Il sesso e il rischio per il cuore

Una recente linea guida dell'American Heart Association mette in luce le relazioni tra attività sessuale e malattie cardiovascolari e indica ai medici le più attuali evidenze sulla corretta valutazione dei rischi cardiovascolari.

CoppiaL’attività sessuale è una componente importante nella vita dei pazienti con malattie cardiovascolari (CVD) e dei loro partner. La diminuzione dell’attività sessuale è comune in questi pazienti e ad essa sono correlabili ansia e depressione.

Numerosi studi hanno esaminato la risposta neuroendocrina e cardiovascolare durante l’eccitazione e il rapporto sessuale. I maggiori incrementi della pressione arteriosa sistolica e diastolica si verificano durante i 10-15 secondi dell’orgasmo, con un successivo rapido ritorno ai valori basali. Uomini e donne hanno risposte fisiologiche simili.

Studi condotti principalmente in giovani uomini sposati hanno dimostrato che l’attività sessuale con il partner abituale è paragonabile a un’attività fisica da lieve a moderata corrispondente a 3-4 equivalenti metabolici (MET) per una breve durata, ma è probabilmente più ragionevole affermare che corrisponda mediamente a 3-5 MET.

Sebbene l’attività sessuale sia associata ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari, il tasso assoluto di eventi è bassissimo in quanto l’esposizione all’attività sessuale è di breve durata e costituisce una percentuale molto piccola del tempo totale a rischio di ischemia miocardica o infarto miocardico.

L’angina coitale (“angina d’amour”), che si verifica durante i minuti o le ore seguenti l’attività sessuale, rappresenta meno del 5% di tutti gli attacchi anginosi. E’ raro in pazienti che non soffrono di angina durante lo sforzo fisico intenso ed è più frequente in individui sedentari, affetti da grave malattia coronarica, nei quali l’angina è correlata ad attività fisica minima. Se un paziente può ottenere un dispendio energetico di 3-5 MET senza dimostrare ischemia durante un test da sforzo, allora il rischio di ischemia durante l’attività sessuale è molto basso.

L’attività sessuale è la causa di meno dell’1% di tutti gli infarti del miocardio. L’aumento del rischio assoluto di infarto miocardico associato ad 1 ora di attività sessuale a settimana è stimato in 2-3 casi su 10.000 persone all’anno.

Anche gli studi sui casi di morte improvvisa correlata all’attività sessuale indicano percentuali molto basse (0,6% -1,7%). I soggetti morti durante il coito sono per lo più uomini (83-93%), e la maggior parte (75%) durante rapporti extraconiugali, con una partner più giovane in un ambiente non familiare e/o dopo pasti pesanti e consumo eccessivo di alcol. L’aumento del rischio assoluto di morte improvvisa associato a 1 ora di attività sessuale a settimana è stimata essere inferiore a 1 caso ogni 10.000 persone all’anno.

L’attività sessuale è una componente importante della qualità della vita per il paziente e il suo partner, ed è possibile avere attività sessuale per la maggior parte dei pazienti con malattie cardiovascolari: naturalmente è consigliabile una valutazione medica in anticipo. I pazienti con sintomi stabili e una buona capacità funzionale hanno generalmente un basso rischio di eventi avversi cardiovascolari con l’attività sessuale. I pazienti con sintomi instabili o gravi dovrebbero essere trattati e stabilizzati prima di impegnarsi in attività sessuali. I test da sforzo possono fornire ulteriori informazioni in merito alla sicurezza dell’attività sessuale in pazienti con rischio indeterminato o poco chiaro.

Una recente linea guida dell’American Heart Association mette in luce le relazioni tra attività sessuale e malattie cardiovascolari e indica ai medici le più attuali evidenze sulla corretta valutazione dei rischi cardiovascolari.

