Riduzione degli accessi impropri nelle strutture di emergenza

Negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo incremento degli accessi al Pronto Soccorso in conseguenza dei seguenti fattori:

  • un sempre maggior bisogno del cittadino di ottenere dal servizio pubblico una risposta ad esigenze urgenti o comunque percepite come tali;
  • il miglioramento delle cure con aumento della sopravvivenza in pazienti affetti da pluri-patologie che con sempre maggior frequenza necessitano dell’intervento del sistema d’emergenza-urgenza;
  • il ruolo di rete di sicurezza rivestito dal Pronto Soccorso per categorie socialmente deboli;
  • la convinzione del cittadino di ottenere un inquadramento clinico terapeutico migliore e in tempi brevi;
  • la preminenza del modello di salute tecnologico centrato sull’Ospedale rispetto al modello preventivo-territoriale centrato sulla Medicina di Base.

Inoltre, non ultimo, il notevole sviluppo del sistema organizzato di emergenza sanitaria non compensato da una opportuna consapevolezza da parte del cittadino dei compiti ad esso affidati.
D’altra parte il modello organizzativo della medicina territoriale non sempre ha assicurato una adeguata risposta alle esigenze del cittadino.
Il Pronto Soccorso è diventato, spesso, per i cittadini punto prevalente di riferimento anche per le richieste che dovrebbero essere erogate da altri servizi socio assistenziali.
L’eccessivo ricorso improprio al Pronto Soccorso comporta:

  • lunghe attese per i cittadini;
  • elevata pressione sul personale sanitario;
  • disagi e difficoltà nello svolgimento di attività sui pazienti a maggiore criticità;
  • incremento rilevante dei costi.

La crescita esponenziale della domanda verso le strutture di Pronto Soccorso è stata affrontata in questi anni essenzialmente in termini di dissuasione, introducendo strumenti quali la partecipazione alla spesa per i casi di minore gravità (codici bianchi).
Anche l’applicazione del Triage che ha portato sicuramente notevoli vantaggi per un corretto e appropriato svolgimento delle attività di Pronto Soccorso, tuttavia non ha risolto il problema del sovraffollamento e degli accessi impropri ed evitabili.
Infine, gli ultimi accordi per la Medicina Generale hanno introdotto elementi di novità, come ad esempio le forme di associazionismo, con l’intento di indurre ad una maggiore presa in carico di problematiche ora affrontate in sede di Pronto Soccorso; ciò nonostante il fenomeno dell’iperafflusso non è stato completamente risolto.
Si ritiene, pertanto, che tale fenomeno possa essere notevolmente contenuto con ulteriori modalità organizzative che prendano atto dell’evoluzione della domanda di salute.
E’ necessario adottare azioni di riorganizzazione del servizio di Pronto Soccorso e, contemporaneamente, dell’assistenza sanitaria territoriale attraverso modelli organizzativi diversificati e ad elevata flessibilità con ulteriore sviluppo delle integrazioni multi-professionali, adattabili ai diversi contesti territoriali: metropolitano, urbano ed extraurbano.
Rispetto ai temi della gestione dei codici bianchi e alla continuità dell’assistenza, il Medico di Medicina Generale (MMG) è oggi chiamato a svolgere un ruolo importante e più ampio. Affinché il MMG possa effettivamente assumere il ruolo di principale riferimento sul territorio per il cittadino, l’associazionismo sembra essere la scelta più appropriata.

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali – Direzione Generale della Programmazione Sanitaria – ha rilasciato il seguente documento in formato PDF.

Linee guida per progetti di sperimentazione inerenti “Modalità organizzative per garantire l’assistenza sanitaria in h 24: riduzione degli accessi impropri nelle strutture di emergenza e miglioramento della rete assistenziale territoriale”.

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


2 commenti per Riduzione degli accessi impropri nelle strutture di emergenza

  • adolfo

    un modello auspicabile,ma certamente efficace.
    Chi allocherà le risorse, visto che i PS nell anostra regione hanno avuto una decurtazione del 50%,in particolar modo nellestrutture accreditate dotate di DEA ?

    • Salve Adolfo,
      felice di leggere il tuo intervento.
      La situazione dei pronto soccorso, come penso tu sappia bene, è al collasso tutti i giorni. Ci vogliono prospettive un po’ più ampie e più coraggio: cambiare il modello organizzativo non è più differibile.

      Tra le altre cose, siamo al paradosso che molte Aziende Ospedaliere preferiscono continuare ad erogare prestazioni di medicina di base in pronto soccorso perché (dati alla mano) un codice bianco o, ancor meglio, un codice verde rende di più di una prestazione ambulatoriale…
      Le Regioni, dissestate finanziariamente per tanti motivi, stringono i cordoni. Se non si cambia modello, non ci si può aspettare altro.

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