Traumi gravi: attenzione all’ipotermia in ambulanza

Il controllo della temperatura corporea e del sistema di riscaldamento durante il trasporto in ospedale può fare la differenza.

feritoSecondo un nuovo studio francese pubblicato il 31 luglio scorso su Critical Care la sopravvivenza delle vittime di lesioni traumatiche può essere compromessa dall’ipotermia.

Per gli autori dello studio il rischio di morte per bassa temperatura corporea, al di sotto 35°C, è più alto tra i pazienti con lesioni più gravi. I pazienti che ricevono servizi medici di emergenza devono rimanere vestiti, quando possibile; le temperature dei fluidi da infondere e delle ambulanze devono essere controllate.

I ricercatori hanno analizzato casi di adulti con lesioni traumatiche trattati prima di essere trasportati in ambulanza in uno degli otto ospedali inclusi nello studio. La temperatura corporea dei pazienti è stata monitorata con un termometro timpanico a infrarossi.

Nel corso dei tre anni dello studio si è registrata ipotermia al momento dell’arrivo in ospedale nel 14 per cento dei pazienti.

«Come previsto, la gravità dell’ipotermia era legata alla gravità del danno» ha dichiarato in un comunicato stampa il leader dello studio, il dottor Frederic Lapostolle dell’Ospedale Avicenne di Bobigny. «Perdite di sangue e traumi cranici o della colonna vertebrale mettono in pericolo la regolazione della temperatura corporea».

La temperatura dell’ambiente esterno ha avuto poco effetto sul rischio ipotermico. La temperatura dei liquidi per via endovenosa, invece, e quella all’interno delle ambulanze sono risultate fattori di rischio significativi.

«La temperatura dei fluidi infusi nel 75 per cento dei nostri pazienti era inferiore a [21 gradi] e di solito a temperatura ambiente», ha detto Lapostolle. «Per ridurre l’incidenza di ipotermia suggeriamo di controllare la temperatura dei fluidi di infusione e di utilizzarne il volume più ridotto possibile. La temperatura dei fluidi di infusione può essere facilmente e rapidamente misurata durante le attività pre-ospedaliere».

«Consigliamo inoltre – ha aggiunto Lapostolle – di riscaldare le ambulanze e, per quanto possibile, di mantenere il paziente vestito» perché il tentativo di riscaldare i pazienti non compensa il calore perso quando sono svestiti, anche se può rendere tutto più difficile.


Lapostolle F, Sebbah JL, Couvreur J, Koch FX, Savary D, Tazarourte K, Egman G, Mzabi L, Galinski M, Adnet F. Risk factors for onset of hypothermia in trauma victims: The HypoTraum study. Crit Care 2012;16(4):R142 [Epub ahead of print]. DOI:10.1186/cc11449

Foto: ffsetla (CC BY-NC-ND 2.0)

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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