Esposizioni pericolose e intossicazioni: i dati italiani

Gli eventi avversi sono per lo più accidentali, avvengono a casa e riguardano soprattutto bambini sotto i 6 anni.

La presenza in ambienti di vita e di lavoro di numerosi agenti chimici potenzialmente pericolosi per la salute umana richiede l’attivazione e il mantenimento di adeguati sistemi di sorveglianza, in grado di orientare l’attenzione su problematiche emergenti, garantire la tempestiva identificazione di eventi anomali di rilevanza sanitaria, indirizzare interventi di prevenzione e verificarne le ricadute.

Come mostrato dall’attività svolta negli USA a partire dai primi anni ’80, un contributo di rilevante importanza per lo svolgimento di queste attività può derivare dalla sistematica revisione e analisi della casistica esaminata dai Centri Antiveleni (CAV), strutture del Servizio Sanitario caratterizzate da competenze tossicologiche, che operano nelle 24 ore per una corretta diagnosi e gestione delle intossicazioni.

In considerazione di questi aspetti, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha avviato nel 2004 un piano di lavoro dedicato alla messa a punto di un sistema informativo per la sorveglianza delle esposizioni pericolose e delle intossicazioni, in grado di rilevare, integrare tra loro e analizzare i dati raccolti dai diversi CAV attivi sul territorio nazionale. In collaborazione con i Centri Antiveleni di Milano e Napoli, ha implementato nel 2006 il Sistema Informativo Nazionale delle Esposizioni Pericolose e delle Intossicazioni (SIEPI).

Nel primo anno di attività, il Sistema ha rilevato 46.212 casi di esposizione umana. I pazienti sono risultati equamente distribuiti per genere. Per il 43% dei casi l’età è stata inferiore ai 6 anni. La maggior parte delle esposizioni (89%) si è verificata in ambiente domestico. Il 77% dei casi è stato esposto in modo accidentale, principalmente per accesso incontrollato (40%), errore terapeutico (7%) e travaso da contenitore originale (5%). Per il 19% dei casi l’esposizione è risultata intenzionale, principalmente per tentato suicidio (16%).

Il 39% dei casi ha presentato almeno un effetto clinico associabile all’esposizione, mentre al 66% è stato prescritto almeno un intervento terapeutico.

Il 40% dei casi è risultato esposto a Farmaci e il 58% a Non farmaci. Le categorie di agenti più frequentemente riportate sono state: detergenti di uso domestico (19%), sedativi/ipnotici/antipsicotici (11%), antiparassitari (7%), analgesici (6%), corpi estranei, antidepressivi, cosmetici/cura della persona (5%, rispettivamente).

Rapporti ISTISAN: 10/39 – Sistema informativo sulle esposizioni pericolose e le intossicazioni: casi rilevati nel 2006. Primo rapporto annuale.

di Criel

Medico, redattore di Eumed.org.


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