Raccomandazioni generali

  1. Le donne con malattia cardiovascolare devono essere informate, quando necessario, sulla sicurezza e l’opportunità di metodi contraccettivi e di una gravidanza.
  2. I pazienti con malattia cardiovascolare che desiderano iniziare o riprendere l’attività sessuale devono essere valutati con una accurata storia clinica e un esame fisico.
  3. L’attività sessuale è possibile per i pazienti con malattia cardiovascolare che, alla valutazione clinica, sono a basso rischio di complicanze cardiovascolari.
  4. Test da sforzo sono appropriati per pazienti non a basso rischio cardiovascolare o con rischio cardiovascolare sconosciuto per valutare la capacità di esercizio e lo sviluppo dei sintomi, ischemia o aritmie.
  5. L’attività sessuale è possibile per i pazienti con dispendio energetico ≥ 3-5 METS senza angina, dispnea eccessiva, modificazioni ischemiche del tratto ST, cianosi, ipotensione o aritmia.
  6. La riabilitazione cardiaca e il regolare esercizio fisico può essere utile per ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari con l’attività sessuale per i pazienti con malattia cardiovascolare
  7. I pazienti con malattia cardiovascolare instabile, scompensata e/o con gravi sintomi devono differire l’attività sessuale fino a quando la loro condizione non è stabilizzata e gestita in modo ottimale.
  8. I pazienti che presentano sintomi cardiovascolari con l’attività sessuale dovrebbe differire l’attività sessuale fino a quando la loro condizione non è stabilizzata e gestita in modo ottimale.

Attività sessuale e condizioni cardiovascolari specifiche

Malattia coronarica

  1. L’attività sessuale è possibile per i pazienti con angina lieve o assente.
  2. L’attività sessuale è possibile 1 o più settimane dopo un infarto miocardico non complicato se il paziente è senza sintomi cardiaci durante attività fisica da lieve a moderata.
  3. L’attività sessuale è possibile per i pazienti che hanno subito la rivascolarizzazione coronarica completa e può essere ripresa alcuni giorni dopo l’intervento coronarico percutaneo (PCI) se il sito di accesso vascolare è senza complicazioni o da 6 a 8 settimane dopo l’intervento coronarico standard di bypass coronarico (CABG), a condizione che la sternotomia sia in ordine.
  4. L’attività sessuale è possibile per i pazienti che hanno subito un intervento chirurgico non coronarico a cuore aperto e può essere ripresa da 6 a 8 settimane dopo la procedura, a condizione che la sternotomia sia in ordine.
  5. Per i pazienti con rivascolarizzazione coronarica incompleta può essere indicato un test da sforzo per valutare la portata e la gravità dell’ischemia residua.
  6. L’attività sessuale dovrebbe essere differita per i pazienti con angina instabile o refrattaria fino a quando la loro condizione non è stabilizzata e gestita in modo ottimale.

Scompenso cardiaco

  1. L’attività sessuale è possibile per i pazienti con insufficienza cardiaca compensata e/o lieve (classe NYHA I o II).
  2. L’attività sessuale è sconsigliabile ai pazienti con insufficienza cardiaca scompensata o avanzata (NYHA classe III o IV) fino a quando la loro condizione non è stabilizzata e gestita in modo ottimale.

Malattie valvolari

  1. L’attività sessuale è possibile per i pazienti con lieve o moderata malattia valvolare cardiaca e sintomi lievi o assenti.
  2. L’attività sessuale è possibile per i pazienti con protesi valvolari normalmente funzionanti o che hanno subito interventi alle valvole con buon esito.
  3. L’attività sessuale è sconsigliata ai pazienti con malattia valvolare sintomatica grave o significativa fino a quando la loro condizione non è stabilizzata e gestita in modo ottimale.

