dopo la dimissione.
A seguito degli sviluppi sulla gestione del trauma cranico, dalla diagnostica per immagini alle cure neurochirurgiche, neurointensive e riabilitative, lo Scottish Intercollegiate Guidelines Network (SIGN) ha aggiornato le linee guida del 2000.
Le raccomandazioni pubblicate questo mese si riferiscono alla gestione rapida di bambini e adulti, dalla fase pre-ospedaliera alla dimissione e al follow-up, senza trascurare la gestione dei traumi considerati minori ma a rischio per invalidità o per la vita stessa.
Secondo gli autori, questo documento è indirizzato a chi ha la responsabilità della cura dei pazienti con trauma cranico, compresi quelli che lavorano nella rete pre-ospedaliera, come il personale sanitario di medicina generale, dei servizi di emergenza, radiologia, chirurgia, terapia intensiva, specialità pediatriche e di riabilitazione, i membri di organizzazioni di volontariato e ai pazienti stessi.
Scottish Intercollegiate Guidelines Network. Early management of patients with a head injury – A national clinical guideline. Guideline No. 110; May 2009; ISBN 978 1 905813 46 9.

Commenti