Il lavoro notturno in sanità sarà considerato usurante

Dalla Commissione Lavoro della Camera il via libera al decreto.

E’ in arrivo la regolamentazione organica dei benefici pensionistici per i lavori usuranti. Con l’approvazione ormai prossima del decreto legislativo in attuazione della legge 183 del 2010, anche il lavoro notturno dei dipendenti della sanità consentirà di raggiungere in anticipo il traguardo della pensione.

Chi svolge da 64 a 71 turni notturni annui potrà andare in pensione un anno prima, mentre da 72 a 77 notti è previsto un beneficio di due anni. Da 78 notti in poi gli anni di anticipo saranno tre. Per le pensioni con decorrenza entro il 2017 il beneficio potrà essere concesso solo a chi ha svolto il lavoro notturno in modo regolare e continuativo per almeno sette anni negli ultimi dieci di lavoro. Dal 2018 il lavoro notturno dovrà essere svolto per metà della vita lavorativa complessiva.

Le risorse finanziarie già programmate, però, potrebbero essere insufficienti. In tal caso l’accesso ai benefici pensionistici verrebbe regolato da criteri di priorità legati alla maturazione dei requisiti. Un’altra criticità in sanità riguarda i tanti medici di guardia medica e tutti coloro che svolgono lavoro precario. I convenzionati e i precari, in assenza di un rapporto di lavoro dipendente, rischiano di essere esclusi.

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


7 commenti per Il lavoro notturno in sanità sarà considerato usurante

  • frantic

    SAREBBE UNA INCOMPRENSIBILE VERGOGNA ESCLUDERE DA QUESTA NORMATIVA I MEDICI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE CHE PUTA CASO SI IDENTIFICANO PROPRIO CON IL LAVORO NOTTURNO IN SANITA’!!!! UN MEDICO DI GUARDIA MEDICA SUL TERRITORIO VA BEN OLTRE I 77 TURNI DI NOTTE ALL’ANNO!!!!!! f.to uno di questi medici

  • Gianfranco

    Bisognerebbe fare anche un discorso tra le tipologie di turno notturno. Per esempio una notte in un reparto di dermatologia non è sicuramente paragonabile ad una notte svolta in un Pronto Soccorso DEA di I° Livello o in una Rianimazione.
    In un PS dove si lavora non si possono fare 5 notti al mese.
    In un dipartimento di Medicina a volte si hanno circa 60 pazienti da vedere per notte.
    Ripeto è necessario verificare non solo il numero ma anche la qualità dell’impegno.

  • lulù

    Sono concorde con Gianfranco, bisognerebbe differenziare il lavoro notturno e poi negli ospedali non si fanno 5 ore, da noi a Padova si fanno 11 ore di notte, dalle 20.00 all 07.00

  • irma

    è vero bisogna distinguere i lavori un,rsa di 120 pazienti
    non è come chi lavora in cardiologia-o oculistica

  • clara

    io questa settimana su 38 ore che devo lavorare ne faccio contate 40 anche se poi timbrate sono di più, dui cui 33 di notte, vi pare logico!!!

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