Aritmie cardiache, pacemakers e ICD

  1. L’attività sessuale è possibile per i pazienti con fibrillazione atriale o flutter atriale e frequenza ventricolare ben controllata.
  2. L’attività sessuale è ragionevole per i pazienti con una storia di tachicardia da rientro atrioventricolare di tipo nodale, tachicardia da rientro atrio-ventricolare o tachicardia atriale con aritmie controllate.
  3. L’attività sessuale è possibile per i pazienti con pacemaker.
  4. L’attività sessuale è possibile per i pazienti con ICD impiantato per prevenzione primaria.
  5. L’attività sessuale è possibile per i pazienti con ICD usati per la prevenzione secondaria, nei quali l’attività fisica moderata (≥ 3-5 MET) non precipita una tachicardia o una fibrillazione ventricolare e che non ricevono frequenti scariche multiple appropriate.
  6. L’attività sessuale dovrebbe essere differita per i pazienti con fibrillazione atriale e frequenza ventricolare scarsamente controllata, aritmie sopraventricolari non controllate o sintomatiche, tachicardia ventricolare spontanea o indotta da esercizio fisico fino a quando la condizione non è gestita in modo ottimale.
  7. L’attività sessuale deve essere differita nei pazienti con ICD che hanno ricevuto scariche ripetute fino a quando l’aritmia in causa non è stabilizzata e controllata in modo ottimale.

Malattie cardiache congenite

  1. L’attività sessuale è possibile per la maggior parte dei pazienti che non hanno una insufficienza cardiaca avanzata o scompensata, una malattia valvolare grave e/o significativamente sintomatica, aritmie non controllate.

Cardiomiopatie ipertrofiche

  1. L’attività sessuale è possibile per la maggior parte dei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica (HCM).
  2. L’attività sessuale dovrebbe essere differita per i pazienti con HCM gravemente sintomatica fino a quando la loro condizione non si è stabilizzata.

Farmaci cardiovascolari e la funzione sessuale

  1. I farmaci cardiovascolari che possono migliorare i sintomi e la sopravvivenza non devono essere sospesi a causa delle preoccupazioni circa il potenziale impatto sulla funzione sessuale.

Farmacoterapia per le disfunzioni sessuali

Inibitori della PDE5

  1. Gli inibitori della PDE5 (sildenafil, tadalafil, vardenafil) sono utili per il trattamento della disfunzione erettile nei pazienti con malattia cardiovascolare stabile.
  2. La sicurezza di inibitori della PDE5 non è nota nei pazienti con stenosi aortica grave o cardiomiopatia ipertrofica.
  3. Gli inibitori della PDE5 non devono essere somministrati a pazienti in terapia con nitrati.
  4. I nitrati non devono essere somministrati prima di 24 ore dall’assunzione di sildenafil o vardenafil e prima di 48 ore dall’assunzione di tadalafil.

Terapia estrogenica locale o topica

  1. L’uso di estrogeni per via non sistemica come trattamento della dispareunia nelle donne con malattia cardiovascolare è possibile.

Prodotti a base di erbe

  1. L’impiego di erbe medicinali per il trattamento della disfunzione sessuale nei pazienti con malattia cardiovascolare deve essere rivolto alla cautela a causa di possibili eventi avversi per ingredienti non dichiarati.

Problemi psicologici

  1. Nei pazienti con malattie cardiovascolari deve essere valutata l’ansia e la depressione per quanto riguarda l’attività sessuale.

Consulenza di coppia

  1. Un’attività di consulenza al paziente e al coniuge/partner è utile per aiutare la ripresa dell’attività sessuale dopo un evento cardiaco acuto, una nuova diagnosi di malattia cardiovascolare o un impianto di ICD.

Il documento dell’American Heart Association, a cui si rinvia per i dettagli sui vari argomenti, conclude sulla necessità di ulteriori ricerche sull’attività sessuale in specifiche condizioni cardiovascolari, con particolare riguardo agli effetti dell’attività sessuale nelle donne e negli anziani. Studi futuri sugli interventi terapeutici, compresa la consulenza di coppia, per migliorare l’attività sessuale nel contesto delle malattie cardiovascolari dovranno rispondere meglio alle preoccupazioni dei pazienti (uomini e donne, giovani e anziani) e dei loro partner.

