I TIA sono episodi transitori di disfunzione neurologica causati da un’ischemia focale cerebrale, midollare o retinica in assenza di un infarto acuto. La nuova definizione, proposta dalle recenti linee guida dell’American Heart Association/American Stroke Association (AHA/ASA) e disponibile sul prossimo numero di giugno di Stroke, non si basa più sul rigido criterio temporale ma sull’assenza di infarto cerebrale.
Il rischio di ictus dopo un TIA, secondo recenti studi, è maggiore di quanto si riteneva in passato. Per prevenire l’ictus, dalle conseguenze spesso devastanti, il TIA deve essere gestito come un’emergenza, con l’esecuzione di neuroimmagini (preferibilmente risonanza magnetica con sequenze in diffusione entro 24 ore dall’insorgenza dei sintomi) e di imaging non invasivo dei vasi extra ed intracranici.
Easton JD, Saver JL, Albers GW, Alberts MJ, Chaturvedi S, Feldmann E, Hatsukami TS, Higashida RT, Johnston SC, Kidwell CS, Lutsep HL, Miller E, Sacco RL.
Definition and Evaluation of Transient Ischemic Attack. A Scientific Statement for Healthcare Professionals From the American Heart Association/American Stroke Association Stroke Council; Council on Cardiovascular Surgery and Anesthesia; Council on Cardiovascular Radiology and Intervention; Council on Cardiovascular Nursing; and the Interdisciplinary Council on Peripheral Vascular Disease.
Stroke 2009;40:2276-2293


si chiede quali siano le recenti strategie per il trattamento preventivo dei TIA Vertebro-Basilari (due episodi nell’arco di sette mesi).
Sono un medico e l’informazione mi serve per il trattamento di un paziente.
Le segnalo Linee guida, Toscana: diagnosi e cura dell’ictus: troverà 3 pagine sulla prevenzione secondaria.
Spero possa esserLe utile.