L’acido tranexamico per le emorragie da trauma

Un ampio studio randomizzato pubblicato su The Lancet ne ha analizzato l’efficacia e la sicurezza.

I traumi sono la principale causa di morte nel mondo. I traumi da incidenti stradali sono responsabili del decesso di più di un milione di persone ogni anno. Tra le principali cause di morte, i traumi della strada sono al nono posto e, secondo alcune stime, nel 2020 saranno al terzo posto per decessi e disabilità. Ogni anno da 1 a 6 milioni di persone muore per atti violenti intenzionali interpersonali, collettivi o autolesionistici. Il 90% dei casi avviene in aree del mondo a basso o medio reddito.

L’emorragia è la causa di morte in ospedale per circa un terzo dei pazienti traumatizzati e concorre al decesso nell’insufficienza multiorgano. Il sistema emostatico contribuisce al mantenimento del sistema circolatorio in seguito a una lesione vascolare di natura traumatica o chirurgica. La chirurgia maggiore e i traumi inducono risposte emostatiche simili e in entrambe le situazioni la grave perdita di sangue rappresenta un impegno serio per la coagulazione.

Parte della risposta del sistema coagulativo alla chirurgia e al trauma è la dissoluzione del coagulo (fibrinolisi), che in alcuni casi può diventare patologica (iperfibrinolisi). In chirurgia gli agenti antifibrinolitici riducono la perdita ematica nei pazienti con fibrinolisi normale o accentuata, e agiscono apparentemente senza aumento del rischio di complicanze postoperatorie. L’acido tranexamico, un agente antifibrinolitico, riduce di un terzo la necessità di trasfusioni in chirurgia elettiva senza modificazioni della mortalità.

Siccome la risposta emostatica alla chirurgia e ai traumi appare simile, uno studio pubblicato on line lo scorso 15 giugno su The Lancet ha voluto analizzare gli effetti della somministrazione precoce di un breve ciclo di acido tranexamico sulla mortalità, il rischio di eventi occlusivi vascolari e la necessità di trasfusioni in pazienti traumatizzati con emorragia grave in atto o attesa.

La ricerca, significativamente denominata CRASH-2 (Clinical Randomisation of an Antifibrinolytic in Significant Haemorrhage 2), ha coinvolto dal 2005 ben 274 ospedali in 40 paesi e 20.000 pazienti.

I pazienti sono stati randomizzati secondo un protocollo pubblicato prima dell’inizio dello studio e hanno ricevuto una infusione endovenosa di 1 g di acido tranexamico in 10 minuti, seguita da una infusione di 1 g in 8 ore. I casi di controllo sono stati trattati con soluzione salina allo 0,9%.

I risultati del trial nei pazienti traumatizzati dimostrano l’efficacia e la sicurezza del farmaco. Il suo impiego, secondo gli autori, deve essere assicurato ovunque nel mondo e nei diversi ambiti assistenziali anche mediante l’inserimento da parte dell’OMS nella Lista dei farmaci essenziali.

Riferimenti: CRASH-2 trial collaborators. Effects of tranexamic acid on death, vascular occlusive events, and blood transfusion in trauma patients with significant haemorrhage (CRASH-2): a randomised, placebo-controlled trial. The Lancet, Early Online Publication, 15 June 2010. doi:10.1016/S0140-6736(10)60835-5

Foto: ffsetla

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


Lascia un commento

  

  

  

Questo sito usa i Gravatar, Avatar Globalmente Riconosciuti. Se hai registrato il tuo indirizzo email con questo servizio, la tua icona personale apparirà vicino al testo del tuo commento.

Puoi usare questi tag HTML.

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>