Levine GN, Steinke EE, Bakaeen FG, Bozkurt B, Cheitlin MD, Conti JB, Foster E, Jaarsma T, Kloner RA, Lange RA, Lindau ST, Maron BJ, Moser DK, Ohman EM, Seftel AD, Stewart WJ; on behalf of the American Heart Association Council on Clinical Cardiology, Council on Cardiovascular Nursing, Council on Cardiovascular Surgery and Anesthesia, and Council on Quality of Care and Outcomes Research. Sexual activity and cardiovascular disease: a scientific statement from the American Heart Association. Circulation. 2012;125:1058–1072. doi: 10.1161/​CIR.0b013e3182447787

Foto Cindi Matthews (CC BY-ND 2.0)

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


22 commenti per Il sesso e il rischio per il cuore

  • francesco piras (pseudonimo)

    vorrei porre un’interessante quesito che potrebbe essere di interre generale, riguarda una situazione che ho vissuto alcune volte in maniera molto traumatica, in breve: sono una persona ancora giovane, ho 46 anni e convivo con una situazione ansiosa cronica da quando avevo 18 anni, iniziata con un evento traumatico,
    da allora soffro di una fobia molto forte che ha condizionato la mia esistenza,mi causa forte ansiea e talvolta panico la tachicardia. L’aumento della frequenza cardiaca è una cosa normale, ma per me è motivo di ansia, tanto che sebbene faccia attività fisica lieve vivo con il pensiero costante rivolto battico cardiaco che devo sentire ridurre per sentirmi tranquillo. In alcuni casi al termine di un rapporto sessuale scatta una tachicardia con frequenze intorno ai 160- 200 di frequenza, (ovviamente potete immaginare il mio spavento avendo paura della tachicardia)che dura da pochi minuti e in alcuni casi anche 15- 20 minuti, riesco e sedarla solo con una quantità di xanax sotto la lingua, che prontamente sputto appena sento il cuore rallentare. Vorrei chiedere, ma devo vivere tutta la mia esistenza in questo modo? Quanto mi piacerebbe fare una corsa a perdifiato fino a sfinirmi dalla stanchezza, quanto mi piacerebbe farmi una bella partita a pallone e non pensare al cuore!!! dimenticavo, nel corso degli anni ho fattto tantissimi controlli e i medici dicono che ho un cuore sano. Grazie per avermi ascoltato.

    • Salve Francesco. Come avrà potuto notare questo documento dell’American Heart Association è decisamente confortante, specialmente per chi ha un cuore sano.
      Immagino che le avrà già provate tutte ma, dopo aver fatto gli accertamenti cardiologici, mi concentrerei sull’ansia. Alcune tecniche possono dare giovamento. Si affidi ad un buon psichiatra e si faccia seguire nel tempo.

  • Manuela

    Sono una donna di 26 anni e da 11 mesi ho partorito da allora soffro di tachicardia.Ne soffrivo anche prima ma non così tanto come ora.
    Mi sono rivolta al mio medico spaventata in quanto ho entrambi i genitori cardiopatici, mio padre soffre di ipertensione ed ha avuto un’ angina ed ha un’ischemia e mia madre e stata operata per un DIA ostium secundum.
    Il Cardiologo mi ha fatto fare ‘elettro e l’eco cardiogramma ed ho portato per 1 settimana l’holter.
    Le conclusioni del cardiologo sono le seguenti:
    Compenso emodinamico in ritmo sinusale in assenza di evidenza di cardiopatia strutturale. Rilievo di tachicardia sinusale sintomatica all’event recorder esterno, Possivile cardiopalco da distonia neurovedetativa.
    Oltre alla tachicardia delle volte ho la sensazione che il cuore si fermi e riparta di colpo e la cardiologa che mi aveva visitato 3 anni fa mia aveva detto che ho un soffio al cuore ma nel referto da lei scritto non compare. Il cardiologo mi ha consigliato di fare attività aerobica. Il problema è che quando faccio degli sforzi oppure ho dei rapporti con mio marito si presenta la tachicardia che può durare anche per 30 minuti o anche più e al minimo spavento o imprevisto ricompare subito. Il mio medico ora mi ha prescritto anche emocoromo completo e controllo della tiroide. Ho solo 26 anni ma mi sento come mio padre di 60, vorrei riprendere la mia vita in mano e poter stare serena e crescere e giocare con mia figlia in serenità.
    Grazie per l’attenzione postami.

