Scompenso cardiaco acuto e cronico: le nuove linee guida europee

Le raccomandazioni dell'European Society of Cardiology (ESC).

L’insufficienza cardiaca può essere definita come una anomalia della struttura o della funzione cardiaca che consente al cuore di fornire ossigeno ai tessuti per le esigenze metaboliche solo a spese di un aumento delle pressioni di riempimento.

Colpisce circa l’1-2% della popolazione adulta nei paesi sviluppati, con una prevalenza di circa il 10% tra le persone di almeno 70 anni di età.

Si tratta di una sindrome in cui i pazienti lamentano sintomi e segni tipici come mancanza di respiro, gonfiore alle caviglie, affaticamento, elevata pressione venosa giugulare, rantoli polmonari.

La diagnosi di scompenso cardiaco può essere difficile. Molti dei sintomi sono poco specifici e quindi di limitato valore diagnostico. Molti dei segni sono il risultato della ritenzione di sodio e acqua e si risolvono rapidamente con terapia diuretica, ma possono essere assenti nei pazienti che già ricevono un trattamento di questo tipo.

La dimostrazione di una causa cardiaca è quindi essenziale per la diagnosi. Questa è solitamente una malattia miocardica con disfunzione ventricolare sistolica. Tuttavia, le cause possono essere diverse e concomitanti. L’identificazione del problema cardiaco di base è fondamentale per individuare il corretto approccio medico o chirurgico.

Al recente congresso internazionale di Belgrado, la European Society of Cardiology ha presentato l’aggiornamento delle precedenti linee guida evidence-based per la diagnosi ed il trattamento dello scompenso cardiaco acuto e cronico.

Le principali modifiche rispetto alle linee guida del 2008 riguardano:

  1. un ampliamento delle indicazioni per gli antagonisti del recettore mineralcorticoide;
  2. una nuova indicazione per l’inibitore nodo del seno ivabradina;
  3. un ampliamento delle indicazioni per la terapia di resincronizzazione cardiaca;
  4. nuove informazioni sul ruolo della rivascolarizzazione coronarica nello scompenso;
  5. il crescente utilizzo dei VAD (ventricular assist devices);
  6. gli interventi valvolari transcatetere.


McMurray JJ, Adamopoulos S, Anker SD, Auricchio A, Böhm M, Dickstein K, Falk V, Filippatos G, Fonseca C, Sanchez MA, Jaarsma T, Køber L, Lip GY, Maggioni AP, Parkhomenko A, Pieske BM, Popescu BA, Rønnevik PK, Rutten FH, Schwitter J, Seferovic P, Stepinska J, Trindade PT, Voors AA, Zannad F, Zeiher A; ESC Committee for Practice Guidelines (CPG), Bax JJ, Baumgartner H, Ceconi C, Dean V, Deaton C, Fagard R, Funck-Brentano C, Hasdai D, Hoes A, Kirchhof P, Knuuti J, Kolh P, McDonagh T, Moulin C, Popescu BA, Reiner Z, Sechtem U, Sirnes PA, Tendera M, Torbicki A, Vahanian A, Windecker S; Document Reviewers, McDonagh T, Sechtem U, Bonet LA, Avraamides P, Ben Lamin HA, Brignole M, Coca A, Cowburn P, Dargie H, Elliott P, Flachskampf FA, Guida GF, Hardman S, Iung B, Merkely B, Mueller C, Nanas JN, Nielsen OW, Orn S, Parissis JT, Ponikowski P. ESC Guidelines for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure 2012: The Task Force for the Diagnosis and Treatment of Acute and Chronic Heart Failure 2012 of the European Society of Cardiology. Developed in collaboration with the Heart Failure Association (HFA) of the ESC. Eur Heart J. 2012 May 19. [Epub ahead of print]. doi:10.1093/eurheartj/ehs104

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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