Linee guida USA 2013 sull’infarto del miocardio con elevazione del tratto ST (STEMI)

Le raccomandazioni di American College of Cardiology Foundation (ACCF) e American Heart Association (AHA).

STEMISTEMI è una sindrome clinica caratterizzata dai sintomi dell’ischemia miocardica in associazione ad una persistente elevazione del tratto ST dell’elettrocardiogramma e al rilascio di biomarcatori di necrosi miocardica. Si realizza in seguito alla rottura di una placca di colesterolo e alla formazione di un coagulo in un’arteria che rifornisce di sangue il muscolo cardiaco.

«Il tempo di valutazione e trattamento di questi pazienti è essenziale», ha dichiarato in un comunicato stampa Patrick O’Gara, presidente del comitato di scrittura delle linee guida. «Prima si ripristina il di flusso di sangue, maggiori saranno le probabilità di sopravvivenza mantenendo intatta la funzione del cuore».

Le più temute complicazioni sono l’insorgenza di una aritmia letale – un ritmo cardiaco anomalo che può portare ad arresto cardiaco – e l’insufficienza cardiaca a seguito della perdita di una grande quantità di muscolo cardiaco.

Nel 2009 circa 683.000 pazienti sono stati dimessi da ospedali statunitensi con diagnosi di sindrome coronarica acuta. Di essi, la percentuale con STEMI varia dal 25 al 40 per cento dei casi di infarto ed è diminuita negli ultimi 10 anni. Si è registrato un calo anche per la mortalità ospedaliera (5-6%) e a 1 anno (7-18%).

Il merito di questi miglioramenti va all’adozione di protocolli terapeutici per l’erogazione di cure efficaci in tempi ristretti. Esistono tuttavia differenze di risultati nelle varie realtà locali, la cui comprensione può migliorare le performance generali del sistema di cura.

Per contribuire a questi miglioramenti l’American College of Cardiology Foundation (ACCF) e l’American Heart Association (AHA) provvedono periodicamente ad aggiornare le proprie raccomandazioni di diagnosi e cura.

L’ultima edizione delle linee guida, rilasciata due giorni fa, si concentra sul processo decisionale clinico in tutte le fasi, a partire dalla comparsa dei sintomi a casa o al lavoro, e sul sistema regionale di cura per garantire ai pazienti un trattamento immediato tramite il rapido ripristino del flusso ematico nell’arteria coronarica ostruita.

L’intervento coronarico percutaneo (PCI), che comprende l’angioplastica con palloncino per aprire un’arteria ostruita e il posizionamento di un’impalcatura (lo stent) per tenerla aperta, è la strategia di trattamento preferita quando può essere eseguita in fretta. Se ciò non è immediatamente possibile, è raccomandato il trattamento con farmaci trombolitici e il trasferimento in una struttura in cui poter eseguire l’intervento.

I punti chiave nelle nuove linee guida sono:

  • Il miglioramento della consapevolezza dei pazienti sul riconoscimento dei sintomi di attacco di cuore e sull’importanza di chiedere immediatamente il soccorso al numero telefonico per le emergenze. Il ritardo del paziente nel riferire i sintomi è infatti uno dei maggiori ostacoli alla tempestività della cura e al buon esito. Andare in ospedale con l’auto privata è fortemente sconsigliato.
  • L’effettuazione dell’elettrocardiogramma sul luogo del soccorso per migliorare il triage e ridurre i tempi di trattamento.
  • L’utilizzo dell’ipotermia per i pazienti in arresto cardiaco per ridurre le lesioni cerebrali. I protocolli per l’ipotermia devono essere attivati prima o durante la cateterizzazione cardiaca.
  • L’elaborazione di un piano di assistenza alla dimissione chiaramente comunicato e condiviso con i pazienti, le famiglie e altri operatori sanitari. La riabilitazione cardiaca è un fattore chiave. Una tabella nelle linee guida elenca gli elementi che possono contribuire a migliorare l’esito, tra cui la cessazione del fumo, la gestione del colesterolo, i bisogni sociali, la depressione, i fattori culturali e di genere.


O’Gara PT, Kushner FG, Ascheim DD, Casey DE Jr, Chung MK, de Lemos JA, Ettinger SM, Fang JC, Fesmire FM, Franklin BA, Granger CB, Krumholz HM, Linderbaum JA, Morrow DA, Newby LK, Ornato JP, Ou N, Radford MJ, Tamis-Holland JE, Tommaso CL, Tracy CM, Woo YJ, Zhao DX. 2013 ACCF/AHA Guideline for the Management of ST-Elevation Myocardial Infarction: A Report of the American College of Cardiology Foundation/American Heart Association Task Force on Practice Guidelines. Circulation, 2012 Dec 17. [Epub ahead of print]. Doi: 10.1161/CIR.0b013e3182742cf6

Immagine: Wikimedia Commons

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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