    • Salve Manuela. Segua con scrupolo i consigli che Le verranno dati. Accertata l’assenza di una patologia organica ci si potrà eventualmente concentrare sull’aspetto psicologico, così determinante nella stragrande maggioranza delle persone.
      In certi tipi di disturbi, infatti, la valutazione di uno specialista in psichiatria può essere risolutiva, ma è necessario non attendere.
      Abbia fiducia! È solo questione di tempo.

  • Giovanni

    Salve dottor Pacifici. Sono un ragazzo di 22 anni. Molto spesso mi accade di aver battiti accellerati (85-90 al minuto) a riposo, e sopratutto quando faccio attività fisica, o sessuale, di sentirmi il cuore che batte con molta potenza, e di conseguenza avere il fiatone. Ho effettuato (4 mesi fa’) una visita cardiologica con ecocardiografia ed elettrocardiogramma, entrambi nella norma. Poi in seguito a dei giramenti di testa improvvisi ho fatto una nuova visita cardiologica dove mi è stato fatto solo l’elettrocardiogramma che era in regola. Vorrei chiederLe se corro qualche rischio di avere rapporti sessuali, oppure mi dovrei astenere nell’attesa di fare una visita sotto sforzo, che ho in programma tra circa 1 mese.
    PS: vorrei precisare che sono un soggetto ansioso, ma i problemi sopra citati si presentano anche nei momenti di “masturbazione”, insomma ad ogni attività

    Cordiali saluti

    • Salve Giovanni. Le linee guida riportate in questa pagina indicano che durante l’attività sessuale gli eventi cardiaci gravi sono poco frequenti nei cardiopatici. Al momento, inoltre, nulla dimostra che Lei lo sia.
      Il cardiologo ha valutato i dati obiettivi e l’ha sicuramente consigliata al meglio. Attenda la prova da sforzo con fiducia.

      • Giovanni

        Mi scusi dottore ma con ecocardiogramma ed elettrocardiogramma a riposo nella norma si può praticare l’attività sessuale (autoerotismo) o devo attendere fino alla prova sottosforzo?
        Grazie mille

  • massimo

    salve sono un ragazzo di 32 anni 10 anni fa mi sono sottoposto ad un intervento a cuore aperto ossia asportazione del vecchio cuore e messo nuovo cuore da un donatore morto per incidente stradale sono 10 anni che nn faccio + sesso con nessuno per paura di complicazioni varie

    e possibile che dopo 10 anni dall’intervento nn ho + stimoli sessuale manco vedendo una donna in minigonna

  • Buongiorno Massimo. In casi come il Suo si deve sempre fare una doppia valutazione: quella cardiologica e quella psicologica. Di solito si deve lavorare sulla parte psicologica.

  • elsa

    Salve dottore devo subire un intervento aneurisma aortico ascendente.ho 74 anni potrò continuare ad avere rapporti sessuali extraconiugali?

  • Buonasera Elsa. Dovrà attendere la guarigione chirurgica e i successivi accertamenti di controllo che certifichino una condizione cardio-vascolare ben compensata.

  • Franklin

    Sono molti anni [>6] che non ho più attività sessuale con il partner.

    In tutti le 5 precedenti prove annuali sotto sforzo ho fallito entrando in fibrillazione atriale [AFIB] appena iniziava sforzo dopo “rodaggio” iniziale.

    Alla prima prova ero in sovrappeso di 4..8 KG ora sono in sovrappeso di 22Kg.
    Ho rifiutato per 4 anni consecutivi la proposta del mio medico di eseguire un ablazione al cuore.
    Ho rifiutato di fare la cardioversione ognivolta che sono stato in AFIB per più di 120 minuti consecutivi fino alle 8 h.
    Da 5 anni sono senza lavoro, più o meno costantemente depresso perchè qualsiasi lavoro inizi dopo 2 o 3 mesi mi scaricano: sono lento, posapiano, la faccia depressa, vesto trasandato.

    Il problema è che non mi risollevo più.
    I conoscenti, amici e parenti tutti evitano di segnalarmi lavori per non fare brutte figure, le agenzie interinale idem. Ormai non ho più contatti. Sentendomi depresso non esco di casa, non cammino e continuo ad aumentare di peso.
    Prima poco aumentavo mangiando più frutta ma ho litigato con il suocero che è si handicappato ma di una malignità estrema. Cosi le forniture di frutta sono cessate.

    Non vedo via di uscita. la mia compagna non ce la fa più. Mi ha chiesto il permesso di andare a ballare con un suo ex che è campione di ballo. Gli amici mi hanno consigliato di fare qualcosa perché decenni di vita di coppia buttarli così è un peccato.

    Non abbiamo figli perchè quando si è progettato di farne io ho cominciato a non avere più lavoro stabile, ma al massimo 6 mesi, un anno alla volta.

    L’altr’anno ho avuto tre incidenti in auto uno dietro all’altro. Il primo non ho visto l’auto sopraggiungere, Poi non sono riuscito a frenare in tempo per evitare un anziano che mi ha tagliato la strada. Ho accelerato invece di frenare uscendo da un parcheggio la terza volta. Il medico anche se ho poco più di 50 anni mi ha consigliato di smettere di guidare per un po’. Ma ho detto che poi a riprendere è difficile.

    Il medico dice che se non voglio consigli per la salute posso anche fare a meno di andarlo a trovare.
    Mi è scappato di mandarlo a quel paese.

    • Salve Franklin. Cambiare passo è possibile.
      Il Centro di igiene mentale della Sua ASL può aiutarla per la sfera psicologica. Ci si può rivolgere direttamente senza passare dal proprio medico. Ottenuto un sostegno, sarà poi più semplice occuparsi della propria salute e dei propri interessi.
      Lo faccia presto perché i risultati arrivano ma non sono immediati.

  • Anastasia

    Buongiorno, sono una ragazza di 26 aanni che da 4 anni ha cominciato a soffrire di ttachicardia a remissione spontanea. All inizio erano episodi rari (4-5 volte l anno, di solito il cardiopalmo si presentava di notte). Ai tempi feci tutte le indagini richieste. Dall ECG ne uscì che avevo il pq corto e il blocco di branca destra incompleto. Feci poi l ecocolordopler e non risulto nulla di patologico, tranne per un lieve soffio al cuore. Feci successivamente l holter, perché il cardiologo supponeva potessi avere la sindrome del pq corto, ma dall holter 24 h non risulto nulla, ragion per cui mi disse di vivermi normalmente la mia vita e tornare se la frequenza di questa tachicardia fosse peggiorata. Fino a pochi mesi fa la frequenza era più o meno la stessa. Negli ultimi mesi però, queste palpitazioni sono parecchio aumentate. Negli ultimi 4 mesi mi saranno venute già sei o sette volte, aumentando in me l ansia (di cui soffro) e l ipocondria. in tutto questo ho iniziato a avvertire anche dolori leggeri al petto sx e DX, di tanto in tanto. Dolori o tipo peso, o tipo fitte, che durano meno di un minuto. Vorrei sapere gentilmente come devo muovermi . sicuramente ripeterò l ECG, ma leggere cose su internet non mi aiuta, poiché ormai vivo con costante ansia e sempre con “un orecchio puntato sul cuore” nel tentativo di avvertire variazioni del battito, dolori e quanto altro. Insomma non sto più tranquilla, e ho paura anche per la mia vita sessuale col mio ragazzo. In quei momenti non avverto palpitazioni, ma son ultimamente sempre molto in ansia al pensiero che possa succedermi qualcosa durante un rapporto. Lei che ne pensa? Possono esistere delle tachicardie tipicamente “fisiologiche” e non pericolose, o devo indagare meglio questa cosa e proseguire sulla,via dell eletteostimolazionr endocavitaria? Cordialità.

    • Buonasera Anastasia. Sono d’accordo con Lei: spesso leggere su internet non aiuta. Rifarei il punto della situazione con il cardiologo perché mi sembra sia l’unica cosa che possa realmente tranquillizzarLa.

  • afflato

    buonasera. 42 anni sottoposto di recente ad un intervento con sostituzione della valvola mitrale con una biologica. intervento riuscito ed ho già ripreso la mia normale vita. solo altri 20 giorni di coumadin e poi libero da ogni vincolo. essendo un tipo ansioso ho sempre utilizzato piccoli quantitativi di cialis ( 1/3 di compressa). Le chiedo: posso continuare a prenderlo? anche adesso che sono sotto cura coumadin? l’ultima visita cardiologica con eco ed elettrocardiogramma sono andati benissimo. grazie

    • Buongiorno afflato. L’assunzione di Coumadin non costituisce di per sé una controindicazione ma serve la valutazione del cardiologo, che si basa quanto meno sulle condizioni degli ultimi sei mesi.

      Sono pochi i casi in cui è consigliato un dosaggio ridotto del tadalafil. Se l’attività sessuale è soddisfacente con un uso non frequente a bassi dosaggi, allora è verosimile che il farmaco non serva.

  • frank

    Buona sera Dottore,
    ho 60 anni…e lo scorso giugno (2016) ho avuto un leggerissimo infarto NSTEMI , trattato in angioplastica ,con l’applicazione impianto di STENT quadrlupo medicati alle coronarie, per otturazione delle stesse del 99,90 e 80 per cento.
    Diagnosi finale:Sindrome Coronarica Trivasale trattata in angioplastica con 4 stent coronarici.
    Da allora, ho perso circa 25 kg, sono a dieta, non fumo, e bevo una birra piccola Peroni solo la Domenica..
    2 volte a settimana vado in palestra ove pratico cyclette e ginnastica dolce isometrica con profondi esercizi di respirazione.
    Assumo regolarmente e scrupolosamente tutti i farmaci ke mi hanno prescritto in Ospedale,sono in pensione da 6 anni e faccio una vita attiva, mi muovo ,nn sono sedentario..vado in motocicletta, faccio vita sociale …ho un ottimo appetito sessuale, tanto da avere anke 4 rapporti a settimana..ma faccio sesso in maniera molto tranquilla, in una posizione suggeritami dal cardiologo…molte volte il culmine del rapporto con la patner,viene raggiunto tramite petting e masturbazione reciproca…la pressione arteriosa che controllo a giorni alterni e’ sempre ottima,le analisi tutte regolarissime, i battiti 60 max 70 al minuto, colesterolo totale 110, ho sempre portato a termine la prova da sforzo sino all’ultimo…
    Il mio quesito e’ il seguente:durante l’attivita’ sessuale…il cuore batte piu’ forte ,con il culmine dei battiti cardiaci nei 15/20 secondi dell’orgasmo… 4/5 rapporti sessuali alla settimana..nella mia situazione clinica, possono essere pericolosi per il cuore e le coronarie?…
    La ringrazio infinitamente…
    Frank

    • Salve Frank. Secondo il documento scientifico riportato su questa pagina, nell’ambito di una condizione asintomatica e stabile non ci sono evidenze che suggeriscano un aumento di rischio di aritmie gravi e di morte improvvisa nei maschi per l’attività sessuale. Se questa non è intesa come la prestazione del corridore che intende stabilire nuovi record, dalla sua accurata descrizione nulla farebbe pensare alla necessità di ulteriori precauzioni. Tenga infine conto che ogni valutazione di rischio è adeguata se viene elaborata dal cardiologo curante dopo un colloquio diretto e con i dati degli accertamenti alla mano.

  • frank

    Buona sera Dottore,
    La ringrazio della sua celerissima risposta…
    tra un mese effettuero’ la PET cardiaca, per verificare anke sottosforzo la funzionalita’ miocardica ..che a subito dopo l’ischemia era ridotta del 10 per cento (+ il 15 che si aggiungeva sotto sforzo)…ma mi hanno detto che nn sono dati preoccupanti..in quanto l’insulto miocardico e’ stato minimo..inoltre potrebbe darsi che a un anno dell’evento la perfusione miocardica sia ottimale..in quanto la stessa possa avvenire tramite vie alternative…comunque la terro’ informato..
    grazie e saluti Frank

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